A Foggia arriva Roberto Ritondale: l'aps Creo ospita lo "scrittore ambulante"

C’è un autore che va in giro con un trolley per presentare, anche a domicilio, i suoi romanzi “Sotto un cielo di carta” e “Il sole tra le mani” (Leone Editore). Perché, oltre a essere un giornalista dell’Ansa, Roberto Ritondale è uno “scrittore ambulante”. Come spiega sul sito personale, l’autore è un “girovago” (nato in Campania, ha vissuto i primi dieci anni della sua vita a Foggia, ha lavorato dieci anni a Roma e da sei è in Lombardia) e accetta di buon grado anche gli inviti a casa, da parte di amici lettori. In cambio, dice, chiede solo un buon caffè. Poi tutti gli incontri, sia quelli pubblici che quelli privati, li conclude con il gioco delle “cinquanta carte”, che non è una nuova versione del burraco.
Nel trolley che accompagna Ritondale non ci sono indumenti, infatti, ma tanti tipi di carta: lettere e cartoline, giornali e fotografie, agendine e mappe … Oggetti sempre più in disuso, soppiantanti da e-mail, smartphone, videogiochi e computer.
Il motivo di questa “esibizione” è nel tema di “Sotto un cielo di carta”, in cui prende corpo l’incubo di un mondo senza carta, di un futuro distopico che in realtà è già presente. Perché il romanzo è anche una riflessione sul grande fratello dei nostri giorni, internet, che tutto controlla e che spesso manipola: i nostri gusti, le nostre abitudini e persino le nostre emozioni.
L’autore immagina una “Grande Nazione del Nord” in cui il regime del generale Sainon, abolita la carta, impone l’uso di un tablet governativo affinché tutto sia tracciabile: dagli acquisti alle letture, dai sentimenti alla salute. A ribellarsi alla dittatura e all’ideologia del “controllismo” è l’ex cartolaio Odal Clean, che combatte a modo suo per riconquistare la carta e la libertà.
Scritto pensando soprattutto ai ragazzi, che hanno sempre meno dimestichezza con la carta, il romanzo è un esplicito omaggio ai grandi autori del genere distopico. Non a caso la carta viene abolita dal regime con il “Codice 2435”, ovvero la somma delle cifre presenti nei titoli di due famosi romanzi: “1984” (di George Orwell) e “Fahrenheit 451” (di Ray Bradbury).
L’autore utilizza a tratti i toni della favola moderna, alternando ironia e commozione, atmosfere cupe e scene spensierate. Uno stile che Cinzia Tani, scrittrice e giornalista, ha sintetizzato così sulla quarta di copertina: “Lucentezza e tenebre nel magico talento letterario di Roberto Ritondale”.

Info: fineart.creo@gmail.com 3282781831

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