Biccari regina del "turismo alternativo": dalle 'bubble room' al Parco Avventura, la crescita (solitaria) di un borgo che ha scommesso su se stesso

Da sette anni il piccolo comune dei Monti Dauni è impegnato in una appassionante sfida contro l'isolamento e per la crescita della comunità locale. Numerose le iniziative messe in campo. Ma i biccaresi fanno tutto da soli

I conti si faranno a fine estate ma il bilancio dell’estate biccarese è molto positivo. Le sperimentazioni portate avanti dall’amministrazione comunale in sinergia con la comunità di 2900 anime che popola il piccolo borgo dei Monti Dauni stanno dando i loro frutti, costruendo sempre più il profilo che Gianfilippo Mignogna, giovane sindaco al terzo mandato, ha immaginato per il Comune dauno: un B&B, da leggere come  “Borgo e Bosco”, il primo a significare l’ospitalità, l’accoglienza, la dimensione umana del turismo, l’incontro diretto con comunità diverse, il buon cibo e l’aria pulita, il secondo a valorizzare il bosco, appunto, quella porzione di territorio che solo da qualche anno a questa parte è stata riscoperta in tutte le risorse che contiene al suo interno. La prima progettualità nel bosco risale al 2012, nel 2014 la costruzione del primo rifugio di Monte Cornacchia, il punto più alto della Puglia. Oggi quell’elemento naturalistico è raffigurato finanche nelle locandine promozionali della Puglia, “ne ho vista una all’aeroporto di Bari, qualche giorno fa, segno che finalmente è entrata a far parte della Puglia turistica, quella da scoprire” dice soddisfatto Mignogna. E però da queste parti sta facendo tutto da soli. Qulalche giorno fa una soddisfatta Loredana Capone, assessore regionale al Turismo, annunciava il risultato della Puglia nel bilancio del Codacons dell’estate 2019, prima meta turistica in Italia, preferita finanche alla Sicilia. E’ la Puglia soprattutto balneare, quella che viaggia e macina turismo d’estate. Ma il tacco d’Italia non è solo questo. E la politica farebbe bene a “scoprirlo” e “scoprirsi” al suo interno. Perché occasioni di sviluppo, valorizzazione e destagionalizzazione ve ne sono e Biccari, appunto, è per certi versi pioniere. Osservarla, studiarla potrebbe insegnare qualcosa. Eliminando quelle “due velocità” che dividono il mare dalla montagna e che spopolano i piccoli comuni.

Quella di Biccari è una sfida innanzitutto all’isolamento e allo spopolamento. “Abbiamo deciso di investire qui per far sì che i nostri giovani possano restare nella loro terra". Come? "Con le idee, studiando le nuove tendenze, unendo le energie e scoprendo che vi sono mondi e dimensioni turistiche là fuori che ben collimano con ciò che noi possiamo offrire”. Turismo lento, esperienziale, emozionale, ambientale, enogastronomico, che va oltre la mera sagra. Ci sono ampi segmenti di turismo alternativo che la Puglia non sa ancora intercettare. E che però esistono. “Ogni volta che sperimentiamo un nuovo progetto, ci si apre una dimensione che non conoscevamo e che ci porta a provarci, a crescere”. Basti pensare che da un solo Bed&Breakfast fino a qualche anno fa, Biccari oggi ne conta ben otto, sono aumentati i ristoranti, è un’economia che si muove in un piccolo borgo. Tutt’altro che scontato. E tutto con una spesa irrisoria, in cui è l’intera comunità ad attivarsi, perché di soldi pubblici neanche a parlarne.

Il Parco Avventura, le iniziative nel borgo vecchio, le bubble room, la casa sull’albero, le vacanze attive che offrono ospitalità in cambio di volontariato sono tutte idee che stanno crescendo e dando ottimo risultati. Biccari oggi è recensita, conosciuta, “la prima coppia della Bubble room era di Lugano, poi abbiamo avuto toscani, lombardi, insomma ingressi impensabili fino a qualche anno fa”.  E che dire di “Un mese a Biccari”, iniziativa che ha portato quest’estate nel piccolo borgo tre artisti, due italo-francesci e uno sardo, sviluppando energia all’interno della comunità. “Sono arrivate ben 600 domande da tutta Europa – ci spiega Mignogna-, un risultato insperato, abbiamo capito che c’è un mercato in tal senso, motivo per cui stiamo immaginando di sperimentare una residenza artistica fissa. Vogliono tornare tutti. Pensi se ogni comune dei Monti Dauni ospitasse tre artisti all’anno nelle sue comunità che battage promozionale potrebbe svilupparsi” osserva il sindaco. “Non saranno grandi numeri ma aprono una breccia”. Tra l’altro a costi ridottissimi. Tutte le iniziative prevedono una spesa esigua. A mettersi in moto è la comunità.

“Si tratta di progettualità attraverso le quali i piccoli comuni si fanno conoscere. Soprattutto se la politica non sostiene queste realtà. Ci sono, certo, programmazioni a venire del Gal, ma è tutto ancora da vedere. Serve incoming ed una strategia condivisa per portare gente qui, per andare oltre le ridotte potenzialità che un piccolo comune ha. Non c’è solo la Puglia balneare, quella con cui si fa il bilancio dell’estate. Quella da copertina, per intenderci. C’è tutta una Puglia diversa all’interno, ed è questa la sfida ulteriore per lavorare sulla destagionalizzazione. In primavera ed autunno i Monti Dauni potrebbero essere una grande opportunità” continua il primo cittadino.

La settimana prossima Mignogna sarà ad una summer school in Calabria dedicata al “turismo responsabile” per raccontare un altro turismo, appunto, “quello umano,  lento, fatto di interazioni ravvicinate,  questo mondo alla Regione Puglia sfugge, è una parte che non viene raccontata, non viene considerata. Eppure si potrebbe destagionalizzare offrendo escursionismo, esperienze enogastronomiche, emozionali, ispirazionali”. “365 è un tentativo di destagionalizzazione interessante, ma andrebbe fatto non a libero mercato ma in sinergia con le realtà locali, noi saremmo disponibili e potremmo ricavarne enormi benefici. Purtroppo, però, non esiste un disegno turistico regionale”.

In sette anni a Biccari è cresciuta la consapevolezza di avere delle risorse. I sentieri, gli alloggi alternative. Le sorgenti. “C’è gente che resta estasiata dal fatto che noi beviamo la nostra acqua. Stiamo immaginando progetti anche in questo senso”. Le tendenze cambiano e sono quelle che il piccolo comune vuole intercettare. Nei prossimi giorni sarà online un nuovo portale, “Visit Biccari”,  che promuoverà “le 50 cose che si possono fare qui da noi” annuncia Mignogna.  B&B, bosco e borgo, “per turisti che non cercano il lusso ma la genuinità e l’autenticità. Noi ci siamo provando – conclude-. Con un po’ di aiuto potremmo fare molto”.

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