Scontro tra 'titani' dell'imprenditoria del Golfo. Gelsomino vs Rotice: "Hai accumulato 37 milioni di debiti, locali e posti barca"

E' durissima la replica che Damiano Gelsomino a Gianni Rotice. Ieri il presidente di Confindustria e socio di minoranza di Gespo, aveva paventato la speculazione di Finappula e il fallimento del porto

E' scontro a Manfredonia. Una frattura senza precedenti tra due titani dell'imprenditoria del Golfo, che rischia di riverberarsi sugli equilibri che sino ad oggi hanno "preservato" Manfredonia. Tanto più che gli stracci oggi volano a mezzo stampa e mettono in piazza debiti e presunti privilegi nel tempo consumatisi, a danno delle realtà economiche. E' questo quello che emerge nella dura nota stampa con Damiano Gelsomino, componente del cda Gespo srl, replica a Gianni Rotice, socio di minoranza della società e presidente di Confindustria, che ieri paventava un imminente fallimento del progetto di rilancio del porto di Manfredonia puntando il dito contro la "speculazione di Finappula" del gruppo Gelsomino.

Accuse che in una veemente nota stampa Gelsomino bolla come fake news, dicendo la sua verità: "Con l’avvento della Finappula del Gruppo Gelsomino il Marina di Manfredonia ha ritrovato la speranza di una nuova stagione.

Sommersa dai debiti della gestione Rotice, che al 6 settembre 2018 ha lasciato una eredità di 14 milioni di perdite e 37 milioni di debiti, la Gespo srl a breve chiuderà l’intera debitoria con i fondi che i f.lli Gelsomino hanno previsto di immettere nelle casse della società, pari a 8,5 milioni. Tanto è scritto nel verbale di assemblea dei soci del 29 dicembre 2018 dove solo la Finappula ha dichiarato la disponibilità ad immettere denaro, mentre Gianni ed Antonio Rotice non intendono versare neanche un euro.

Gli 8,5 milioni che affluiranno nelle casse della Gespo srl saranno utili a chiudere anche la debitoria con il Demanio che ha preso atto dell’attuale situazione, revocando ogni paventata nefasta iniziativa,al contrario di quanto falsamente dichiarato da Rotice.  E’ bene ricordare che la Gespo srl aveva accumulato con la gestione Rotice srl 1,5 milioni di debito con il Demanio!!!

Anche il Tribunale di Foggia è vicino al Marina del Gargano poiché, esaminate le prospettive evidenziate nella richiesta di proroga del concordato, ha concesso ulteriori 60 giorni per mettere a punto la procedura di ristrutturazione del debito.

Le lungaggini delle definizioni sono normali in operazioni complesse, soprattutto quando c’è chi rema contro, come nel Marina del Gargano, dove proprio Rotice Gianni, con inconsistenti ed infruttuose ma fastidiose e improvvide iniziative giudiziarie, sta ostacolando la realizzazione del piano al fine di determinare il fallimento della Gespo srl utile a bloccare le iniziative della nuova governance che sta scoprendo utili elementi di responsabilità nella passata gestione; cioè si vuol capire come, nonostante il contributo pubblico di 20 milioni, siano stati accumulati 37 milioni di debiti e taluni soci, in primis Gianni Rotice, siano proprietari di locali e posti barca nel marina, che invece ha bisogno della vicinanza e del contributo disinteressato di tutti, delle istituzioni, del territorio, dei cittadini, di gente capace di gestirla. L’addebito di speculazione, forse, deve essere rivolto da Gianni Rotice a se stesso più che a chi a tutt’oggi ha previsto un investimento di 8,5 milioni di euro e in pochi mesi non ha compiuto alcuna operazione imprenditoriale, aumentando le finanze a disposizione del Marina per contribuire a pagare i debiti.

La speculazione, dovrebbe sapere Gianni Rotice, è l’attitudine ad investire nulla ed a beneficiare di molto. E’ tutto ciò che è successo in marina, dove Mucafer e Moteroc sono fallite e gli altri soci sono proprietari di locali e posti barca. 

L’appello dunque è a tutti i manfredoniani, che stiano vicino al nostro Marina finalmente libero dalla speculazione, poiché tutt’insieme è possibile continuare a goderne della bellezza e dei meravigliosi tramonti che ci regala.

La dissennata diffusione di ingiustificati allarmismi con strumentale distorsione della realtà, dimenticando di essere il protagonista del recente passato di incapacità e dilettantismo gestionale con accumulo di un enorme debito, non fa onore a chi ricopre apicali cariche istituzionali della provincia di Foggia. In questo momento costui dovrebbe fare il mea culpa di aver lasciato la guida del Marina per la costatazione della propria incapacità di dare al territorio una struttura finanziaria solida e duratura. Stiano sereni i manfredoniani - conclude Gelsomino-, ce la faremo, tutt’insieme ce la faremo". Aria di tempesta. Di fortissima tempesta.

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