Scioperano gli addetti alla ristorazione collettiva

In ottantamila incroceranno le braccia il 5 febbraio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Incroceranno nuovamente le braccia il prossimo 5 febbraio gli ottantamila addetti della ristorazione collettiva impiegati nei servizi di preparazione e consegna di pasti su larga scala, mense aziendali, scuole e ospedali in attesa da oltre 32 mesi del rinnovo della parte speciale del contratto del turismo.

"Occupati principalmente nella refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, le lavoratrici e i lavoratori della ristorazione collettiva - spiega il Segretario Generale Interregionale Fisascat Cisl, Vincenzo Riglietta - sono per la maggior parte donne a part-time con poche decine di ore alla settimana di lavoro e spesso con diversi mesi all'anno di sospensione lavorativa. Fin dall'avvio delle trattative a livello nazionale, il settore della ristorazione collettiva ha scontato grandi difficolta per la divisione delle compagini datoriali. Nonostante ciò le organizzazioni sindacali di categoria hanno affrontato il negoziato con tutte le associazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore, anche se non firmatarie dei contratti (turismo parte speciale ristorazione collettiva), dimostrando grande senso di responsabilità al fine di dare la massima copertura contrattuale agli addetti del settore. Purtroppo le parti datoriali, hanno avanzato proposte inaccettabili come una riduzione del costo del lavoro, la revisione in peggio della clausola sociale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori."

A tal proposito - conclude Riglietta - le organizzazioni sindacali, a fronte dell'impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, metteranno in campo per il 5 febbraio, tutte le azioni necessarie per l'organizzazione di presidi e iniziative e manifestare a gran voce le ingiustizie e la precarietà degli addetti del settore. Si torna in piazza anche l'11 febbraio sarà la volta dei 19mila ex Lsu e dei così detti Appalti Storici impiegati nei servizi di pulizia e decoro nelle scuole.

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