In barella sui sampietrini, ecco come lavorano gli operatori del 118 alle Isole Tremiti: "Un film horror"

Nessuna indennità per il servizio prestato in zona "disagiatissima" e a rischio caduta nel percorso da un'isola all'altra: la denuncia di Leonardo Grassano. Appello a Piazzolla e Russo

Hanno provocato perplessità le dichiarazioni del dg Asl Vito Piazzolla, in merito alla questione degli operatori pendolari della postazione 118 delle isole Tremiti, gestita da Sanitaservice, che alloggiano nel presidio, a cui non verrebbe riconosciuta alcuna indennità per il servizio prestato in zona "disagiatissima".

“Nessuna agevolazione neanche per il costo dei trasporti, elicottero, soprattutto in inverno, o nave” lamentano. Il dg sostiene di aver avviato “proficue interlocuzioni con le aziende che curano i collegamenti marittimi e aerei con le Tremiti che si sono rese disponibili a trovare le soluzioni più opportune, tra cui anche l’attivazione di abbonamenti a costi agevolati in favore degli infermieri, autisti-soccorritori e soccorritori, in modo da ovviare a tali problematiche”. 


“A dire il vero – commenta in una nota stampa Leonardo Grassano, Rsa Ugl degli operatori 118 -, a ottobre siamo stati noi a sottoporre la questione all’amministratore Massimo Russo e al dg Asl Fg. Lo testimoniano le comunicazioni via pec con le quali ho chiesto più volte incontri e chiarimenti, soluzioni per non farci spendere 85 euro a viaggio (in bassa stagione, mentre in alta stagione viene raddoppiato), ma ad oggi non abbiamo risposte. Sottolineo anche che, se in bassa stagione godiamo di tariffe uguali a quelle dei residenti, più basse, è solo per una scelta dell’azienda Alidaunia, che le concede a tutti, non per un intervento della Asl”.

Nessuna risposta, lamenta l’Rsa anche in merito ad un’altra questione  delle tante segnalazioni fatte, molto preoccupanti. “Abbiamo chiesto, sempre tramite pec, a Piazzolla, Russo, al responsabile emergenza urgenza Michele Fattibene e al direttore della centrale operativa 118 se siamo autorizzati (e soprattutto assicurati), a prestare soccorso, sull’isola di San Nicola, che spesso siamo costretti a raggiungere con mezzi di fortuna e senza il necessario addestramento ed equipaggiamento da mare. Poi, una volta arrivati all'altra isola, ci tocca salire a piedi come si evince dalle foto, su una strada fatta con i sampietrini, scivolosa sia a salire che da scendere con il paziente sulla barella portata a mano fino giù da noi operatori. Che succede se uno di noi si infortuna? Tengo a precisare che è dovere mio e del mio sindacato occuparmi della sicurezza degli operatori e ad oggi non sappiamo nulla in proposito”.

“Chiedo ancora una volta un incontro con il dg e l’amministratore; chi ha la coscienza pulita, non ti evita, ti affronta per risolvere il problema” conclude Grassano. “Spero che intervenga qualcuno di buon cuore a  far luce e chiarezza su questa triste storia che è diventato un film horror”.

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