Le opere di Procopio alla Contemporanea Galleria d'arte

Si inaugurerà il 5 luglio 2018, Foggia, presso la Contemporanea Galleria d’Arte, la personale del Maestro Pino Procopio che porterà i visitatori in un viaggio nel mondo fantastico del movimento, della irrealtà e della introspezione.

BIOGRAFIA E MOSTRE

1954 - Pino Procopio nasce a Guardavalle(CZ) il 16 Giugno, lo stesso anno che vede i natali della televisione italiana, ma, a differenza di questa egli nasce già a colori. Il padre, che in quel periodo gestisce un negozio di elettrodomestici, tenta di venderlo come articolo di arredamento, ma la madre si oppone energicamente.

1957 - Durante la frequenza della scuola materna della sua città, è attratto dall’ argilla che circonda l’ edificio, con la quale modella sculture neoprimitive.

1960 - Guarda la scuola elementare con un certo distacco, dall’esterno, ben nascosto.Le ore scolastiche le trascorre negli aranceti, attratto dal giallo cromo delle arance e dal verde cinabro delle foglie a cercare un frullo di vita.Tra ulivi, dai sofferti tronchi. Ritorti. E lungo i torrenti le trasparenze dell’ acqua immobile, rotta da salti veloci. La licenza elementare, nonostante questi suoi interessi paralleli, la supera con grande profitto.

1967 - Scuole Medie, Catanzaro. Il primo anno, i professori, affascinati dal suo sapere, gli chiedono il bis e glielo fanno ripetere.Viene punito per aver realizzato una serie di disegni erotici (i testi li scrive il suo compagno di banco, il noto scrittore Walter Rossi).

1970 - Frequenta i primi due anni di  Liceo  Artistico nella ventosa città di Catanzaro (il vento!). Legge. Rapito totalmente da Mattia Preti. Segue l’agitazione artistica del catanzarese Mimmo Rotella.

1971 - Il suo primo cavalletto da pittore. Ad essere soli ora sono in due, uno parla, l’altro ascolta e fuma.

1974 -  Roma. Terminati gli studi liceali, si iscrive alla facoltà di Architettura. Valle Giulia, ormai noiosa e piena di polvere. Sguardi persi ed affrancati ormai dalle lotte. I leoni non c’erano più.

1975 -  Durante una giornata di forte vento, mentre attraversa Piazza del Popolo a Roma, un foglio con il suo indirizzo e numero  telefonico, carambolando sull’ obelisco va ad appiccicarsi sugli occhi di una gallerista romana. Durante la permanenza nella capitale, frequenta le varie gallerie e fa conoscenza di numerosi artisti veri, ma anche finti, questi ultimi riconoscibili dall’ abbigliamento molto,  molto strano. Durante la grande mostra di Van Gogh, alla Galleria d’ Arte Moderna, si mette in fila per ore, ma per ammirare gli stupendi dipinti di Antonio Corpora, esposti al piano sottostante. Scrive due poesie, la prima dedicata ad un maestro di vita, l’altra al profondo mare di Calabria, delle quali ci risparmia, gentilmente, la pubblicazione.

1980 - La sua prima mostra. Galleria “La Bitta”. Conosce il primo gallerista. Un gentiluomo. La mostra, un successone. Di gentiluomini ne seguiranno altri.

1981 - In una fonderia abusiva di Roma, fonde quattro sculture in bronzo. La sua vera passione.

1983 - In una frizzante giornata di Marzo, dopo aver terminato gli studi universitari, sentendosi disponibile e generoso, sposa una ragazza che, il giorno prima l’aveva salutato da un treno in transito. Mostra personale alla Galleria “La Riva”, Giulianova (TE) Facendo un salto da quaglia di venti anni, risparmiandoci così il noiosissimo (per chi legge) elenco di gallerie dove ha esposto, i concorsi a cui ha partecipato ed i premi vinti. Anche perché, da quanto si sa, non ha mai vinto niente, non avendo partecipato a nessun concorso, nel timore di arrivare secondo, o peggio ancora terzo. Da qualche anno non riceve più,  nessun invito. Comunque sia, e sotto pressante insistenza ci porta a conoscenza di tre mostre tematiche.

2005 - La prima: “Posta, racconti di un secolo”, ci racconta cento anni di Poste Italiane con il patrocinio del Ministero delle Poste  e Telecomunicazioni. A Roma.

2008 - La seconda racconta in modo teatrale le gesta di Ulisse, dove Alcinoo, nel ruolo di Impresario teatrale gli mette a disposizione l’attrezzista, lo scenografo, il direttore delle luci ed il fonico. Si sofferma soprattutto all’episodio delle Sirene in quanto afferma, con assoluta sicurezza di averne viste due una mattina d’autunno prima dell’ alba su di una secca del mare di Calabria. Niente più anice nel caffè da quella mattina. La mostra si è tenuta al Museo Boncompagni Ludovisi a Roma.

2010 - Alla Galleria “Arte Pentagono” di Pescara “Pinocchio Jamaal, fratello Mediterraneo” racconta la storia di un Pinocchio marocchino.

2012 - Approfittando dell’ ingenuità di una cinquantina di bambini di una scuola materna, presentandosi con modi paterni, quasi clericali, indice un falso concorso di disegni con tema “gli animali della savana”. Appena avuti i fogli il Lestosanto corre nel suo studio e traduce questo prezioso materiale in grandi opere pittoriche primitive, nuove, divertenti, veloci e colorate. E’ tornato all’ antico primitivismo.

2013 - I bambini stanno ancora aspettando con occhi gonfi di lacrime l’esito del concorso.

2016 - Segnato da questo accadimento e con la lentezza che lo contraddistingue, tre anni dopo, insieme alla Galleria Verdesi di Ascoli Piceno, si organizza finalmente una mostra concorso impegnando i bambini delle scuole elementari ad illustrare trenta favole di Esopo. Il confronto tra i lavori dei bambini e le sue trenta opere è inevitabile, anche la depressione è inevitabile. Ma come ha insegnato il padre di tutti gli artisti moderni (Picasso), che rubava idee visitando gli studi dei colleghi, egli ruba il segno, il gesto, la sintesi e il minimalismo. Una svolta.

2017 - Mostra alla Galleria Trifoglio di Chieti

Oggi In quel di Giulianova lo si può vedere ogni tanto da Oreste, il suo barbiere. Non rotolano più ricci neri sulla mantellina azzurra del figaro ma segmenti bianchi e grigi, il tutto sembra un mare pieno di vento, “chi palumbija”. Fuori la barberia lo si sente borbottare “Oreste! un po’ di rispetto! Cambia il colore delle tue mantelline! Magari bianche...o al massimo grigie”. Le forbici del barbiere sono le lancette dell’inesorabile orologio della vita.

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