Il Gargano sale a bordo della storia: inaugurato il Parco dei Dinosauri più grande d’Italia

Si trova a Borgo Celano, frazione di San Marco in Lamis. E’ stato riaperto dopo i lavori di completamento e ampliamento. Orme fossili, un museo paleontologico e 27 esemplari a grandezza naturale e animatronics

Il parco dei dinosauri sul Gargano

Il Gargano mostra i muscoli e inaugura il più grande Parco dei Dinosauri d’Italia. Duemila e trecento metri di storia raccontati lungo un percorso impreziosito da ventisette nuovi esemplari importati dall’Oriente, che urlano, respirano e si muovono tra piante autoctone, specchi d’acqua e impronte.

Dopo 120 milioni di anni il mito delle creature preistoriche rivive a San Marco in Lamis, a quindici esatti dall’incredibile scoperta fatta da alcuni geologi e a sei dalla delibera di approvazione del progetto preliminare dei lavori di completamento e ampliamento dell'opera, approvato nel 2009 dalla giunta targata Michelangelo Lombardi. Oggi i blocchi con le impronte di orme fossili sono ancora lì, esposti nel centro visite gestito dal gruppo speleologico Montenero, che ospita anche un museo, una sala 3D, un punto ristoro e il parco giochi per bambini.

Un sentiero illustrato nello scenario magico di Borgo Celano, dove è stato ricostruito l’habitat naturale di 200 milioni di anni fa e dove il passato torna protagonista e si riprende la scena. Un viaggio nel tempo in un luogo incantevole, sulla via sacra Langobardorum, a due passi dal convento di San Matteo e dal Santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo.

Esemplari di dinosauri a grandezza naturale e animatronics, mobili e sonori di ultima generazione, impressionano ma divertono. Così il parco offre un viaggio nella preistoria attraverso un percorso tematico aperto anche ai cani, purché rigorosamente a guinzaglio. Una meraviglia del tempo, di un tempo che affascina e stimola le fantasie di tutti, dai più piccoli in poi. Con il rinnovato parco paleontologico e dei dinosauri, San Marco in Lamis sale a bordo della storia e la ripercorre per guardare al futuro con più ottimismo.

Il taglio del nastro questa mattina alla presenza del presidente del Parco del Gargano, l’avv. Stefano Pecorella, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di programmi utili al territorio ma anche al turista, oggi sempre più esigente e dunque più orientato verso un’offerta completa, veloce, dinamica e soprattutto integrata: “La riapertura del Parco paleontologico e dei dinosauri di Borgo Celano testimonia la volontà di recuperare le nostre origini e la nostra storia, a differenza di quanto stanno facendo in altre zone del mondo alcuni popoli che, distruggendo e martellando le opere d’arte, provano a cancellare origini a loro scomode. Il Parco dei Dinosauri, il naturale prolungamento del centro visite realizzato dal Parco Nazionale del Gargano è uno dei 19 interventi previsti dai Poin (i programmi operativi interregionali) ed in via di attuazione grazie a 35 milioni di euro di stanziamenti e grazie alla rete istituzionale del ‘Sistema Gargano’, l’associazione dei comuni costituita proprio dal Parco e che oggi vede venire alla luce investimenti come questo ed i SAC (sistema ambientale culturale). Un lavoro i cui frutti condividiamo con la caparbietà di amministratori e tecnici lungimiranti”.

VIDEO | DINOSAURI IN MOVIMENTO

Pecorella ha poi annunciato un centro studi del carsismo e della geologia del Parco del Gargano, da realizzare proprio nei locali del centro visite di San Marco in Lamis, che saranno intitolati all’avvocato Nino Grana, ideatore e promotore del parco dedicato ai dinosauri. “Un luogo dove fare scienza, formazione e cultura. Anche questo un modo per onorare i nostri tesori e lasciarne l’eredità alle nostre comunità. A San Marco in Lamis, per esempio  si può scrivere una nuova pagina visto che abbiamo strutture e sostanza, dal convento di San Matteo agli scavi archeologici che abbiamo finanziato e che partiranno la prossima primavera”.

Per l’on. Angelo Cera “è una perla di cultura e uno scrigno di ricchezza”. Il sindaco di San Marco in Lamis ha poi aggiunto: “Tuteliamo la storia del Gargano e la tramandiamo, da qui parte il riscatto”

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