'Muse al Castello' a Deliceto: la collettiva d'arte a cura Rocco Marino e Michelangelo Pietradura

La collettiva d’arte Muse al castello esplica già nel titolo i propri intenti: proporre una rassegna di arti, dalla scultura alla pittura, dall’incisione alla fotografia, fino alla moda, alla performance e alle installazioni, creando un percorso ideale che si snoda lungo l’arco di un secolo da porre sotto l’egida delle figlie di Zeus e Mnemosine e custodire nelle sale del Castello normanno-svevo di Deliceto.

La mostra si articola in una serie di sale dedicate a diverse arti, si va dalla stanza della “moda” che vede dialogare le fotografie storiche di Pasquale De Antonis, celeberrimo fotografo che si è occupato di alta moda tra gli anni ’40 e ’60 del novecento, con quelle di Alberto Burri, di Manuela Gardner e di Marco e Mario Schifano, con vestiti e accessori originali del novecento della costumista Vize Ruffo e con la pittura dal senso fortemente grafico e déco di Corrado D’Alessandro e le litografie di Stefano Di Stasio; alla stanza della “poesia”, nella quale una installazione di poesie crea una conversazione tra il lirismo mitologico di Mario Bernardini, la pittura visionaria di Lino Frongia, la gioiosità cromatica di Marina Haas, le concrezioni materiche di Michelangelo Pietradura e i guerrieri metallici di Eos Renzetti. Per la scultura, nella sala più piccola del castello, la conversazione si fa intima tra il busto femminile di Ascanio Renda, la testa marmorea di Elizabeth Becker Genina di Renato Marino Mazzacurati, e la Madonna bronzea di Domenico De Lisi.

Gli scorci di Deliceto realizzati in tecnica mista da Antonio Marino si specchiano nelle versione naïf dipinta da Antonio Infante, del quale si celebra l’arte in una retrospettiva. Infine una sala ospita la mostra “Antonio Lucci. Illuminista francescano” che offre una riflessione contemporanea sulla figura ancora così attuale del beato, definito “padre dei poveri” per la lotta incessante contro la povertà (anche culturale) e l’usura. Il tutto intessuto con interventi e performance di Carmela Bonuomo, Giuseppe Diploma, Gaetano Doto, Viviana Doto e Cristina Conte, i quali renderanno “vive” le opere permettendone l’interazione con la letteratura e il pubblico presente. Il vernissage sarà impreziosito dalla presentazione del libro su Giovanni Panunzio “6_novembre_1992. Il coraggio di un uomo”, scritto dalla giornalista Michela Magnifico, la quale ne parlerà con Dimitri Lioi e Giovanna Belluna, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’Associazione “Giovanni Panunzio Eguaglianza Legalità Diritti”.
 

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