Crescere attraverso l’arte e la creatività: sbarca a Foggia il progetto “Kinderbauhaus”

L'iniziativa verrà presentata al centro Assori di Foggia e si propone di realizzare un percorso formativo finalizzato alla promozione di 'life skills' nei bambini e nelle bambine di età compresa tra 0 e 6 anni di vita, attraverso il metodo basato sull'utilizzo dei linguaggi delle varie forme artistiche

In foto: Mastrangelo, Colabella e Scardicchio.

Proporre l’arte come strategia didattica per lo sviluppo di creatività e pensiero flessibile, oggi universalmente ritenute due variabili cruciali per lo sviluppo sano della personalità. Realizzare, quindi, un percorso formativo finalizzato alla promozione delle life skills, ovvero, le competenze per la vita nei bambini e nelle bambine compresi tra 0 e 6 anni, attraverso il metodo Kinderbauhaus basato sull’utilizzo dei linguaggi simbolici propri di ciascuna forma d’arte: dalla pittura, alla scultura, dal teatro al cinema, dalla bisca alla danza.

A tal proposito si terrà lunedì 18 novembre, alle 16.00 all’Officina del Gioco dell’Assori di Foggia (Associazione per la promozione socio-culturale sportivo dilettantistica e la riabilitazione dell’handicappato) il convegno di presentazione del progetto dal titolo “Kinderbauhaus, tra arte, percezione, apprendimento e scuola”. Interverranno Pia Colabella, direttrice dell’Assori, Chiara Scardicchio, docente e ricercatrice in “Pedagogia Sperimentale” presso l’Università degli Studi di Foggia (nonché mamma di Serena, affetta da autismo, ed autrice dei libri “Madri” e “La ferita che cura”), e i curatori del progetto “Kinderbauhaus”, Annika De Tullio, Bepi Petino, Alma Tigre.  

“Il percorso formativo Kinderbauhaus, che si snoderà in alcuni corsi di attività formativa sull’arte, la percezione, l’apprendimento e la scuola, della durata di 25 ore, si colloca nell’ambito degli studi di salutogenesi e delle ultime ricerche di neuroscienze costruttiviste sulla correlazione tra capacità simboliche ed auto poietiche di ogni essere umano – sottolinea Colabella - con simultaneo sviluppo di meta competenze, ovvero la capacità di “imparare ad imparare” e trasformare incertezza e disequilibrio in possibilità, apprendimento, resilienza. E riallacciandosi proprio al convegno organizzato l’8 marzo scorso, presso l’Assori, sulla resilienza, si colloca l’intervento della professoressa Chiara Scardicchio, che con un suo recente libro “La ferita che cura” evidenzia la capacità umana di auto organizzarsi e ricrearsi anche in situazioni complesse e potenzialmente patogene”.

Lo sfondo epistemologico che lo sostiene intende coniugare gli studi e le esperienze della scuola Bauhaus di Walter Gropius, Kandinskji e gli artisti a loro vicini agli inizi del ‘900, nonché quelli psicopedagogici in tema di creatività alle ricerche di affective neuroscience. Gropius e il folto gruppo di artisti che costituirono la Bauhaus avevano colto l’importanza di riportare l’arte a una base scientifica che rivelasse i nessi tra psicologia e arte, tra processi percettivi e processi cognitivi, riconoscendo ogni forma d’arte come linguaggio universale e inclusivo. La neurobiologia interpersonale oggi, difatti, riconosce le valenze formative della narrazione che utilizza i linguaggi simbolici dell’arte, offrendo il supporto sperimentale alle ricerche psicopedagogiche di Ricoeur e Bruner che già avevano riconosciuto alla narrazione il compito di "costruzione identitaria" dell'essere umano ed anche di “ristrutturazione” in caso di disequilibrio e discontinuità nel corso della vita. La letteratura contemporanea in tema di psicologia dell’età evolutiva, di sociologia e di pedagogia fa difatti riferimento ad una sempre più diffusa fragilità psichica caratterizzata da un indicatore fondamentale: la difficoltà di far fronte alle avversità sviluppando adeguate ed efficaci strategie di coping. Ovvero: non già la “virulenza” di un problema in sé determina un disagio in chi ne è investito quanto, piuttosto, la sua percezione di esso e la sua personale capacità di ipotizzare soluzioni alternative – creative, appunto - , nuovi percorsi e inedite modalità cognitive ed emotive di “fronteggiamento”. E questo sempre più trasversalmente rispetto ad ogni età, contesto e cultura di riferimento.

“Il progetto “Kinderbauhaus, tra arte, percezione, apprendimento e scuola”, che si aggiunge ed amplifica la mission educativa e scolastica dell’Istituto Assori - aggiunge Colabella -, sarà presentato lunedì pomeriggio e darà l’avvio ad un corso innovativo di formazione sulle “didattiche neuro estetiche” di recente inneggiate perché concorrono a pieno titolo al benessere individuale e comunitario, nonché al successo scolastico”. L’intero progetto educativo scolastico, proteso all’innovazione e all’inclusione, che da 20 anni ha sposato l’Istituto Assori, è stato ammesso alla Conferenza sulle innovazioni pedagogiche che si terrà a Londra presso il “Queen Elisabeth II Center” dall’8 al 10 dicembre. 

“Inoltre, siamo orgogliosi di annunciare – dichiara Pia Colabella -  che l’intero progetto educativo scolastico dell’Istituto Assori, che da più di 20 anni è sempre stato proteso all’innovazione per dare qualità ad una scuola all’avanguardia per l’inclusione, è stato candidato al premio per la sostenibilità dell’educazione “Reimagine Education Sustainability Award” che verrà assegnato, nel corso della Conferenza sulle innovazioni pedagogiche, che si terrà a Londra presso il “Queen Elisabeth II Center” dall’8 al 10 dicembre prossimo. Sarà premiato il progetto che incoraggia o attua al meglio la politica progettata per migliorare la sostenibilità istituzionale (in ambito sociale, ambientale, economico o umano, ndr). Il nostro progetto riguarda la sostenibilità sociale in quanto investe sul potenziale umano dei bambini normodotati, disabili, bes, adottati e nella scuola dell’infanzia e primaria e sul team docente, regista sapiente di condizioni (spazi, strategie innovative), risorse umane, specialità, (logopediste, psicologhe, pedagogiste), e attività innovative afferenti alle neuroscienze e capaci di promuovere il benessere auspicato dall’Agenda 2030 dell’Onu, quando parla delle Life Skills, coniugando creatività, apprendimento e socializzazione. Essere chiamati a far parte di una platea di cultori, ricercatori ed esperti pedagogisti internazionali, ci appaga e gratifica, felici di aver sostenuto e condiviso il percorso educativo pedagogico della scuola impegnata a mettere in luce le capacità e il talento di ogni specificità”.

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