Mezzo milione di euro in dieci anni: così il Comune di Foggia vuole affidare lo stadio Zaccheria

Via libera dalla giunta comunale all'avviso esplorativo. Domande entro il 22 giugno. 54mila euro il canone annuale, durata dieci anni. Corsa contro il tempo per non compromettere stagione del Foggia Calcio

Mentre in città piove la mazzata del mancato riconoscimento al Foggia Calcio dei tre milioni di euro di mutualità per deliberazione dell’assemblea della serie B (13 contrari e solo 7 favorevoli, più un astenuto), nel capoluogo dauno si procede con la manifestazione di interesse per l’affidamento in concessione della gestione dello stadio comunale “Pino Zaccheria”. La giunta comunale ha deliberato due giorni fa e, per quanto il consiglio abbia chiesto di discuterne, stando al parere fornito dal segretario generale, non dovrà passare in assise, non essendo – scrive Guadagno in una pec- di competenza dell’aula. Pertanto l’efficacia già c’è.

Lo schema di base vale mezzo milione di euro ed ha durata decennale. 530mila euro oltre iva, per la precisione. E saranno ammesse esclusivamente offerte in aumento rispetto al canone a base d’asta. 53mila euro annuali, dunque. Pari pari, in verità, al mutuo da 1,5 milioni di euro che il Comune di Foggia ha chiesto al Credito Sportivo. “A norma dell’art.167 del Codice dei Contratti” si legge. I lavori sono già stati fatti, anche se l’inserimento degli interventi nel piano triennale delle opere pubbliche è avvenuto solo il 24 maggio scorso, con deliberazione integrativa. E l’inclusione nel suddetto piano sarebbe condizione essenziale per la erogazione.

Proprio il mutuo in questione ha fatto cambiare rotta all’amministrazione comunale. Dopo aver atteso invano una convenzione con il Foggia Calcio e poiché “a seguito di una sentenza recente della Corte Costituzionale – spiegava l’assessore allo Sport Cangelli a Foggiatoday nei giorni scorsi-, avendo noi chiesto un mutuo da 1,5 milioni di euro dal Credito Sportivo, rischiamo di incappare nell’aiuto di Stato” a beneficio di una società singola.

Via dunque all’avviso esplorativo per manifestazione di interesse, atto che non vincola in alcun modo l’ente, a cui seguirà procedura negoziata. Possono partecipare alla gara Federazioni sportive e società riconosciute dal CONI, enti di promozione sportiva, cooperative associazioni sportive dilettantistiche affiliate a Federazioni sportive, raggruppamenti e consorzi. Tra i requisiti, avere un fatturato globale minimo annuo non inferiore ai 100mila euro. Dovranno occuparsi di tutto ciò che concerne la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio, del mantenimento di struttura ed attrezzatura alle condizioni di partenza; e ancora, del pagamento delle utenze, dovranno evadere i tributi sui rifiuti e sulla pubblicità e versare, entro il 31 dicembre di ogni anno, il 5% dell’importo del ricavo al netto della vendita dei biglietti per le competizioni che si svolgono presso lo stadio.  

Tra i vincoli, quelli di garantire tutte le partite casalinghe del Foggia Calcio per il campionato di competenza ed eventuali play off e play out, oltre a competizioni nazionali (Coppa Italia) o internazionali; garantire la disponibilità alla Lega per le partite in campo neutro, assicurare continuità di utilizzo alle associazioni operanti nelle palestra ubicate sotto la Tribuna Est, la Curva Nord e la Curva Sud, mettere a disposizione dieci giornate al Comune di Foggia per eventi di particolare rilevanza sportiva, sociale e culturale. Restano in possesso del Comune di Foggia i locali residui del complesso sportivo, le due palestre di basket e pallavolo “Russo” e “Preziuso”:

L’amministrazione comunale si riserva poi le 32 poltrone della Tribuna d’onore nonché le 32 della Tribuna autorità: 64 posti in tutto, non si capisce a quale titolo e destinati a chi. (!!!)

Le offerte dovranno pervenire entro il 22 giugno. Seguirà poi il vaglio da parte di una commissione e la procedura negoziata. E già tremano i tifosi: si riuscirà a chiudere entro il 30 giugno, data di scadenza di iscrizione al campionato del Foggia Calcio? Che, come da normativa, dovrà dimostrare, all’atto della domanda, di aver in uso una struttura sportiva omologata al livello della competizione.

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