Sui rifiuti è scontro tra San Giovanni Rotondo e Ager. Il Comune: "L'emergenza la paghi la Regione"

Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente aveva lanciato accuse al direttore regionale Gianfranco Grandaliano, ricevendo, in replica, una “lezione” sul meccanismo di conferimento e una rettifica, al ribasso, sui costi

E’ scontro tra Comune di San Giovanni Rotondo e Ager sul conferimento dei rifiuti a Ginosa (TA), a partire dal 27 agosto scorso, e il relativo costo. Nei giorni scorsi l’assessore all’Ambiente aveva lanciato accuse al direttore regionale Gianfranco Grandaliano, ricevendo, in replica, una “lezione” sul meccanismo di conferimento dei rifiuti e una rettifica rispetto ai calcoli comunali, la cui entità, sempre secondo Ager, sarebbe al ribasso. Oggi D’Addetta contro-replica. “Faccio parte – dichiara in una nota- di una generazione che è stata educata anche con le bacchettate, per questo non mi scandalizzo nel riceverne e le ho sempre accettate se date a fini costruttivi. La “bacchettata” (o presunta tale) della Regione l’accetto e spero, comunque, che con la mia nota la Regione abbia un po’ meditato su quello che sta avvenendo a causa della carenza degli impianti di smaltimento dei rifiuti”.

“Sono ormai più di due anni che ricopro la carica di assessore all’ambiente – continua D’Addetta- e con l’avv. Grandaliano ho instaurato un rapporto di rispetto e di confronto. Sono intervenuto più volte agli incontri organizzati dall’AGER partecipando a dibattiti e portando così anche il contributo della nostra amministrazione. Non penso che nell’articolo incriminato io abbia detto qualcosa di non vero: per il comune di San Giovanni Rotondo da luglio sono aumentati i costi per il conferimento della frazione organica. Tali aumenti sono dovuti alla chiusura dell’impianto di Lucera e al dover andare a conferire, dapprima, a Cerignola in una stazione di trasferenza e, da lunedì 27 agosto, a Ginosa in un impianto di trattamento”.

“Probabilmente tutto questo non sarebbe avvenuto se nella Regione Puglia fossero in esercizio più impianti. Purtroppo, da questo punto di vista nella nostra regione esistono paesi fortunati, che hanno impianti di ogni tipo vicini e sempre funzionanti, e paesi meno fortunati, con impianti lontani o impianti che ciclicamente chiudono. Quando chiudono tali impianti si è costretti ad elemosinare per poter conferire il rifiuto e ad accettare prezzi assurdi e fuori mercato! Tutto ciò non è corretto!”

“Ad onor del vero, quest’anno, a differenza dell’anno scorso, l’AGER avendo saputo della chiusura dell’impianto di Lucera, ha prontamente individuato i nuovi impianti per il conferimento dell’umido. L’anno scorso non è stato così; infatti, il comune di San Giovanni Rotondo si è affannato a cercare un impianto per il conferimento che poi è stato trovato in Abruzzo. Mentre si era in cerca dell’impianto, nel mese di luglio 2017, la percentuale di differenziata è crollata, passando da circa il 60% al 48%! A luglio ho mandato una lettera al commissario Grandaliano e al Presidente della Regione chiedendo di prendere in considerazione la possibilità di far ruotare tutti i comuni che conferivano la frazione organica all’impianto MAIA tra i vari impianti della Provincia di Foggia, così da distribuire in modo equo i maggiori costi del conferimento tra tutti i comuni. Ma nulla è stato fatto!”

Continua l’assessre all’Ambiente:“L’avv. Grandaliano converrà con me che la situazione è quella descritta e che la carenza degli impianti nella nostra regione e la gestione di quelli esistenti ha portato al comune di San Giovanni Rotondo, così come ad altre municipalità, aumenti notevoli di costi per il conferimento della frazione umida. Questo è il dato di fatto oggettivo, a prescindere se il passaggio da Cerignola a Ginosa abbia comportato un minor costo di conferimento totalmente annullato dall'incidenza dei costi di trasporto rispetto al conferimento a Lucera”. (Il comune di San Giovanni Rotondo conferendo a Lucera spendeva 125,00 euro più IVA a tonnellata, passati a Cerignola, si è speso 185,00 euro più IVA a tonnellata, senza spese aggiuntive di trasporto; adesso a Ginosa si spende 110,00 euro più IVA a tonnellata più circa 500,00 euro per ogni viaggio).

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“È vero che si sta approvando il nuovo piano regionale dei rifiuti che prevede la realizzazione di altri impianti, ma fino a quando non si realizzeranno altre strutture di trattamento dei rifiuti, i comuni come il nostro, che hanno la sfortuna di non avere un impianto vicino e sempre funzionante, cosa faranno? La Regione può fornire un sostegno agli enti che sopportano maggiori costi per cause a loro non imputabili? Ha pensato di aiutare economicamente tali comuni almeno nei mesi di emergenza? Perché devono pagare i cittadini per carenze dovute ad una gestione del sistema dei rifiuti ancora parecchio distante dalle realtà più avanzate del Paese?” conclude D’Addetta.

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