"A Foggia situazione grave". Lo spettro del fallimento sui nidi convenzionati e le scuole dell'infanzia paritarie. "Aiutiamo le famiglie"

Suor Anna Monia Alfieri, voce autorevole del panorama educativo nazionale, prospetta uno scenario apocalittico e sostiene la mozione per l'esenzione delle rette per il periodo di sospensione delle attività didattiche causa Coronavirus

Suor Anna Monia Alfieri

"Fra due mesi il 30% di scuole paritarie in Italia, una su tre, potrebbe essere costretta a dichiarare fallimento. A Foggia la situazione è ancora più grave".

Il mondo delle scuole paritarie è al collasso e a lanciare l'allarme è una voce autorevole del panorama educativo, Suor Anna Monia Alfieri, una delle più importanti esperte a livello nazionale. È un comparto che "vale quattro volte l'Ilva". I servizi educativi 0-6 anni navigano in brutte acque, fanno i conti con uno scenario del tutto inedito, e le famiglie faticano a pagare la retta. "Considerato che in emergenza è stato addirittura sospeso il servizio educativo anche a distanza, per mettere in cassa integrazione i dipendenti, a carico della scuola paritaria sono rimasti costi per il 35%. La retta è stata scontata, ma se questo 35% rimane in capo alle scuole, Foggia correrà il reale pericolo che gli asili nido e le scuole dell'infanzia non riescano ad aprire a settembre, per due motivi: avendo un'alta soglia di indebitamento pregressa, non ce la faranno, secondo, le famiglie senza un aiuto non potranno pagare la retta a settembre, e dovranno riversarsi nell'asilo comunale e statale. A Foggia non ci sono le strutture, quindi il sindaco dovrebbe ascrivere a bilancio la costruzione di un nuovo asilo nido e di una nuova scuola dell'infanzia". Impensabile, anche senza fare i conti che pure presenta: una costruzione del genere, costerebbe qualcosa come nove milioni di euro.

"Negli ultimi 5 anni hanno chiuso 500 scuole paritarie. Sono stati persi 200mila alunni, Foggia è stata una delle realtà gravemente compromesse perché negli ultimi cinque anni ha perso quattro o cinque istituti che erano dei colossi. Tutti quegli allievi si riversano nella scuola statale con maggiori costi".

A Foggia la retta si paga, in media 2000-2500 euro, la quarantena ha aggravato i problemi economici di tante famiglie, "e la scuola paritaria, che è già indebitata, deve trovare i soldi per pagare gli stipendi. Dalla primaria ai licei, sta sostenendo le spese della didattica a distanza che non è a costo zero, perché il Governo ha destinato 85 milioni di euro per la scuola statale, mentre per quella paritaria, ad oggi, ha destinato zero euro".

Da qui l'appello accorato al Comune di Foggia. "Chiedo un gesto di responsabilità al sindaco e alla Giunta tutta: approvare la proposta di Salvatore De Martino e dare un aiuto concreto alle famiglie". Suor Anna Monia Alfieri si riferisce alla mozione ideata dal consigliere comunale della Lega Salvatore De Martino, sottoscritta anche dai consiglieri Dario Iacovangelo (Forza Italia) e Concetta Soragnese (Lega), per l'esenzione delle rette degli asili nido convenzionati e delle scuole dell'infanzia per il periodo di sospensione delle attività didattiche.

Anche la Fism Foggia - Federazione italiana scuole materne e nidi sostiene la proposta che prevede un contributo straordinario da destinare ai servizi educativi 0-6 anni del Comune di Foggia e indica le coperture finanziarie derivanti da economie generate dai buoni non erogati. “Ora che sono state individuate le risorse serve fare presto - ha dichiarato proprio oggi il presidente Fabio Daniele - e la Fism Foggia è disponibile ad un immediato confronto con il sindaco e l’assessore per la definizione dei provvedimenti amministrativi e per la  sottoscrizione dei protocolli d’intesa. È opportuno che tutto si concluda nella prossima settimana, la situazione finanziaria delle scuole è al limite".  

