Dai rintocchi di campane all'installazione di ligh art '1943 Bomb': così Foggia ricorda le vittime della guerra

22 luglio 1943. Una data indelebile nella storia di Foggia. Annus Horribilis il 1943, che ha visto decimare la popolazione foggiana e polverizzare una intera città sotto i bombardamenti anglo-americani

La commemorazione in Stazione

Domenica 22 luglio, saranno celebrate le manifestazioni di commemorazione dei tragici giorni del luglio 1943, quando la città fu colpita da innumerevoli lutti e incalcolabili danni materiali a causa dei bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale.

La giornata si aprirà alle 9.39 con i rintocchi di campane dalla Torre Civica di Palazzo di Città, in ricordo dell’orario di inizio dell'incursione aerea del 22 luglio 1943. Alle 10, in Piazza Italia , si terrà la deposizione di una corona d’alloro in memoria delle vittime davanti al monumento ai caduti. Alle 10.30, nell'atrio della Stazione ferroviaria ci sarà la commemorazione delle vittime dei bombardamenti sullo scalo e la deposizione di una corona d’alloro alla lapide dedicata ai Caduti.

Alle 11, presso la Cattedrale di Foggia, verrà celebrata la Santa Messa, mentre alle 21, in piazza Cesare Battista Ornella Vanoni si esibirà per il concerto della pace.

Nella stessa giornata Romano Baratta farà affiorare i profondi sentimenti che ci portiamo dietro da quel mai lontano e orribile anno con '1943 Bomb': "Foggia è come una fenice, risorge dalle sue ceneri. E’ questo il messaggio che questo intervento di Light Art vuole comunicare. Non è possibile distruggerla. Non è stato possibile nel seicento e nel settecento per azione del terremoto. Non è stato possibile nella seconda guerra mondiale e non lo sarà per mano di nessuno in futuro. La memoria è un valore e Foggia vuole ricordare questo avvenimento per non dimenticare".

1 9 4 3  è una installazione di light art, voluta dall’amministrazione comunale in particolar modo dall’assessore Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Dicesare, che narra alla comunità le qualità di cui è portatrice. La capacità di non piegarsi mai nonostante le alti fiamme, e risorgere dalle proprie ceneri, eleganti e vigorosi. Storia, emozioni e identità alla base dell'intervento. Un racconto storico tramite la luce. Light art come recupero storico e veicolo di marketing per far emergere l’identità di un territorio.

Il punto focale dell’intervento sono le emozioni collegate a quell’anno funesto: Tomento, angoscia, dolore. Un intervento, che per due giorni vuole far meditare sull’accaduto per non dimenticare. Non nascondere quella profonda cicatrice che è parte di tutti della propria identità.  Il Teatro Giordano assurge ad emblema della città. L’interno come una anima tormentata e dolorante, mentre l’esterno come corpo restaurato, vigoroso ed elegante, dalla quale ripartire.


 

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