Città si mobilita per salvare l’Oda Teatro, sostegno ai lavoratori del 'Cerchio di Gesso'

Sit-in in piazza XX settembre davanti Palazzo di Dogana. Presenti Michele Sisbarra, Gianni Mongelli, Elena Gentile e Peppino D'Urso. Compromessi anche gli ultimi spettacoli teatrali

La manifestazione di oggi

La manifestazione è nata in modo spontaneo, informale, istintivo. Organizzata nel giro di poche ore grazie al tam tam su Facebook. Una manifestazione di vicinanza e sostegno agli attori della compagnia foggiana Cerchio di Gesso a pochi giorni dalla notizia della chiusura dell’Oda Teatro, da loro gestito nel corso degli ultimi 10 anni. Circa una quarantina di persone si sono date appuntamento proprio dinanzi alla sede della Provincia di Foggia che, della struttura in fondo alla seconda traversa di Corso del Mezzogiorno, di fatto ne detiene la proprietà.

Una manifestazione di sostegno e vicinanza espresse nei confronti delle famiglie (venti in tutto) di quanti - tra attori, tecnici, comunicatori e impiegati in altre mansioni - hanno portato avanti in modo professionale ed esclusivo (ovvero come unico impiego) le attività di un teatro da circa 300 posti, un importante punto di riferimento culturale in una città come Foggia, da sette anni orfana del suo principale palcoscenico, quello del teatro Giordano.

In piazza XX settembre, questa mattina, c’erano - tra gli altri - alcuni rappresentanti de Gli Amici della Domenica, i consiglieri comunali Michele Sisbarra e Peppino D’Urso e una rappresentanza della compagnia Cerchio di Gesso, ovviamente. Da ultimo, al gruppo di manifestanti si sono aggiunti anche il sindaco Gianni Mongelli e l’assessore regionale Elena Gentile. A prescindere dai provvedimenti che verranno presi a breve termine, però, la vera Spada di Damocle che ora pende sulla testa del Cerchio di Gesso riguarda la possibilità di poter rinnovare o meno la convenzione (in scadenza a giugno) con l’ente provinciale. Senza il teatro (o meglio, un teatro aperto, conforme alle norme e “certificato”), infatti, non potrà esserci alcun bando: insomma, un cane che si morde la coda, al quale solo l’ente provinciale può porre fine.

Per quanto riguarda la stagione in corso, invece, in un primo momento sembrava che il Cerchio di Gesso potesse portare a conclusione il proprio cartellone di appuntamenti teatrali (o almeno alcune date in programma) in un’altra struttura provinciale, quella del Teatro del Fuoco. In realtà – notizia dell’ultimo momento – anche questa opportunità è venuta meno. E sul perché di questo dietrofront – giustificato con un generico “cause di forza maggiore” - al momento, non è dato sapere. Solo qualche giorno fa, infatti, gli agenti della polizia amministrativa avevano acquisito tutta la documentazione inerente la struttura di vico Cutino e dalle carte non sarebbero emerse irregolarità.

Mentre l’Orto Degli Attori attende risposte e azioni concrete, sulla questione è previsto un incontro il prossimo martedì al quale dovrebbero prendere parte i vertici di Palazzo Dogana e il prefetto. Quanto accaduto all’Oda Teatro è solo l’ultimo capitolo di una “caccia alle streghe” che negli ultimi mesi sta riguardando varie realtà teatrali foggiane: dal Conart Teatro di via di Tressanti al Piccolo Teatro di via Delli Carri. Certo, a rendere più grave quanto accaduto all’Oda è il fatto che si tratti di una struttura di proprietà pubblica e non privata. E questo - dopo gli scandali legati al Teatro Giordano e al Teatro Mediterraneo - è uno schiaffo troppo pesante per la città. L’ennesimo.

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