Paolo e Giulio da Foggia alla Guinea Bissau, 5000 km in moto per costruire un asilo

Un modo simbolico di rafforzare il ponte Foggia‐Guinea Bissau, al centro del progetto "Bikers for life" che verrà presentato nella sede Amgas. All'incontro saranno presenti Giulio Loporchio e Paolo Ranieri

I motociclisti Giulio e Paolo

Si metteranno “In moto per un sorriso”. Nel vero senso della parola. Perché Giulio Loporchio e Paolo Ranieri, useranno le due ruote per un viaggio a fin di bene: da Foggia alla Guinea Bissau, per costruire un asilo nell’orfanotrofio di Bambaran. Si intitola proprio “Bikers for life – In moto per un sorriso” l’iniziativa che sarà presentata sabato 15 marzo alle 18 alla Sala Energia dell’Amgas, in via Manfredi.

Un modo simbolico di rafforzare il ponte FoggiaGuinea Bissau, al centro del progetto di cui parleranno, oltre ai protagonisti del viaggio, anche Antonio Scopelliti di Solidaunia (onlus partner dell’iniziativa e da anni presente in Guinea Bissau per progetti di cooperazione), Don Dino D'Aloia, per raccontare L’esperienza di Casa Bambaran, Alba Mazzeo per spiegare “L’importanza di un asilo” e Antonio Viggiano, presidente Motorrad BMW “Terre di Federico II” che sostiene l’iniziativa. Modererà l’incontro il giornalista Micky De Finis.

Nello specifico, il progetto si articola in un viaggio da Foggia a Livorno, con conseguente sbarco a Tangeri in Marocco, attraverso Marrakech, Bojodou, Dajla, nel deserto del Sahara. Cinquemila km attraverso Mauritania e Senegal sino alla Guinea Bissau, per portare "idealmente" in maniera diretta, i fondi raccolti per la costruzione di un asilo all'interno della casa di accoglienza Bambaran. Ma come è nato il progetto? “Una sera – spiega Giulio Loporchio ‐ amici appena rientrati dalla Guinea Bissau, mi hanno mostrato delle foto: erano le immagini dell’Orfanotrofio di Bambaran. Vedere i volti di quei bambini, la loro realtà così distante dal mio quotidiano mi suscitò immediatamente un pensiero: unire alla mia passione per i viaggi in moto la solidarietà”.

E così ha immaginato un viaggio che oltre a fargli percorrere tanta strada, avrebbe potuto “aprire una strada”, affinché altri con la sua stessa passione potessero sostenere questa iniziativa e magari, in futuro, intraprenderne altre simili. “Questa idea mi girava vorticosamente nella testa – evidenzia Giulio ‐ e quella sera stessa ne ho parlato con Paolo, da sempre mio compagno di viaggio, che l’ha condivisa con lo stesso entusiasmo che provavo io. Subito abbiamo pensato ad un’immagine che potesse rappresentare quell’idea: l’Africa racchiusa in una mano, un percorso, un omino in moto e una scritta: ‘Bikers for life’, così è nato il nostro logo”.

Un progetto che però ha necessariamente bisogno della collaborazione di altre persone e associazioni. “Prima di tutto Solidaunia – sottolineano i due protagonisti ‐, che ha sostenuto l’avvio dell’orfanotrofio e si è mostrata subito entusiasta della nostra idea di contribuire a raccogliere fondi, per costruire un asilo all’interno di Casa Bambaran, e di portarli, attraversando l’Africa in moto, fino in Guinea Bissau. Poi, con il coinvolgimento del club motociclistico Bmw Motorrad Club “Terre di Federico II”, che si è subito dichiarato disposto a darci il suo contributo, per la realizzazione del viaggio”.

Indispensabile, però, sarà soprattutto l’aiuto di tutti coloro che con la loro offerta contribuiranno a raccogliere l’importo necessario per la costruzione della struttura. E per farsi coinvolgere dalle emozioni, sabato prossimo verranno proiettati anche video e filmati della struttura. Per mettersi “In moto per un sorriso”.

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