"Realtà vivace per il territorio": il Village Park di Borgo Celano si aggiudica il Premio 'Segno di Speranza'

Il Village Park con il Parco dei dinosauri e il Museo Paleontologico rappresenta uno dei poli attrattivi e turistici del Gargano. Il Parco è gestito dal personale del posto e rappresenta una bella realtà di promozione della città

Il Premio Segno di SPeranza

È stato assegnato al Village Park di Borgo Celano, a San Marco in Lamis, sul Gargano, il Premio “Segno di Speranza” 2018 legato alla Festa Patronale di San Marco evangelista. Il premio “Segno di Speranza” vuole premiare le realtà e le persone che vivono nella cittadina garganica e che, attraverso la loro opera, fanno conoscere e danno lustro alla città.

Il Premio è conferito dal Comitato Festa di San Marco evangelista con la collaborazione delle realtà associative della città e verrà consegnato, il 24 aprile, in una serata dedicata nell’ambito della festa patronale che si svolgerà nella Palude, il centro antico della città, che vedrà la partecipazione straordinaria del gruppo “La Montagna del Sole”. Il Village Park con il Parco dei dinosauri e il Museo Paleontologico è una realtà vivace del territorio di San Marco in Lamis e costituisce uno dei poli attrattivi e turistici del Gargano. Il Parco è gestito dal personale del posto e rappresenta una bella realtà di promozione della città.

A Borgo Celano, frazione di San Marco in Lamis, c’è un luogo dove immergersi nel passato attraverso strutture e tecnologie attuali del Parco Nazionale del Gargano; un percorso interattivo interno al museo, per tuffarsi in un tempo e in uno spazio lontani milioni di anni. Alla luce degli eccezionali ritrovamenti di orme di dinosauri rinvenute nel territorio, il museo propone pannelli illustrativi, filmati, diorami e ricostruzioni di luoghi basati su studi scientifici, al fine di preparare il visitatore al percorso esterno.

Nello spazio del parco infatti, è stato allestito un sentiero illustrato da percorrere, per poter vivere l’emozione dell’incontro con tracce reali, anche attraverso la ricostruzione di un habitat naturale e incontaminato, tra piante locali e specchi d’acqua, fra tracce e impronte, ci si potrà imbattere in creature (in dimensioni reali) vissute proprio su questo territorio 120 milioni di anni fa.

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