Copagri smentisce Di Gioia: “PSR è bloccato, mancano le graduatorie definitive”

La replica all’assessore regionale all’Agricoltura da parte del presidente regionale Tommaso Battista: “Già nell’ottobre del 2016 facemmo presente le problematiche relative ai ritardi nell’attuazione del Psr”

Tommaso Battista

“Risale a ottobre del 2016 la prima delle dieci osservazioni inviate fino a febbraio 2018 per iscritto con posta elettronica certificata dalla Copagri Puglia nelle quali sono elencate numerose problematiche relative ai ritardi nell’attuazione della programmazione comunitaria 2014-2020 in agricoltura. Non risponde al vero, dunque, che sul Psr la Confederazione dei Produttori Agricoli di Puglia non abbia mai sollevato osservazioni tecniche ma solo critiche e per giunta sulla stampa negli ultimi mesi. Questi e altri documenti datati faranno parte di un corposo dossier che la Copagri Puglia si riserva di inviare ai capigruppo in consiglio regionale”.

Così il presidente regionale della Copagri Puglia Tommaso Battista replica alle dichiarazioni con cui l’assessore pugliese all’agricoltura Di Gioia ha direttamente chiamato in causa l’organizzazione agricola. 

“Se è vero che il PSR è stato redatto dalla precedente Amministrazione, è bene sottolineare – afferma Battista – che l’attuazione è stata interamente gestita dal nuovo assessore e dalla nuova autorità di gestione. Copagri ha sempre parlato dell’attuale situazione dei bandi. I criteri di selezione e il loro peso non fanno parte del Programma ma della sua attuazione. L’Elaborato Tecnico Progettuale EIP, come pure il famoso indice di Performance Economica IPE, non sono presenti nel PSR, anzi l’Autorità di Gestione ha voluto realizzare uno strumento diverso rispetto al Business Plan di ISMEA utilizzato dalla maggior parte delle Regioni. Sicuramente bandi che stanno aperti per 15 mesi e subiscono 14, tra rinvii, modifiche e integrazioni non sono una normale procedura.

Noi – sottolinea il presidente di Copagri Puglia – abbiamo da subito denunciato che le domande sarebbero state notevolmente superiori ai finanziamenti. Questo problema lo abbiamo ripetutamente sollevato. Anche a luglio scorso con una nota al Presidente Emiliano il quale durante l’incontro ci ha ribadito che i ritardi sarebbero stati superati grazie all’EIP che avrebbe gestito in modo informatico tutte le istruttorie. Oggi sappiamo che così non è.

Ma è importante evidenziare – prosegue Copagri – che la Regione già a dicembre 2016 aveva consapevolezza di questa situazione. Infatti, a fronte di 184 domande presentate, ci sono state richieste di contributi per circa 42 milioni di euro (dato RAE relazione annuale di esecuzione del PSR presentata alla Commissione europea pubblicato sul sito regionale) su una dotazione complessiva di 60 milioni. Mentre già il 14 giugno 2017 risultavano presentate 1.500 domande (dato riferito l’Assessore di Gioia nell’incontro con gli ordini e le Organizzazioni Agricole dichiarazione riportata sulla stampa) che lo slittamento al 3 ottobre ha fatto lievitare a 3.200.

Oggi a quasi 2 anni dalla pubblicazione dei bandi sugli investimenti, parliamo di 4.1 investimenti nelle aziende agricole, 4.2 agroalimentare, 6.4 agriturismo, abbiamo solo graduatorie di ammissibilità. Stessa situazione la troviamo anche per il bando relativo all’innovazione dove, dopo 2 anni, è stata avviata solo l’azione propedeutica che non può attivare spesa se non dopo l’approvazione della graduatoria di un bando che non c’è ancora. Mentre per i bandi sugli investimenti i problemi principali sono legati al mancato funzionamento dell’Elaborato Tecnico Progettuale EIP. Copagri sostiene che il PSR è bloccato e questo trova conferma dalla mancata pubblicazione delle graduatorie definitive: gli elenchi attuali, come sostiene la stessa Regione nella sua difesa al TAR, non hanno alcun valore di impegno e non maturano per i beneficiari alcun diritto.

In questo momento sono molto penalizzate quelle imprese che tra ottobre e febbraio hanno provveduto al rilascio delle domande perché avevano necessità di partire con gli investimenti. Oggi non solo si trovano ad avere già sostenuto spese che non sanno se potranno essere riconosciute ma quando hanno assunto la decisione di spendere, le loro possibilità di entrare in graduatoria, se fossero stati rispettati i tempi, erano del 50%, oggi è del 10%. Per quanto riguarda la spesa ci atteniamo alla documentazione ufficiale pubblicata dal Ministero su fonti AGEA e il dato parla di spesa cumulata realizzata al 31 gennaio 2018 di 160.569.306,99. E considerando che le spese di transizione, ovvero i progetti della vecchia programmazione ammontano a meuro 117.630.47,00, ricaviamo che la spesa è stata realizzata per la maggior parte su quanto derivato dal PSR 2007-2013

Le nostre osservazioni sono state formulate sempre per iscritto e solo dopo sono state portate agli organi di informazione.

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Commenti (5)

  • A mio avviso, dopo questa farsa, il buon Di Gioia potrebbe anche tornarsene a casa !

    • Come si possa mantenere " aperto " un bando, per circa 2 anni, non è dato sapere : a meno che, non si sia trattato del classico " a chi vid e a chi prumitt " ?

      • E, sapientemente, la graduatoria viene fuori dopo il 4 marzo : ma, a quanto vedo, è servito a poco questo escamotage, atteso che gli elettori ti hanno già bocciato, caro Di Gioia, tu ed i tuoi cari civici di questa cap..ia !

        • E la bocciatura, te la hanno data, anche i " prescelti " dei comuni svantaggiati e montani, assurdamente " premiati " con punteggi esorbitanti ! Ascolta un consiglio : tornatene a casa subito, prima che qualcuno possa ricordarsi di ciò che si " era detto "... !

          • Qua, qua ra qua..!

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