Un tetto per i migranti: via libera ai moduli abitativi a San Severo, sorgeranno anche a Lesina e ad Apricena

La Giunta regionale ha confermato oggi gli interventi per la realizzazione di foresterie in favore dei lavoratori migranti regolari in alcune aree proprietà pubblica del territorio regionale

Le foresterie di Nardò

La Giunta regionale ha confermato nel pomeriggio di oggi  gli interventi per la realizzazione di foresterie in favore dei lavoratori migranti regolari in alcune aree proprietà pubblica del territorio regionale: Turi, Nardò e, come anticipato nei mesi scorsi, l’agro di San Severo, presso l’azienda regionale “Fortore”.

Nell’agosto 2018 il Comune deliberò la variante necessaria (tra non poche polemiche). Oggi arriva il via libera della giunta regionale e il necessario stanziamento economico. La misura prevede la realizzazione di 100 moduli abitativi da 4 posti dotati di arredi, da 2 moduli ufficio con arredi, 1 modulo infermeria, 16 moduli da 6 W.C. e docce, 1 modulo bagno per disabili, 1 tendostruttura per mensa, 1 modulo cucina e 20 tavoli e panche.

La Giunta  ha inoltre confermato di voler realizzare in agro di Lesina – località “Coppa Sentinella” - e Poggio Imperiale, località “Conservificio”, ulteriori foresterie, prevedendo, su ciascuna area di proprietà regionale, la presenza di 15 moduli abitativi oltre 2 moduli bagni e 2 moduli docce, quota parte della fornitura prevista per la realizzazione della foresteria di Apricena, località Tonnoniro.

Le forestiere sono una progettualità risalente ad oltre un anno fa, firmata Regione Puglia (segnatamente Sezione Politiche per l’Immigrazione e Antimafia sociale, all’epoca guidata dal compianto dirigente Stefano Fumarulo), già sorte in altre zone di Puglia, con cui provare a superare la vergogna dei ghetti, dando un tetto dignitoso ai lavoratori che vivono nelle campagne dei territori interessati.

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Il Comune di San Severo otterrebbe anche un secondo vantaggio dalla loro creazione: “liberare” L’Arena, la prima struttura sita alla periferia della città in cui vennero alloggiati temporaneamente i migranti all’indomani dello sgombero del Gran Ghetto; struttura che, secondo indiscrezioni, potrebbe diventare sede del Gruppo della Guardia di Finanza. La giunta regionale ha già stanziato mezzo milione di euro per la sua riqualificazione.

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