La 4^ edizione di “Perché è normale essere speciali” si svolgerà ad Orta Nova

Gli organizzatori sono a lavoro per preparare la manifestazione dedicata all’inclusione delle persone con disabilità e alla promozione degli sport paralimpici.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Torna anche quest’anno il consueto appuntamento con “Perché è normale essere speciali”, l’evento inclusivo che si pone l’obiettivo di superare le barriere culturali ed ideologiche attraverso lo sport paralimpico e il divertimento.

La 4^ edizione della manifestazione si svolgerà domenica 29 settembre ad Orta Nova e sarà dedicata, come sempre, all’inclusione delle persone con disabilità e alla promozione dello sport. L’evento è organizzato dall’Officina Staffiero in collaborazione con la Misericordia e la Pro Loco di Orta Nova, con il patrocinio dei Comuni di Orta Nova e Stornarella, CIP Puglia e AICS Foggia e con il supporto dei partner Kivi e Olmedo, specializzati nella trasformazione di veicoli ad uso privato e collettivo per il trasporto di persone con disabilità.

Protagonisti della giornata saranno tutti i ragazzi, con disabilità e normodotati, che insieme potranno divertirsi e avvicinarsi alle diverse discipline paralimpiche. «Stiamo lavorando per organizzare tutto al meglio» - spiega Nicola Staffiero responsabile del settore Diverse Abilità per il Comitato Provinciale AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport) Foggia, che aggiunge: «quest’anno abbiamo deciso di portare la manifestazione ad Orta Nova, cittadina in cui siamo attivi da oltre 50 anni, per coinvolgere un pubblico nuovo e sempre più ampio.

A Foggia il tema dell’inclusione attraverso lo sport è stato già illustrato e praticato attivamente, non solo con le tre precedenti edizioni di “Perché è normale essere speciali”, ma anche con diversi progetti e con l’XI Giornata Nazionale dello Sport Paralimpico svoltasi il 5 ottobre 2017 proprio nel capoluogo dauno. Ora è necessario muoversi sul territorio, coinvolgendo le periferie e sensibilizzando il maggior numero di persone. Perché attraverso lo sport davvero è possibile abbattere ogni barriera, fisica, mentale e culturale».

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