Piccininno e i Cantori chiudono la 16^ edizione del Carpino Folk Festival

Ci sono anche Zibba e i Mau Mau. Mille anni di musica che risuonano sulle corde della chitarra battente. Chi ha la fortuna di ascoltare i "Cantori di Carpino", entra in un circuito magico, primordiale

Antonio Piccininno

Saranno i Cantori di Carpino capitanati dal decano 95enne, Antonio Piccininno, a salutare la 16esima edizione del Carpino Folk Festival. C’è grande attesa per la chiusa dei Buena Vista Social Club garganici, così come ama definirli qualcuno.

Gli ultimi applausi del Carpino Folk Festival per Antonio Piccininno, la sua voce e le castagnole tra le mani, lo sguardo sui giovani e una certezza: dopo la presentazione di PUGLIA BITE, c'è già chi saprà afferrare l’impegnativo testimone.

Semplicemente straordinari, gli unici grandi maestri della tarantella. Grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica Folk italiana. Le fortunate collaborazioni con Eugenio Bennato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti e altri hanno portato loro, e soprattutto la loro musica, alla ribalta, riscoprendone e valorizzandone le portentose caratteristiche.

Sicuramente i decani della musica italiana: i "Buena vista social club" Garganici, capaci, ultraottantenni, di portare le loro note, la loro arte, la loro inventiva, fatta di ritmi trascinanti e melodie struggenti, in giro per la nostra penisola, di concerto in concerto. Mille anni di musica che risuonano sulle corde della chitarra battente. Chi ha la fortuna di ascoltare i “Cantori di Carpino”, entra in un circuito magico, primordiale. Si sente proiettato in un mondo scomparso, ma che sente rivivere dentro se stesso, in una sorta di metempsicosi che vi fa ritornare quelli che forse un tempo, in un’altra vita, si è stati.

Scomparsi Andrea Sacco e Antonio Maccarone, è oggi Antonio Piccininno il riconosciuto guardiano della tradizione. Non solo perché l’ha custodita e trasmessa cantando, ma anche perché si è accollato un compito difficile e di straordinario valore: mettere per iscritto questa sapienza orale. Prima che fosse troppo tardi.

Antonio Piccininno indubbiamente incarna la figura tipica del cantore tradizionale. Nato nel 1916, dopo appena un anno rimane orfano di entrambi i genitori. Inizia a lavorare come pastore e in seguito come contadino bracciante, per poi spostarsi in paese per prendere moglie. Attualmente è bisnonno. Antonio Piccininno come i "mistici pastori" descritti dal Tancredi in "Folklore Garganico", ispira un innato senso di rispetto verso la saggezza antica del suo popolo, come gli antichi aedi dell’Iliade e dell’Odissea."

Allo spettacolo collaborano sette giovani musicisti carpinesi, che tutt’ora accompagnano il loro “nonno” in giro per il mondo.
 

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