La sfida dei 41 navigator foggiani, trovare lavoro ai 12500 beneficiari del Reddito di Cittadinanza: "Ce la mettiamo tutta"

I navigator "eroi del momento" riabilitano i percettori del Reddito di Cittadinanza. In provincia di Foggia 41 tutor: "Noi ce la mettiamo tutta". Il RdC impatta per 100 milioni di euro. Convocate 10mila persone. Non c'è ancora il matching tra domanda e offerta

"I percettori del Reddito di Cittadinanza non sono come li descrivono i media: non sono dei furbetti, non è gente che sta sul divano e prende il reddito. Ciascuno di loro è diverso ma quelli che hanno parlato con me dicono tutti che non lo vogliono il reddito, vogliono il lavoro".

Sabrina, laureata all'Università di Foggia, navigator applicata al Centro per l'impiego di Lucera, riabilita i beneficiari della misura di contrasto alla povertà introdotta con decreto-legge n.4 del 28 gennaio 2019, poi convertito nella legge n.26 del 28 marzo 2019.

La sua testimonianza genuina impreziosisce "Il reddito di cittadinanza, un anno dopo", l'autorevole e partecipata tavola rotonda nel Dipartimento di Giurisprudenza promossa dalla sezione di Foggia dell'Unione Lavoristi e Previdenzialisti, Unifg, Ordine degli Avvocati di Foggia, Consulenti del Lavoro, Statuto dei lavoratori.it, con la partecipazione del Presidente Anpal, l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, Domenico Parisi.

Il navigator è una figura innovativa, un tutor, che non sostituisce professionalità già esistenti. Sono gli "eroi del momento", per usare la felice espressione di Vincenzo Silvestri, presidente della Fondazione Consulenti per il Lavoro. In provincia di Foggia sono 41. "Ci è stata impartita una formazione specifica su come approcciare l'utenza del Reddito di Cittadinanza, delicata e un po' debole. Noi incontriamo i percettori, chiediamo loro qual è stata la formazione, gli studi, le esperienze professionali pregresse e raccogliamo i desiderata di queste persone". 

Il cuore della misura è il matching tra domanda e offerta. È lei, in un appassionato intervento, a restituire plasticamente il processo e a conferire un'identità e un'anima ai percettori: "Stiamo mappando le aziende, gli enti di formazione, stiamo vedendo dove indirizzarli nel caso abbiano una professionalità già pronta da spendere o, eventualmente, dove colmare le loro lacune formative. Questa settimana ho incontrato un'azienda che mi ha chiesto un cuoco e sto stilando un elenco di percettori che hanno questa professionalità che posso presentargli. Chiamerò datore di lavoro e centro per l'impiego, presenterò una rosa di persone, faranno dei colloqui. È quello che vogliono perché sanno che la misura non è eterna, il lavoro invece si spera che lo sia. Oggi è il giorno degli innamorati, noi vogliamo far innamorare il datore di lavoro e il lavoratore. Vogliamo combinare questo matrimonio". 

Antonio è un navigator a supporto del Centro per l'Impiego di Manfredonia, e anche lui smentisce le dicerie: "C'è una grande intesa, a dispetto di quanto possa sentire, tra noi navigator che lavoriamo per l'Aspal Servizi (società controllata dell'Agenzia nazionale delle politiche attive, ndr) e i Centri per l'impiego, lavoriamo in sintonia anche con le altre professionalità. Io posso portare l'esempio di un fabbro che aveva un'impresa e vorrebbe ricostituirla. Stiamo cercando di trovare incentivi per fargli riaprire l'azienda. Noi ce la mettiamo tutta". 

Il contratto di collaborazione scade nel 2021 e impensierisce già i navigator. "Sarebbe un peccato - ha osservato Madia D'Onghia, Ordinario di Diritto del Lavoro dell'Università di Foggia, che fornisce un applaudito assist - che l'esperienza e la competenza che stanno accumulando andasse dispersa. Che senso avrebbe investire?". Non si è fatta attendere la risposta del numero uno dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che ha rassicurato tutti: "Mi rendo conto che il contratto scade a breve, ma farò quello che posso perché le risorse non vadano vanificate. Ci stiamo già lavorando". 

IL REDDITO DELLA SPERANZA - La docente universitaria Maria D'Onghia, che ha introdotto e moderato i lavori, ha facilitato la comprensione della misura e ha evidenziato gli elementi di criticità del RdC, ma ha opportunamente ricordato che in Puglia era già stato introdotto l'antesignano Reddito di Dignità, che colma alcune lacune della misura nazionale. "Il reddito di cittadinanza è una misura assistenziale che nasce sulle ceneri di un altro istituto, il Reddito per l'Inclusione, che mira a garantire un reddito prescindendo dai requisiti contributivi, e per questo profilo ha un carattere dell'universalità. Probabilmente si presenta con un sovraccarico di funzioni rispetto alle quali non è in grado di ottenere l'obiettivo prefissato. Ha mostrato delle criticità dall'inizio quanto alla platea dei beneficiari, sia sulla modalità di calcolo, perché ci si è resi conto che sono penalizzate le famiglie con minori e disabili e favoriti i single e poi c'è il problema enorme, grossissimo, del requisito della residenza. Tiene fuori una platea di poveri veri". Sono esclusi gli extracomunitari e i clochard. 

