La guerra è follia! Un convegno a Monteleone di Puglia

Di fronte all'attuale escalation della guerra il Comune di Monteleone di Puglia (FG), geograficamente situato lungo la strada che collega la Campania e la Puglia, si è fatto promotore di un'importante iniziativa per esaminare la “Follia della Guerra”.
Qualcuno potrebbe chiedersi cosa possa venire di buono da un piccolo borgo di mille abitanti, isolato su un'alta montagna dell'Appennino tra il Sannio, l'Irpinia e la Daunia. Le sorti dell'umanità, infatti, si decidono nelle grandi città, nelle capitali politiche ed economiche del mondo.
Ma dal punto di vista di Gandhi i grandi agglomerati urbani non hanno futuro, non alimentano la speranza, sono luoghi di crescente violenza e di anomia sociale. La vera pace si può costruire soltanto a partire dal basso, attraverso la rinascita delle piccole comunità e dei villaggi.
Orbene Monteleone di Puglia si è distinto per aver collocato il 4 novembre 2015 ai piedi del locale monumento ai caduti, primo comune in Italia capace di un tale coraggioso gesto che rompe la retorica della guerra, una lapide con l'iscrizione della denuncia di Papa Francesco, pronunciata a Redipuglia il 13 settembre 2014, in occasione della commemorazione delle vittime della I guerra mondiale:
"La guerra è follia! Per tutti i caduti della "inutile strage", per tutte le vittime della follia della guerra. Mai più guerre! Da ogni terra si levi un’unica voce: no alla guerra e alla violenza e sì al dialogo e alla pace".
Il convegno di Monteleone cade in un momento di grande angoscia per le sorti della pace nel mondo. Cresce la paura e si alimenta il circolo vizioso che legittima il riarmo e la guerra. Pensato inizialmente per svelare la retorica della prima guerra mondiale, a un secolo di distanza dall'intervento dell'Italia, diventa inevitabile ora allargare lo spettro visuale alla drammatica attualità, destrutturando l'immaginario che in varie forme si ripresenta per legittimare la guerra.
Il convegno si svolgerà lungo il corso dell'intera giornata di domenica 6 dicembre e sarà articolato in due parti. La mattina sarà dedicata alla riflessione sulla prima guerra mondiale, origine di tutte le grandi violenze del XX secolo, il pomeriggio alle proposte costruttive di educazione alla pace, che vorrano confluire in un progetto ambizioso di una scuola estiva e di un campus della pace, voluto da un'apposita delibera approvata il 30 ottobre 2015 dal consiglio comunale di Monteleone.
Alla fine della prima guerra mondiale vennero costruiti innumerevoli luoghi della memoria per ricordare le vittime della grande carneficina. La leva obbligatoria e l'entità del conflitto avevano coinvolto tutte le realtà locali, anche le più piccole, con decine di migliaia di caduti in guerra, per i quali divenne necessario ricordare e celebrare i morti con forme di commemorazione collettiva.
Uno studio di Nicola Labanca, Pietre di guerra, edito da Unicopli, ricorda le migliaia di monumenti di svariata tipologia, che furono costruiti in epoca fascista.
Quello di Monteleone fu uno dei più grandiosi, assolutamente sproporzionato alle dimensioni del piccolo paese, esaltato dallo stesso re Vittorio Emanuele per l'abile cesello della pietra, opera degli scalpellini del luogo.
Dietro il mito degli eroi della Grande guerra si manifestava una retorica mistificatoria. Luca Kocci1 ha definito questa pratica una sorta di “frenesia commemorativa” voluta dal fascismo per attuare una "politica della memoria" fondata sul "sacrificio eroico" per convincere i contadini, diventati soldati, a sostenere il nazionalismo e la guerra. La memoria divenne, così, strumento di propaganda e di inganno, una memoria basata su una ritualità militaresca, trasformata in commemorazione eroica, dove le celebrazioni diventarono una forma di idolatria della patria e un viatico per le ambizioni coloniali dell'Italia e la sua politica di potenza, alimentando così quella cultura di guerra che preparò il secondo conflitto mondiale.
