L'eccidio di Candela dell'8 settembre 1902, provocò otto morti e parecchi feriti

Il tragico evento ebbe ampi risvolti sul tutto il territorio della capitanata.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Quasi sbiaditi o del tutto assenti sono i ricordi di un evento storico, che ha segnato le sorti non solo del comune di Candela ma dell’intera capitanata. L’8 settembre è il giorno del ricordo ed esprime un forte richiamo ai valori nobili del lavoro. 

E’ doveroso da parte di tutti, rammentare il periodo storico che va dal 1902 al 1906. Anni difficili, dove si assisteva quotidianamente alle rivolte dei contadini costretti ad orari lavorativi disumani con un salario irrisorio. Fu proprio per difendere il sacrosanto diritto alla dignità dell’essere umano, che nel lontano 8 settembre 1902 avvenne l’eccidio di Candela, dove tra l’altro ci furono 8 morti e una ventina di feriti. 

Aldilà della dinamica del tragico evento, è necessario evidenziare alcune tappe fondamentali, che hanno portato a tanta atrocità. Proprio in quel mese, terminava il contratto annuo degli “annaroli” nome attribuito ai contadini poveri. Le condizioni contrattuali a cui erano sottoposti erano agghiaccianti e si aggiravano per un valore complessivo di 600 lire. 

La Lega dei contadini, non accettava più le medesime condizioni facendo pervenire ai padroni le proprie richieste. Qualcosa andò a rompere il meccanismo del servo sotto il padrone, facendo scattare un sussulto d’orgoglio nel cuore dei tanti lavoratori. In realtà, mai come questa volta, ci fu la collaborazione da parte di tutto il mondo contadino. 

Quel famoso 8 settembre, verrà ricordato per il coraggio di riaffermare i propri diritti, dove il debole scopre di avere una dignità. Purtroppo, quella che doveva essere una rivolta pacifica, si trasformò in una triste giornata di sangue. Il tutto degenerò vedendo vanificati tutti gli sforzi di arrivare a una riappacificazione. La Lega dei contadini picchiò brutalmente il brigadiere Enrico Centenni, che a sua volta ordinò di sparare sulla folla seminando il panico. 

Oggi, tutti noi siamo testimoni di una nuova forma di schiavitù il caporalato, che vede una nuova pagina di disumanità. Pertanto, come diceva il grande Malcom X: “La storia è la memoria di un popolo e senza memoria, l’uomo è ridotto al rango di animale inferiore”.

Giuseppe Capano

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