Il presidente nazionale Anpal prova a sgomberare i pregiudizi. "C'è un po' di confusione: non è una misura di sussidio ma di sostegno al reddito per ridare la speranza a molte persone che erano rimaste fuori dal mercato del lavoro. Dei correttivi andranno certamente applicati". 

Proprio nel giorno della tavola rotonda sono stati diffusi gli ultimi dati nazionali: 39.760 persone hanno avuto un contratto di lavoro dopo aver ottenuto il reddito di cittadinanza.  Non pervenuti i PUC, Progetti Utili alla Comunità: solo lambiti marginalmente nella tavola rotonda non vengono menzionati. Non è materia dell'Anpal, ma del Ministero del Lavoro. 

I PERCETTORI DI REDDITO IN CAPITANATA - Ad avere il polso della situazione e i numeri in provincia di Foggia è Giuseppe Ferrarelli, responsabile di tutti i Centri per l'Impiego della Capitanata: i beneficiari sono 12.500 e 39mila le persone coinvolte. "Di tutta l'attività si occupano in via prioritaria o quasi assoluta i navigator. Il mio sforzo è stato quello di trovare una collocazione all'interno degli uffici e metterli in condizione di lavorare, perché dall'Anpal ci avevano chiesto che tutte le operazioni delle prime convocazioni avvenissero entro la metà di dicembre, e cioè 2500 persone, e tante sono state convocate e hanno sottoscritto il patto per il lavoro e adesso stanno facendo il seminario informativo". In tutto sono 10.200 (dato al 27 gennaio) i beneficiari della provincia che hanno sottoscritto il Patto del Lavoro su 12 mila. Non siamo ancora nello step dell'incontro tra domanda è offerta, siamo ancora in una fase amministrativa, quella sostanziale avverrà in un imminente futuro si spera". Opera da 35 anni nei Centri per l'impiego, il suo intervento è diretto e lucido: "Ci sono delle figure professionali carenti nei nostri uffici, i primi step sono colloquio e orientamento. L'orientamento che dovrebbe consentire il matching non c'è". 

Tra i relatori c'è anche Antonio Balzano, Direttore della Sede di Foggia dell'Inps, il "bancomat" del Reddito di Cittadinanza: "Per Foggia, complessivamente, il numero di domande incide per l'1,5% sul dato nazionale. Facendo un calcolo molto grossolano, immaginando una spesa sul Reddito di Cittadinanza di circa 6 miliardi nel 2019, su Foggia impatta quasi per cento milioni. Se voi pensate che l'impatto della disoccupazione agricola, la spesa più rilevante dell'Inps, con l'assegno nucleo familiare arriva fra i 75 e gli 80 milioni di euro, comincia ad essere la prima prestazione erogata in questa provincia. Gli importi medi sono un po' più alti della media nazionale, di pochi euro. Su Foggia e San Severo siamo sulle 6mila domande, Lucera 1600, Cerignola 2100, Manfredonia 3100". 

L'AVVOCATO-NAVIGATOR - L'esercizio dell'attività di avvocato potrebbe essere in conflitto con l'attività del navigator, in quanto la professione è incompatibile con qualsiasi attività di lavoro subordinato, anche se con orario di lavoro limitato. Giacomo Alessandro Celentano, consigliere dell'Ordine degli Avvocati, proprio nel Dipartimento che sforna tanti laureati in Giurisprudenza, espone il caso dell'avvocato navigator: "In Italia non credo che ci siano già delibere di ordini professionali, però il nostro Ordine è stato chiamato da un navigator foggiano ad esprimersi proprio sulla possibilità di poter esercitare la professione di avvocato e contemporaneamente essere navigator". 

Il caso esposto si materializza in carne ed ossa. Giuseppe ha presentato l'istanza al Consiglio dell'Ordine di compatibilità: "Noi non siamo dipendenti, per ora siamo dei collaboratori, non abbiamo Tfr, tredicesima, ferie, e abbiamo autonomia organizzativa. La professione da navigator non è disciplinata proprio in quanto nuova. Da quando è partita la collaborazione con Anpal servizi, credo di essere diventato un avvocato più competente perché ho ampliato il mio range di esperienze in un settore, quello delle politiche attive del lavoro, che è poco studiato, poco conosciuto e credo di aver portato una competenza giuridica necessaria per interpretare alcune normative". 

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Il Consiglio dell'Ordine di Foggia si esprimerà il 22 febbraio.

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