Turismo da crociera alle Tremiti: il Parco del Gargano respinge la richiesta del Comune

Soddisfazione viene espressa in queste ore dagli ambientalisti, in particolare dall'on. Marco Lion, che punta il dito contro il Comune delle Isole Tremiti

Isole Tremiti

No alle navi da crociera nell'area marina protetta delle Isole Tremiti. È la decisione assunta due giorni fa dal Parco Nazionale del Gargano, riunito il Direttivo, che ha così integrato anche il Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell’area marina protetta Isole Tremiti, in particolare l’art. 21 – Disciplina dell’attività di trasporto passeggeri e visite guidate. Il deliberato, votato all'unanimità dei presenti, muove dalla  richiesta del Comune di Tremiti di permettere l'ancoraggio di navi da crociera sino a 200 metri di lunghezza presso le Diomedee.

Sul punto, pare, fino ad oggi, ci fosse un vuoto normativo. Scopo del tavolo, presieduto dal presidente f.f. dell'Ente Claudio Costanzucci, era quello infatti di esaminare da un punto di vista della sicurezza della navigazione e della tutela dell’ambiente marino, nonché giuridico, l’applicabilità del Decreto Ministeriale del 02.03.12 (detto Passera/Clini), rispetto alla disciplina della navigazione nell’AMP Isole Tremiti e, pertanto, rispetto alla possibilità di ancoraggio di navi passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda all’interno della riserva marina.

Nessun turismo da crociera alle Isole Tremiti

"Atteso che il Decreto Ministeriale 02 marzo 2012 “Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale” - si legge - dispone che nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all'interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l'ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda. Rilevato, però, che il Decreto del 02 marzo 2012 al comma 2 dell’art. 1 fa salvi i provvedimenti riguardanti le discipline vigenti nei parchi e nelle aree protette nazionali, marine e costiere, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394. Atteso, dunque, che, rispetto ai dettami del Decreto del 02 marzo 2012, una eventuale soluzione per consentire l’ingresso delle navi da crociera nell’AMP potrebbe essere esaminata dalle strutture competenti (Autorità marittima; Enti Locali e Ente gestore dell’AMP) solo attraverso la valutazione della disciplina che regola la navigazione in ambito locale, nello specifico delle norme dell’area marina protetta o con una modifica delle stesse. Atteso, tuttavia, che il Regolamento approvato dal Consiglio direttivo e inviato al Ministero non prevede nessun articolo per la disciplina della navigazione delle navi da crociera all’interno dell’Area marina Protetta delle Isole Tremiti e considerato che il Ministero non ha ancora approvato ed adottato il Regolamento di esecuzione e di organizzazione dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti, all’esito del sopralluogo espletato dai componenti del Consiglio di Amministrazione, si è ritenuto di non permettere l’attracco delle navi da crociera nell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti in quanto gli impatti ambientali (incidenza sugli habitat e specie marine, inquinamento delle acque marine, inquinamento acustico, inquinamento atmosferico e rifiuti) non sono trascurabili e poco significativi e altererebbero le valenze naturalistiche". Nessun turismo da crociera, quindi.

L’on. Marco Lion contro il Comune di Tremiti

Soddisfazione viene espressa in queste ore dagli ambientalisti, in particolare dall'on. Marco Lion, rappresentante delle associazioni ambientaliste presenti nel consiglio direttivo che gestisce l'area protetta. Lion punta il dito contro il Comune di Tremiti. "Oltre alle problematiche marittime e ambientali - scrive - mi preme anche sottolineare quanto sia avventato e fuori luogo scaricare in un colpo solo su isole piccole e non attrezzate 1000 o 2000 turisti. Esiste un limite alla capacità di carico antropico e chiedendo di autorizzare l'arrivo di navi da crociera si è preferito ignorare anche il fatto che la banchina del porto di San Domino riesce a malapena a ospitare qualche centinaia di passeggeri sbarcati dai traghetti. Non parliamo poi dei problemi strutturali che avrebbero subito le isole in ordine alla gestione di un numero così rilevante di turisti: rifiuti e sistema di trasporto nell'isola in primis. Credo che le Isole Tremiti meritino di meglio e di più che non un turismo mordi e fuggi che crea solo problemi a tutti e guadagni a pochi" continua il rappresentante degli ambientalisti, per il quale  "le navi da crociera sono più alte e più lunghe finanche di qualche isola delle Tremiti". 

Quanto accaduto all’isola del Giglio non ha insegnato nulla?

Oggi molte navi da crociera superano le 100.000 tonnellate di stazza lorda e portano tra 2.000 e 4.000 passeggeri. "Nella richiesta del Comune di Tremiti erano state individuate come zone di fonda per le navi da crociera quelle già istituite a Tremiti con ordinanza della capitaneria n. 3/2010 - continua Lion - e precisamente la N2 situate a circa  300 m da isola di San Nicola,  la D4 a circa 500 m da isola di San Domino e D2 a circa 450 m da isola di San Domino,  tutte a una batimetria superiore ai 50 m, eccetto D2, intorno ai 30 m. La distanza è calcolata dal punto centrale delle zone di ancoraggio. La distanza tra costa San Domino e limite Area marina protetta (Amp) lato sud est è  di 800-1000 e la distanza tra Costa San Nicola e limite Amp lato sud est è  da 500 a 800 m. Ancorare oltre il limite dell’amp  significava dover ancorare a una profondità superiore ai 70-80 m. La cosa più rilevante da sottolineare è che la zona di fonda N2 è a soli 300 metri dalla costa quando una nave da crociera può tranquillamente superare i 200 metri di lunghezza. Ma quanto accaduto all'Isola del Giglio non ha insegnato niente?" conclude. 

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Commenti (3)

  • Per una volta bisogna ammettere che gli ambientalisti si sono schierati dalla parte giusta, che è quella del rispetto del patrimonio ambientale delle Tremiti. I suoi abitanti, ahimé a spesso, sembrano più inclini alla propria tasca che alla tutela del proprio patrimonio tutistico...

  • non misembra che gli amministratori dell'isola, con questa proposta, abbiano saputo dimostrare di fare bene il proprio (attuale) mestiere...

  • Lasciate lavorare chi sa fare il proprio mestiere, senza rompergli troppo le scatole e senza dare ascolto alle urla degli ambientalisti i quali urlano solo per far sentire che esistono anche loro.

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