Con il ‘Don Pasquale’ di Donizetti parte la stagione degli ‘Amici della Lirica’

Martedì 6 febbraio presso il teatro U. Giordano, con il Don Pasquale di Gaetano Donizetti inizia la III Stagione 2018 ‘Invito all'opera’ degli Amici della Lirica città di Umberto Giordano con replica presso il teatro Garibaldi di Lucera mercoledì 7 febbraio, patrocinati da: Regione Puglia, Comune di Foggia e Comune di Lucera. Il Don Pasquale è un'opera buffa in tre Atti di Gaetano Donizetti. Il libretto scritto da Giovanni Ruffini (anche se firmato da Michele Accursi), è un rifacimento del libretto che Angelo Anelli scrisse nel 1810 per "Ser Marcantonio" di Stefano Pavesi.

La controversia sull'attribuzione del libretto del Don Pasquale può essere definita un "bisticcio politico": Giovanni Ruffini era un mazziniano autentico, una delle anime della "Giovine Italia", esiliato in Francia. Il clima sociale francese in quegli anni era estremamente cosmopolita: il mondo della cultura era in fermento, l'Europa veniva destabilizzata da continue rivoluzioni. Parigi divenne il luogo ideale per l'incontro tra le posizioni politiche e culturali più disparate.

Durante la stesura del Don Pasquale, quella che poteva diventare una lunga e fruttuosa collaborazione tra Ruffini e Donizetti, si trasformò in un calvario per entrambi. Ruffini era pronto a risentirsi per ogni richiesta o cambiamento in corso, richieste dal musicista; Donizetti, d'altra parte, con grande puntiglio faceva rispettare il suo diritto a richiedere nuovi versi, o a rifiutare quelli che non riteneva adatti. La diatriba finale fu sull'allestimento e i costumi dell'opera: Donizetti voleva per Don Pasquale un allestimento moderno, pur essendo l'opera un rifacimento di un libretto del 1810. Ruffini montò su tutte le furie e rifiutò di firmare il libretto. A dirimere la bagarre intervenne Michele Accursi (Amico di Donizetti), che propose di apporre le sue iniziali sul libretto. Per questo motivo, il libretto originale risulta a firma di "M. A.". Questo stratagemma favorì anche lo stesso Donizetti: in Italia, infatti, mal sarebbe stato accolto un libretto firmato da un esule politico condannato a morte, rifugiatosi in Francia. Nella tradizione dell'Opera buffa l'opera prende a riferimento i personaggi della Commedia dell'arte. Pasquale è Pantalone, Ernesto è Pierrot, Malatesta è Scapino e Norina è Colombina. L'azione si svolge a Roma, agli inizi dell'Ottocento.

ATTO I Il vecchio e ricco Don Pasquale, vorrebbe veder sistemato Ernesto, suo nipote e futuro erede. Egli vorrebbe far sposare a suo nipote una ricca e nobile zitella; Ernesto invece è innamorato di Norina, la quale ricambia il sentimento. Norina è una giovane e bella vedova, dalle condizioni economiche modeste. Don Pasquale decide dunque di diseredare il nipote e di sposarsi egli stesso, così da non lasciare i suoi averi a Ernesto. Chiede dunque al dottor Malatesta di trovargli una moglie. Il dottor Malatesta, essendo amico stretto di Ernesto, ordisce un piano per aiutare i due giovani innamorati: propone a Don Pasquale di sposare Sofronia, sua sorella, bella fanciulla appena uscita dal convento. Sapendo che Don Pasquale avrebbe accettato di buon grado la proposta, il dottor Malatesta mette in scena un finto matrimonio, chiedendo a Norina di travestirsi da Sofronia. Erneso, che nel frattempo è stato cacciato di casa dallo zio, non viene messo a conoscenza del piano.

ATTO II Appena Ernesto scopre la notizia delle nozze, decide di partire disperato e affranto. Intanto Don Pasquale incontra Sofronia (Norina travestita) e ne rimane subito invaghito, tanto da voler concordare immediatamente il matrimonio. Il finto notaio Carlo (cugino dello stesso Malatesta) convalida il contratto di nozze, con il quale Don Pasquale cede metà dei suoi bene alla sua giovane moglie. Subito dopo la firma del contratto, Norina (nei panni di Sofronia) muta atteggiamento: comincia a dilapidare i soldi e a spadroneggiare in casa, rifiutando ogni attenzione rivoltale dal suo neo-marito.

ATTO III Le spese senza freno di Norina portano Don Pasquale allo sconforto. Oltretutto, Norina gli fa credere di avere un amante. Malatesta richiama Ernesto e lo mette al corrente del piano ordito, chiedendogli di fare la parte dell'amante misterioso di Sofronia. Ernesto quindi, si ritrova nel giardino dicasa, intento a cantare una serenata alla finta Sofronia. Intanto Don Pasquale osserva la scena insieme a Malatesta. Quando infine Ernesto sparisce nel boschetto del giardino, i due escono allo scoperto e accusano Sofronia/Norina di tradimento. Ernesto, che nel frattempo si era nascosto, rientra nel giardino di casa dove Don Pasquale lo accoglie a braccia aperte; per far dispetto all'ingrata moglie è disposto a riaccettare in casa suo nipote e acconsente a fargli sposare Norina (cosicché diventi lei la nuova padrona di casa). A questo punto gli viene svelato l'inganno. Don Pasquale - visibilmente sollevato - perdona tutti e benedice le nozze tra Ernesto e Norina. Produzione dell'Opera Studio Umberto Giordano di Foggia, che continua ad attirare cantanti lirici da ogni parte del mondo per prendere parte al Laboratorio d'Arte Lirica ormai diventato punto di attrazione didattica Internazionale. Regia Nazario Vasciarelli. Maestro preparatore, allestimento scena e costumi, Maria Gabriella Cianci, Maestro Concertatore Giuseppe Stoppiello, Aiuto Costumista Emanuela Salvatore, Direttore di produzione Davide Longo, Organizzazione Associazione Bel Canto, Costumi Sartoria Shangrillà, Attrezzeria Piccolo Teatro. Abbonamenti e Biglietti disponibili su www.bookingshow.it, nei punti vendita autorizzati o presso i botteghini dei rispettivi teatri il giorno dello spettacolo dalle ore 18. Ingresso ore 20.30 - Sipario ore 21.00

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