Le sonorità dei mArte conquistano anche i giudici di Sanremo Rock: due premi per la band foggiana

Il trio composto da Fabio Stango, Domenico Galante e Francesco Beccia, non è riuscito a qualificarsi per la finalissima, ma è riuscito a ottenere una produzione con la MRi Records e l'inserimento del loro singolo nella compilation di Sanremo Rock

Non hanno conquistato l'accesso alla finalissima, ma la loro è stata una esperienza importante dal punto di vista umano e professionale. E, soprattutto, c'è chi ha visto in loro del talento, del materiale interessante su cui lavorare, come confermano i due premi con i quali sono tornati a casa.

Stiamo parlando dei mArte, e della loro partecipazione alle finali di Sanremo Rock, svoltesi la scorsa settimana sul celebre palco dell'Ariston. Ben 130 (tra band e cantanti) gli artisti che si sono succeduti (divise nelle categorie Rock e Trend); nella seconda delle due categorie c'era il trio foggiano, composto dal cantante Fabio Stango, dal chitarrista Domenico Galante e dal batterista Francesco Beccia, che si sono esibiti con i brani "Coma etilico" e "Il rombo degli aerei", gli stessi che avevano loro garantito la vittoria nella finale regionale.

A vincere nelle due categorie sono stati i Piqued Jacks (Rock) e Bucalone (Trend). La band foggiana non è riuscita a ottenere il pass per la finalissima, ma ha comunque riscosso diversi apprezzamenti da parte dei giudici per le suggestioni create dall'elettronica utilizzata abbinata all'esecuzione live. Qualità che hanno garantito ai mArte due premi: una produzione con la MRI Records, che darà loro la possibilità di registrare e promuovere un singolo e un video con annesso canale VEVO dedicato, nonché l'inserimento del loro singolo nella compilation di Sanremo Rock che verrà prodotta dalla Universal e venduta in tutta Italia nei prossimi mesi.

"Sanremo Rock ti forgia a tal punto che dopo una intensa settimana, al rientro a casa è ancora più forte la voglia di far esplodere i motori dell'astronave mArte. Non siamo tornati stanchi, siamo tornati adolescenti con la voglia di imparare nuove cose", ha commentato Francesco Beccia.

Gli fa eco Fabio Stango: "Condividere un viaggio, dietro le ansie, la gioia e gli scleri, ci aiuta a studiarci meglio l'un l'altro e a capirci senza bisogno di parole.
Questo diventa essenziale per riuscire ad ottenere sul palco un unico linguaggio per comunicare a più persone possibili il nostro Rock Nucleare attraverso i suoni, le immagini delle parole e le scenografie".

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