"Il giudice e Mussolini": il nuovo lavoro editoriale di Raffaele Vescera sul processo Matteotti

“Quell’uomo aveva fatto tremare i palazzi del potere...Contro di lui s’erano mossi capi di Stato e di governo, re e dittatori, ministri e spioni, feroci energumeni e donnine assoldate, nemici palesi e amici fraudolenti, ma minacce di morte e appetibili lusinghe non erano bastate a frenare la sua corsa verso la verità”. Era di Rodi Garganico il giudice a cui fu affidata l’istruttoria del processo per l’assassinio di Giacomo Matteotti, il punto di non ritorno dell’oscurantismo fascista: a lui, alla sua storia, alla strenua difesa della verità e dell’indipendenza della magistratura, Raffaele Vescera ha dedicato il suo ultimo libro, dal titolo Il giudice e Mussolini (Enrico Damiani Editore, 2019). Venerdì 5 aprile, alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia, avrà luogo la presentazione dell’avvincente e documentato romanzo storico dell’autore e meridionalista foggiano che, nelle parole di Pino Aprile, “ha trovato la verità nelle pieghe della storia”. A conversare con lui, il direttore artistico della libreria, Michele Trecca, e il giornalista Geppe Inserra.

Il giudice e Mussolini (Enrico Damiani Editore, 28 marzo 2019). Allo scoccare della seconda guerra mondiale, il vecchio Mauro del Giudice vive a Vieste. La sua è una routine da pensionato: qualche passeggiata, i libri, pochi amici, la figlia adottiva Franca e sua madre Vincenza, il mare chiaro del Gargano. E, sottotraccia, l’attività sovversiva contro il fascismo. Ma non è sempre stato così, e il passato continua a tormentarlo. Tornando indietro al delitto Matteotti, da cui prende avvio il Ventennio, lo ritroviamo presidente scomodo della Sezione della Corte d’Appello di Roma a cui fanno capo le indagini. Il processo non è di quelli facili, esecutori e mandanti nascondono la verità sotto le camicie nere ancora nuove. Tra false piste, minacce e lusinghe, collusioni e intimidazioni, Del Giudice, uomo riservato e magistrato integerrimo, oltre che umanista e appassionato meridionalista, si trova a dover sbrogliare una matassa sempre più intricata. E scopre che le ragioni della soppressione dell’onorevole socialista, oltre che nella sua denuncia al nascente regime, sono da cercare in quella dimensione oscura dove, oggi come sempre, i giochi segreti della politica si intrecciano a quelli dell’economia, e il potere, trasversale a ogni ideologia, a ogni confine, a ogni tempo, si fa semplicemente tradimento e impunita violenza.

Raffaele Vescera. Giornalista e scrittore. Appassionato studioso del Meridione d’Italia, ha pubblicato, oltre a numerosi racconti, diversi romanzi storici, tra cui ricordiamo Inganni (1992), Cacciabriganti (1994), La mala vita di Nicola Morra (2003) e Il barone contro (2014).

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