Una ‘biblioteca nella biblioteca’ per isolarsi nella lettura: la donazione di Lo Mele alla sua città

L'opera è stata 'svelata' dalla direttrice della Biblioteca Provinciale, Gabriella Berardi e dall'autore: “Simboleggia la ritualità dello studiare, l’appartarsi in isolamento per leggere, pensare, capire e scrivere”

Una 'biblioteca' nella biblioteca. 'La Magna Capitana' di Foggia da oggi ospita al suo interno un'opera di design: uno studiolo in legno, sul modello dei prototipi medioevali, che permette al lettore di salirci sopra e 'isolarsi' (anche visivamente) nella lettura. A crearlo e donarlo alla biblioteca è stato l'artista Antonio Torquato Lo Mele al termine della presentazione del suo ultimo saggio 'Il disegno infantile nell'arte e nel pensiero visivo' (Gangemi). L'opera è stata 'svelata' questo week end dalla direttrice della Biblioteca Provinciale, Gabriella Berardi e dall'autore nel corso di un evento molto partecipato dalla cittadinanza, animato da letture e performance. Tra i presenti, il critico d'arte Gianfranco Piemontese e Angela Articoli, dottoressa di ricerca dell'Università di Foggia.

“L'opera - spiega l'autore - simboleggia la ritualità dello studiare, l’appartarsi in isolamento per leggere, pensare, capire e scrivere. Il tutto ritualizzato nel gesto sovrano di salire sullo studiolo e chiudersi in una edicola che definisce un’isola spazio temporale che esige silenzio e rispetto. Chi sta lassù - sottolinea l'artista -, per il tempo che vi rimane, è davvero un sovrano, è San Girolamo nel suo studio di Antonello da Messina e del Ghirlandaio, è Sant’Agostino nel suo studio di Carpaccio… La cultura del funzionalismo aveva rimosso tutto questo”.

“Abbiamo accolto con enorme piacere l’opera di Antonio Torquato Lo Mele, non solo per il suo valore artistico e simbolico, ma in quanto testimonianza di un rapporto, quello tra l’artista e la Biblioteca, che è cominciato più di 40 anni fa ed è continuato nel tempo - afferma Berardi -. Ringrazio Lo Mele anche a nome della cittadinanza per aver donato la sua opera in modo che sia fruibile da tutti, e possa essere di ispirazione agli studenti e ai lettori”.

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Lo studiolo, che nella sua parte inferiore (sotto la postazione del lettore) può contenere numerosi libri, è già visibile nella sala adulti al primo piano de 'La Magna Capitana'. “Il fatto che sia finito lì, come una biblioteca nella biblioteca - dichiara ancora Lo Mele -, è solo l’esito finale di una performance: vuole significare che è semplicemente ritornato a casa propria, nel luogo originario che ne ha reso possibile il concepimento. Non è dunque, in termini riduttivi, un dono inteso come trasferimento di un bene personale ad altri”.

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