Al Piccolo Teatro Impertinente va in scena "Frichigno", un piccolo ritratto di Foggia

Si intitola 'Frichigno' il nuovo spettacolo della Piccola Compagnia Impertinente, che andrà in scena venerdì 23 e dal 25 al 30 dicembre. 

Scritto da Enrico Cibelli, diretto e interpretato da Pierluigi Bevilacqua, "Frichigno" è un monologo a più voci, a volte la stessa voce. Uno spettacolo che parla di Foggia, la città dove siamo nati e alla quale siamo legati a doppia mandata. Andata e ritorno dalla città abituata a indossare la maglia nera del Sole24ore. Una dichiarazione d’amore quanto di guerra, che per raccontare la nostra terra si affida a due leggendarie personalità degli anni ‘90: Zdeneck Zeman e Kurt Cobain. Frichigno è un pastiche teatrale che prende il nome da una parola usata dai bambini foggiani quando, durante una qualsiasi partita di calcio in strada, il portiere tocca la palla con le mani, fuori dalla sua area. Cercando di non farsi vedere dagli altri. Frichigno è il grido di un uomo innamorato della propria città. 

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Commenti (11)

  • Avatar anonimo di Araba Fenice
    Araba Fenice

    Grazie Crim, per avermi dato la possibilità di commentare questo evento, altrimenti poco evidenziato sulla pagina di FoggiaToday (perché poi non si sa!).
    Sono contenta, perché conosco molto bene questa piccola-grande realtà foggiana e perché conosco molto bene Pierluigi Bevilacqua, il Direttore Artistico della Scuola di Teatro “Piccola Compagnia Impertinente” (“Piccola per Ripicca” come recita il loro decalogo all’entrata). Rappresenta una di quelle preziose rarità (mi si perdoni il gioco di parole) della nostra terra che, seppur poco ostentate o sfoggiate (qui non ci sono assessori che fanno i selfie da pubblicare su facebook o instagram, ma si twitta solo per augurarsi tanta m…), conservano dentro di loro tutta l’emozione, l’originalità e la curiosità che solo il “Teatro” con la T maiuscola riesce a darti.
    Sono contenta, soprattutto, perché persone come Pierluigi Bevilacqua sono quelle che fanno della loro passione il mezzo per arrivare a toccare il cuore di tutti, non solo degli spettatori che assistono (anche più e più volte) ai suoi spettacoli, ma anche dei giovani che coinvolge nei suoi progetti.
    Come quest’ultimo, FRICHIGNO, appunto, scritto in collaborazione con una giovane promessa nostrana, giovane solo all’anagrafe, ma già al secondo anno di partecipazione a festival internazionali di teatro, quest’anno addirittura vincitore, insieme a tutta la Compagnia, del premio speciale “Best Ensamble”, all’interno del Festival internazionale di teatro di San Pietroburgo, promessa del quale non posso fare il nome solo perché, ovviamente, priva di autorizzazione da parte sua.
    Spero che vadano in tanti a vedere questo spettacolo, perché sono certa che ne rimarranno piacevolmente sorpresi e soprattutto spero che ci vadano molti giovani, perché sono sempre più convinta che una serata a teatro arricchisca molto, ma molto di più che cento perse in cicchetterie di dubbia origine, a rovinarsi la salute.
    Io, purtroppo, per motivi personali, quest’anno non potrò assistere allo spettacolo, ma so già che sarà un successo e sono sicura che toccherebbe il profondo del mio cuore specialmente perché si parlerà di due miei “miti”: di Zeman, che ritorna due anni dopo l'esonero, al quale viene data una seconda chance: e come dice l’autore: “Sono belle le seconde occasioni in amore.” (non dirlo a me!!!); e di Curt Cobain, il leader dei Nirvana, con la sua storia di bambino “tosto” al quale veniva somministrato il Ritalin, allo scopo di tranquillizzarlo, ma i cui effetti sul cervello, fu dimostrato, erano più potenti di quelli della cocaina. E così, anziché sedarlo, lo portarono lentamente a morire della sua stessa fama, un mare in apparenza limpido e trasparente fatto di idolatria, di eccessi e di adulazione ma che sul proprio fondale lasciava intravedere a chiare lettere la scritta "solitudine": “La mia città finisce dove iniziano i binari. Niente salite, niente discese. Tipo lungo mare. Senza mare però.”. Ragazzi … tanta m….!!!

    • Non mi sono voluto " intromettere " nelle risposte qui sotto, quindi lo dico qui, quel che penso : grandissima lezione, da parte tua, che evidentemente, unisci passioni varie, dal teatro, alla letteratura, alla filosofia, alla " psicologia "... ! A proposito : perchè non vai ? Ho sentito dire che anche il " patron " di Zemanlandia, testimone di quegli anni di boom della città, vi andrà !

      • Avatar anonimo di Araba Fenice
        Araba Fenice

        Ti ringrazio Ciro per le belle parole. Purtroppo, come tu stesso hai avuto modo di sottolineare, e tra l'altro mi sorprende di come tu abbia centrato la questione, esigenze ... "organizzative" mi terranno lontana da ciò che amo. Ma che ci vuoi fare? Diceva Oscar Wilde (oggi è la seconda volta che lo cito!): "Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere,  ci ha fatto mancare la felicità."

        • Mi addormenterò, allora, pensando ad Oscar... !

    • Ma grazie a te ,sorella cara,per questo saggio ke ci hai dato"di informatica"... ALTO LIVELLO...Araba... desumibilmente desubimile !

      • Avatar anonimo di Araba Fenice
        Araba Fenice

        Sento di volerti bene! Si può dire nel virtuale, amico mio?

        • Yes...Orrait !

  • Una delle più belle parole dialettali foggiane..FRICHIGNO... quanti bei ricordi... no mo... ke possiamo solo dire : Fr-kateve !

    • Anche Frank-ateve, se vuoi !

      • Allora Ciro, possiamo o meglio potevamo dire all'epoca : Affrankatv... d jé a vutá a Frankucc...(ricordiamo come giá tu sai... ke Frank-atave...Voce del verbo "farne a meno"... quindi : io mi affranco... tu ti affranchi.. egli si affranca... noi ci affranchiamo... voi vi affrancate... essi si affrancano... gentile conferma da parte tua !

    • Un modo sicuramente degno e diverso dal solito di trascorrere le feste natalizie! Se poi si aggiunge il fatto che alla Piccola Compagnia Impertinente il livello qualitativo è sempre degno di nota, il gioco è fatto. Invito ad andarci ed a godersi uno spettacolo che, più di altri, può toccare gli animi dei foggiani, specialmente di quelli non più ragazzini. Solito plauso al maestro Bevilacqua e a tutta la compagnia, formata per lo più da ragazzi giovanissimi, che da anni ormai danno vita ad una delle più belle realtà del nostro territorio.
      Chapeu!

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