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L'Università di Foggia vent'anni dopo l'autonomia. Il Rettore Ricci: "Ecco come è cambiata e come la lascio"

Cultura, legalità e lavoro. Sono tre concetti che devono andare di pari passo secondo il rettore dell'Università di Foggia, Maurizio Ricci, intervenuto oggi all'inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019, a cui ha partecipato il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

 

Ricci è in scadenza di mandato: il suo incarico terminerà il prossimo ottobre. Ai nostri microfoni un primo bilancio dell'UniFg. Conti in ordine, ateneo in sicurezza e oltre 23mila studenti laureati i capisaldi su cui si sofferma.

Basterebbero alcune cifre, l’analisi di alcuni indicatori socio-economici, per illustrare in modo inconfutabile cos’è stata (fino ad ora) e cosa si appresta ad essere (da adesso in avanti) l’Università per Foggia e la Capitanata. Come ne ha cambiato la storia. Ad esempio si potrebbe cominciare dall’inizio, dal riconoscimento dell’autonomia (5 agosto 1999) e dalla constatazione di come, da quel giorno, l’Università di Foggia abbia laureato 22.782 studenti. O se si preferisce dai 6 Dipartimenti (Scienze agrarie, degli alimenti e dell’ambiente; Giurisprudenza; Economia; Studi umanistici. Lettere, Beni culturali, Scienze della formazione;Medicina clinica e sperimentale; Scienze mediche e chirurgiche) che attualmente ospitano i 38 corsi di laurea che compongono l’intera offerta formativa, per un totale di poco superiore ai 10.000 studenti provenienti da 13 regioni italiane (gli stranieri che al momento studiano all’Università di Foggia sono quasi 400). Ed ancora dai 341 Docenti e dalle 320 unità di personale Tecnico-Amministrativoquindi dai Rettori che si sono succeduti alla guida dell’Ateneo: il prof. emerito Antonio Muscio (1999-2008); il prof. Giuliano Volpe (2008-2013); l’attuale Rettore prof. Maurizio Ricci (eletto nel 2013, resterà in carica fino al 31 ottobre 2019). Ogni anno l’Università di Foggia organizza circa 250 tra congressi, convegni, dibattiti e giornate studio, occasioni di crescita e confronto per il territorio, facendo in modo che la cosiddetta “economia dell’indotto congressuale” lasci tra Foggia e la Capitanata ingenti risorse non soltanto materiali. E poi competenze, saperi, conoscenze, ricerca scientifica, innovazione tecnologica, scambio di docenti e studenti, una rinnovata vita culturale e accademica della città.L’Università di Foggia, che da anni si attesta tra gli Atenei migliori del Mezzogiorno, rappresenta «una realtà di permanenza e non più di transito, una tappa di affermazione e non di partenza», come ricordato dal Rettore, prof. Maurizio Ricci, durante il suo intervento.

«Illustre Ministro – ha esordito in apertura di scaletta il Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci, alla sua ultima inaugurazione – la ringrazio per aver accettato l’invito ed essere qui gradito ospite, in occasione del ventesimo anno di autonomia dell’Università di Foggia. Apro la relazione riprendendo le parole con cui, nel 1985, Italo Calvino aveva pensato di introdurre le sue sei Lezioni americane presso l’Università di Harvard: “Cominciare una conferenza […] è un momento cruciale […]. È il momento della scelta: ci è offerta la possibilità di dire tutto, in tutti i modi possibili; e dobbiamo arrivare a dire una cosa, in un modo particolare». Un’inaugurazione che si è inevitabilmente tradotta nel bilancio di questi sei anni di mandato da Rettore del prof. Maurizio Ricci, che al termine dell’intervento ha dedicato «tutto questo tempo e l’intera esperienza» trascorsi alla guida dell’Ateneo «alle Studentesse e agli Studenti dell’Università di Foggia, a voi va tutto il mio mandato». Il Rettore si è anche soffermato sul contesto socio-economico in cui opera l’Università di Foggia, e sulla necessità di riconsiderare procedure e criteri attraverso cui il M.I.U.R. provvede all’assegnazione del Fondo di Finanziamento Ordinario suddividendolo tra tutte le Università d’Italia.«Particolarmente apprezzata per la qualità della ricerca scientifica, l’Università di Foggia si è distinta in questi primi venti anni soprattutto per la capacità di saper leggere il tempo, assumendo – seppure in un territorio in cui la disoccupazione media si attesta intorno al 35/40% – il ruolo di attore principale per lo sviluppo della Capitanata. Intuizioni innovative del concetto di Università (come le Borse di studio personalizzate, per cui UniFg è prima in Italia; la Doppia-Carriera concessa agli studenti che praticano sport a livello agonistico; il Festival della Ricerca e dell’Innovazione Tecnologica, tra i più significativi esempi di Terza Missione su tutto il territorio nazionale; il Salone del Lavoro e della Creatività, unico hub del Mezzogiorno che mette in relazione domanda e offerta di lavoro) hanno portato questo Ateneo a rappresentare una sorta di modello, nonostante la sua giovanissima età».

Una sollecitazione raccolta dal Ministro, prof. Marco Bussetti, che ha promesso «di tenere in maggiore considerazione le istanze delle Università del Mezzogiorno, soprattutto quando rappresentano condizioni particolarmente disagiate come nel Foggiano e nel Napoletano»Anche il Rettore dell’Università di Napoli Federico II, prof. Gaetano Manfredi, nell’auspicare «un veloce ritorno agli investimenti nelle università, dopo anni di continui tagli senza criterio che hanno causato drammatiche conseguenze», ha aggiunto che «sarebbe ora che Governo e M.I.U.R. si accorgessero delle legittime istanze del Sud e delle sue Università, che in alcuni casi rappresentano l’ultimo avamposto per impedire alle nuove generazioni di emigrare, nel tentativo di costruirsi un futuro altrove o addirittura all’estero». Infine l’ideale consegna del Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci, al suo successore e soprattutto a Studenti, Docenti e personale Tecnico-Amministrativo presenti alle cerimonia di questa mattina, celebrata come consuetudine nell’aula magna “Valeria Spada” presso il Dipartimento di Economia. «Lascio un’Università in buona salute, con il bilancio in ordine e una condizione economico-finanziaria finalmente in sicurezza. Lascio un’Università che si appresta a tagliare il traguardo dei suoi primi venti anni, pensando già a come dovrà essere quelle dei futuri venti».

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