Suor Anna Monia corrobora la bontà dell'iniziativa: "È una proposta intelligentissima perché non chiede milioni in più, ma con risorse liberate propone di dare per ogni bambino dell'infanzia 180 euro che permettono di coprire quel 35% e alla famiglia di poter scegliere di nuovo a settembre l'asilo, ai bambini del nido assegna 150 euro mensili, che sono cifre irrisorie ma almeno non servirà costruire un asilo per questi 1465 bambini. Sono sicura che la Giunta di Foggia sia responsabile, perché il sindaco Landella in campagna elettorale introdusse l'idea dei costi standard e ha sempre dimostrato particolare sensibilità sul tema".

Delinea uno scenario apocalittico che si inscrive in un contesto già fortemente compromesso prima della pandemia. "Da Roma in giù le scuole paritarie avevano già iniziato una rapida chiusura. A Foggia l'unica scuola media paritaria rimasta è quella delle Marcelline, non c'è altro. Se chiudesse quella, la città di Foggia sarebbe condannata ad avere solo la scuola statale e questo si chiama monopolio educativo, tipico dei regimi, con un costo sociale enorme per una città peraltro provata anche da operazioni malavitose. Dobbiamo ricordarci che dove non intervengono lo Stato e la sussidiarietà creiamo dei vuoti che vengono ricolmati dalla mafia. Bisogna dirsela la verità".

Su un punto vuole sgomberare il campo da equivoci: non si parla delle scuole d'elite, dei ricchi, che hanno una retta sopra gli 8mila euro all'anno, che esistono ma sono rarissime. "Le 12mila scuole di cui parlo io sono le scuole che hanno una retta che va da 2mila euro l'anno a massimo 4mila 500 euro" e se nella scuola statale un bambino costa 10mila euro e qui 2mila, e in più si pagano docenti, tasse e utenze, si finisce per indebitarsi. Nel comparto lavorano 180mila persone. "Le scuole paritarie non rappresentano un costo per lo Stato ma un risparmio, perché i 900mila alunni che non vanno nella scuola statale fanno risparmiare la cifra di 6 miliardi di euro all'anno".

In qualità di esperta, partecipa ai tavoli sulle scuole paritarie del Miur e ha un quadro completo. Fa parte di una grande task force in cui ci sono anche la Cei, l'Usmi (la Conferenza dei religiosi) e la Cism (la Conferenza dei superiori maggiori), tutti i vescovi, le associazioni, sindacati, laici, che ha proposto la detrazione completa della retta alla famiglia pagata durante l'emergenza Coronavirus utilizzando come criterio i costi standard, quindi dei costi sotto controllo e non soldi a pioggia. Le scuole paritarie hanno messo a disposizione anche le 12mila sedi per ridistribuire tutti gli 8 milioni di studenti in modo da riaprire la scuola a settembre, con il distanziamento sociale, a costo zero.

Il comparto 0-6 anni nella città di Foggia e in Puglia è per lei esemplare. "La Regione Puglia, da sempre, è stata molto sensibile alla fascia 0-6 anni, con i buoni servizio, con gli aiuti al nido e anche la città di Foggia ha sempre avuto un occhio di riguardo, creando un sistema integrato fra la scuola statale, comunale e le scuole private accreditate, preso come un modello per la legge della Fedeli".

Lancia un altro appello che richiede uno sforzo ancora maggiore: "Chiedo al Comune di Foggia di ragionare su come poter aprire i servizi 0-6 anni già a giugno, con tutti gli strumenti di sicurezza e di tutela, per dare la possibilità alle famiglie di andare a lavorare, perché altrimenti il paese non riparte. Il comparto 0-6 anni va tutelato, altrimenti impendiamo all'Italia di avere un futuro. La mia vera preoccupazione non è che chiudano le scuole paritarie, è che se noi non aiutiamo le famiglie, salvando oggi la scuola, condanniamo l'Italia guarita a un futuro di stenti".

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