“MySea” a un passo dal finanziamento: alla fase negoziale il progetto di tutela della ‘Caretta caretta’

Il progetto del Comune di Manfredonia si è piazzato al quinto posto utile per l’ammissione alla fase negoziale, con la possibilità concreta di ottenere un finanziamento di quasi 700mila euro

Il Comune di Manfredonia ha partecipato, come ente capofila, all’avviso pubblico del POR Puglia 2014/2020 – Asse VI – “Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali” – Azione 6.5.1 “Interventi per la tutela e la valorizzazione della biodiversità terrestre e marina”, piazzandosi al quinto posto, “utile – precisa l’assessore all’Ambiente della Città di Manfredonia, Innocenza Starace, con soddisfazione – per essere ammessi alla fase negoziale. Ciò significa la possibilità concreta di ottenere un finanziamento di importo pari a 698.056,91 euro”.

Il progetto ‘MySea – Osservatorio sui mari di Puglia per la tutela della caretta caretta’, questo il nome, ha visto costituirsi una partnership tra i Comuni di Manfredonia, Zapponeta, Molfetta, Lecce e il Consorzio di gestione dell’Area marina protetta di Torre Guaceto. In tali territori e ambiti di competenza gestionale insistono ed operano Centri di recupero e soccorso di tartarughe marine (CRTM) il cui raggio d’azione si estende anche ai territori di pertinenza dei Comuni limitrofi, coprendo di fatto tutto il territorio regionale.

I CRTM in oggetto sono:

• CRTM Manfredonia, sito presso l’Oasi Lago Salso, gestito da Legambiente onlus ed operativo nei territori delle province di Campobasso (Compamare Termoli), Foggia (Compamare Manfredonia) e Barletta – Andria - Trani (Compamare Barletta);

• CRTM Molfetta, sito nel Comune di Molfetta ed operativo nei territori delle province di Barletta – Andria - Trani (Compamare Barletta), Bari (Direzione Marittima Bari), Brindisi (Compamare Brindisi);

• CRTM Torre Guaceto, sito nel comune di Carovigno ed operativo nelle province di Taranto (Compamare Taranto) e Brindisi (Compamare Brindisi);

• CRTM Boschi e Paludi di Rauccio, operativo nella provincia di Lecce (Compamare Gallipoli).

“La proposta ammessa alla fase negoziale – aggiunge l’assessora Starace - è volta a sviluppare un migliore coordinamento tra i Centri, per raggiungere il risultato comune: la tutela della specie della tartaruga caretta caretta”. La creazione di un modello di coordinamento dei succitati Centri di recupero potrà permettere di raccogliere, gestire e divulgare l’informazione e la conoscenza necessarie alle azioni di conservazione (aspetti del ciclo di vita della specie: nidificazione, aree di crescita e di alimentazione, spiaggiamenti di esemplari vivi e morti, interazioni con attività umane quali la pesca, il turismo e la navigazione).

Le azioni previste per sviluppare la rete dei Centri pugliesi sono:

• potenziamento della rete dei Centri, per incrementare gli strumenti di tutela della tartaruga caretta caretta e migliorare l’efficacia dell’azione di recupero anche con una ottimizzazione delle risorse utilizzate;

• creazione di un Osservatorio permanente per la conservazione della specie, che si avvalga di un geodatabase accessibile a istituzioni, ricercatori, mondo della scuola e cittadini per la raccolta, la gestione informatica e la diffusione dei dati bibliografici e di rilevamento sul campo, relativi al ciclo di vita della specie.

 “Si tratta di interventi – dice ancora Innocenza Starace - volti alla tutela ed alla valorizzazione della biodiversità terrestre e marina. Il nostro territorio è ricco dal punto di vista ambientale e, purtroppo, dobbiamo tenere nel debito conto il fenomeno dello spiaggiamento delle tartarughe marine. La mia soddisfazione è proprio perché potremo recuperare e riportare in mare le tartarughe: specie protetta, è il caso di sottolinearlo”. “Sappiamo bene, per esempio, che può succedere, purtroppo, che qualche tartaruga resti impigliata nelle reti da pesca, ma i pescatori manfredoniani hanno sempre fornito il proprio contributo per far sì che queste riprendessero il mare. Evidenzio, quindi, che c’è sempre stata la piena collaborazione della marineria sipontina e auguro che continuerà ad esserci anche nel futuro, prossimo e remoto”, conclude l’assessore all’Ambiente.

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