Ancora oggi nelle scuole, davanti ai comuni, nelle piazze, il 4 novembre si celebra la festa della vittoria e delle forze armate. Al suono di trombe e di marce militari, truppe e ufficiali schierati in alta uniforme, i caduti vengono ricordati per aver sacrificato la vita per la patria, alimentando così nell'immaginario comune l'idea della guerra come fatto eroico ed accettabile.
La retorica moderna della guerra ha cambiato forma e si mimetizza in violenza culturale che continua a legittimare nelle menti la necessità dello scontro tra civiltà e della guerra al terrorismo.
In un momento dove l'escalation della violenza e la minaccia della guerra diventano sempre più gravi è fondamentale ricondurre la mente agli insegnamenti dei maestri della nonviolenza e della cultura della pace. L'iniziativa del 6 dicembre 2015 a Monteleone di Puglia vuole essere l'inizio di un impegno politico e sociale che nasce dal basso per manifestare con atti espliciti, culturali, artistici e simbolici, la volontà dei cittadini di resistere di fronte alle politiche di potenza degli Stati che alimentano il terrorismo.
Nel dimostrare l'impegno per la formazione di una cultura di pace, il comune di Monteleone, con la consulenza scientifica del Centro Gandhi Onlus, darà vita a una scuola estiva, una Summer School, di educazione alla Pace, mirante a promuovere la cultura della nonviolenza, la gestione nonviolenta dei conflitti interpersonali, sociali e internazionali, secondo il principio espresso nel preambolo dell’Atto Costitutivo dell'UNESCO: "poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace" (since wars begin in the minds of men, it is in the minds of men that the defences of peace must be constructed).
Programma del Convegno:
Ore 10:00 Recital di poesie e canzoni sulla pace e cerimonia di inaugurazione della lapide al monumento ai caduti della I Guerra mondiale che riporta le affermazioni di papa Francesco.
Ore 10:30 Inaugurazione mostre su: Abbasso la guerra! curata dal prof. Francesco Pugliese
e Bertha von Suttner: una vita per la pace curata dal Ministero degli affari esteri austriaco, nella versione italiana dal prof. Francesco Pistolato del Centro Irene dell'Università di Udine
Chairman: Rocco ALTIERI, già docente nel corso di laurea in “Scienze per la pace” dell’Università di Pisa
Ore 11:00 Saluti del Sindaco Giovanni CAMPESE
Ore 11:15 "La grande menzogna della prima guerra mondiale"
Relatori:
Sergio TANZARELLA, docente di storia della chiesa e del cristianesimo presso la facoltà
teologica dell'Italia meridionale
Luca KOCCI, insegnante di italiano e storia nelle scuole superiori, redattore dell'agenzia di informazioni "Adista"
Vito Antonio LEUZZI, presidente dell'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea
Pausa Pranzo Comunitario
Ore 15:00 “Costruire la pace attraverso l'educazione: proposte e iniziative per la costituzione a Monteleone di Puglia di un Centro per la nonviolenza”.
Chairman: Rodrigo ADDORISIO, medico, psicoterapeuta e storico locale.
Relatori:
Raffaello SAFFIOTI, presidente dell'Associazione Florense per lo Sviluppo Creativo
Eugenio SCARDACCIONE, dirigente scolastico, fondatore del G.E.P. (Gruppo educhiamoci alla Pace)
Piero PIRACCINI, della Tavola della pace di Perugia
Giovanni SARUBBI, direttore del giornale on-line “Il Dialogo”
Ai docenti e agli studenti delle scuole superiori verrà rilasciato un certificato di partecipazione valutabile come corso di aggiornamento e come credito scolastico.

Segreteria organizzativa: Antonio Morra 331/2594703 - Michele Camanzo 333/9881064 - Michele Morra 333/7250566

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