Ecatombe scuole paritarie, 5 chiuse a Foggia e 150 lavoratori a casa. Suor Anna Monia: "Colpite famiglie povere"

"Il sistema è al collasso. Il Governo intervenga a sanare una delle più gravi violazioni costituzionali, che non ha pari in Europa". Suor Anna Monia Alfieri da anni si batte per la libertà di scelta educativa della famiglia

“Il sistema scuola italiano sta implodendo: costoso, classista, regionalista, rappresenta la più grave eccezione in Europa di tutela del diritto di libertà di scelta educativa della famiglia. La soluzione è il costo standard, la Lega lo aveva nel suo programma ma sta mancando il coraggio. E intanto gli istituti paritari chiudono: in 5 anni ne abbiamo persi 980, 5 solo a Foggia, per un totale di 10mila lavoratori a casa; 150 nel capoluogo”. Non si arrende Suor Anna Monia Alfieri. Già Presidente della Fidae Lombardia, esperta di politiche scolastiche e legale rappresentante dell’Istituto Marcelline di Foggia, da anni, infaticabilmente, prova a lanciare il suo grido d’allarme nella sordità generale di politica ed istituzioni, che di scuola e di diritti costituzionali pare non ne vogliano sentir parlare. L’istruzione non interessa. La famiglia non interessa. E il sistema va giù, sostiene, affondato da costi insostenibili e da una profonda discriminazione tra ricchi e poveri. Eppure al Governo oggi c’è anche il Ministero della Famiglia. “Stiamo uccidendo il pluralismo educativo” mette in guardia, “e andando verso la cosa che più bisogna temere: la scuola di regime”. La incontriamo quando ha appena concluso la sua ultima ‘fatica’: “Lettera ai politici sulla libertà di scuola”, scritta a quattro mani con il filosofo e docente italiano Dario Antiseri.

Di cosa si tratta?

E’ un libro edito da Rubettino in cui abbiamo voluto fare emergere quanto sia l’Italia una delle eccezioni più grandi in Europa: l’abbiamo ripercorsa tutta dimostrando come in tutti i Paesi venga garantita la libertà di scelta educativa dei genitori ‘a costo zero’ perché hanno pagato le tasse, e come soltanto in Italia tutto ciò non venga garantito. Abbiamo messo nero su bianco numeri, dati, cifre.

I numeri che cosa dicono?

Che in Italia è gravemente compromesso il pluralismo educativo, soltanto in questo anno hanno chiuso 304 scuole paritarie e abbiamo perso 24.713 alunni. Le scuole paritarie sono oggi 12.662 con 879mila studenti; nel 2013 avevamo 13.625 istituti: in soli 5 anni ne abbiamo perse 960. Parliamo di un mondo che interessa 25mila studenti. E, si badi, è pubblico, non privato. In Europa le scuole paritarie rispetto alle statali ma anche di economia: si risparmia moltissimo.

Quali soni i costi?

L’allievo costa alla scuola statale fino a 10mila euro/annui, alle scuola paritarie si destinano 450 euro. In una ricerca fatta con Marco Grumo e Mariachiara Parola avevamo individuato il costo standard in 5500 euro. Oggi a nostri supporto arriva anche un articolo del Corriere della Sera in cui si riportano i dati degli economisti Civicum e della società Deloit, due soggetti laici ed autorevoli che dicono esattamente la stessa cosa: 10mila euro il costo di un alunno alla scuola statale, e non bastano neanche a volte: alle famiglie si chiede finanche il contributo per la carta igienica. E spesso abbiamo le cattedre vuote.

Altro problema.

In Italia mancano 50mila docenti di sostegno, 1800 dirigenti scolastici e 48mila docenti: quindi, di fronte ad un sistema scolastico italiano costoso, che non garantisce la libertà di scelta, non favorisce il pluralismo, regionalista e classista, davvero non si capisce cosa si aspetti a fare in questo Paese ciò che è già avvenuto su altri.

Numeri da ecatombe. Quali sono i riverberi su Foggia?

Sono molto pesanti. Anche perché il collasso è prevalentemente da Roma in giù. Nella sola città di Foggia negli ultimi tre anni hanno chiuso i più grossi istituti, ben 5: lo Scillitani, il Maria Regina, Figliolìa, il Sacro Cuore, e piccole scuole paritarie d’infanzia. Altri due-tre istituti sono in estrema difficoltà. Noi siamo l’unica scuola di primo grado presente. Non esiste una scuola paritaria per il liceo.

Che in termini di personale si traduce in?

Almeno 150 persone a casa se considera che in ogni istituto lavoravano all’incirca 30 persone. Qui siamo 65. E sopravviviamo grazie alla ragione di fondazione e alla grandissima passione che ci muove.  Le famiglie con enormi sacrifici pagano una retta che va da 618 a 670 euro trimestrali, cifre ben lontane dai diecimila del servizio statale, e diamo servizio di ristorazione, doposcuola, attività extrascolastiche: diamo qualità, insomma. La scuola ha bisogno proprio di questo.

Di cosa?

Di un’azione di coraggio da parte del governo. E’ un sistema scolastico costoso in cui non ci possiamo mettere altre risorse perché non ce ne sono ed è un sistema fuori controllo: a fronte di una riduzione degli studenti, abbiamo cattedre vuote, docenti di sostegno che mancano, la scuola perde acqua da tutte le parti, vittima da sempre di politiche dal fiato corto.  Dobbiamo mettere mano al costo standard e trovare nuove linee di finanziamento che permettano di spendere non di meno, ma meglio. Dire ‘taglio i contributi alle paritarie’, ossia 450 euro a bambino, e quindi danno 500milioni, sono nulla, una goccia dell’oceano.

Anche perché quei ragazzi si riverseranno nelle scuole statali.

Andando a costare 10mila euro, invece che 450. E a farne le spese sono i meno abbienti e la gente del Sud. Il nostro è un sistema classista perché soltanto il ricco può scegliere, regionalista perché agli ultimi posti Ocse ci sono la Campania e la Sicilia, al di sopra Lombardia e Veneto, guarda caso quelle che vantano maggior pluralismo educativo. Ed è discriminatorio perché il  disabile non può scegliere: se va nella scuola pubblica non ha l’insegnante, se va nella paritaria se lo deve pagare. Stiamo implodendo.

La Lega nel programma, però, aveva il costo standard.

Sì, evidentemente è il governo del compromesso.

Quindi sarebbe i 5 stelle a non volerlo?

Mi stupirei se i 5 stelle fossero contrari a che ci sia la garanzia per la famiglia di scegliere liberamente dove educare i propri figli a costo zero: loro tagliano i vitalizi e quindi lo spreco, dovrebbero farlo anche nella scuola. Qui non di tratta di dare contributi alle scuole paritarie ma di dire alla famiglia: una volta che hai pagato le tasse, come sei libero di curare tuo figlio, devi essere libero di educarlo, di scegliere la scuola migliore per lui, contemplata dalla Costituzione e che garantisce un servizio pubblico.  Sono altri i diplomifici che dovremmo chiudere e controllare.

Chi ne fa le spese maggiori?

Il  povero, il meno abbiente, perché stanno chiudendo tutte le scuole che hanno una retta inferiore a 4mila euro; le scuole per i ricchi non muoiono, sono fuori da questo tema.

Insomma, basterebbe rivedere i costi delle scuole statali e applicare il costo standard per tutti per rispettare famiglie e Costituzione.

Esatto, una sorta di uovo di colombo che nessuno però pare voglia vedere. Siamo voci di pluralismo. I numeri che ho elencato prima ci dicono che stiamo andando verso un sistema di monopolio, e la scuola unica deve essere sempre temuta perché è una scuola di regime.

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