Misure di sostegno, richieste da 15mila pugliesi (ma potranno beneficiarne in 3240): per altri reddito di dignità o cittadinanza (?)

Misure di sostegno sociale programmate per l'anno 2018-2019. Gli aggiornamenti della situazione da parte del comitato 16 novembre Onlus

Foto di repertorio

Attraverso un comunicato stampa, a firma del presidente Mariangela Lamanna, il comitato 16 novembre Onlus, si esprime in merito alla sintesi dello stato dei lavori inoltrata dal dirigente del Welfare pugliese sulla misure di sostegno sociale programmate per l'anno 2018-2019. Sono 14.789 le domande pervenute attraverso la piattaforma telematica: "Come volevasi dimostrare, non blindando il bando all'origine, hanno presentato domanda tutti coloro in possesso del requisito dell'indennità di accompagnamento, elemento sicuramente necessario ma insufficiente per la corresponsione del contributo, se non legato ad una gravissima patologia".

Scrive il comitato, che ha espresso soddisfazione per l'aumento di 10 milioni di euro che ha consentito l'ampliamento della platea dei beneficiari da 2314 a 3.240 unità ("ma a noi non basta"): "Le domande, ci comunicano dal Welfare, sono già state tutte regolamentate in ordine decrescente del punteggio ma, al momento, se ci si collega alla propria domanda, di questo punteggio non vi è alcuna traccia. Chiediamo, pertanto, di aggiornare il portale con il punteggio ottenuto dal richiedente, al fine di evitare inutili attese a persone che non possono accedere alla misura di sostegno"

Il Welfare ha comunicato alla Onlus che le Asl stanno lavorando e che, a partire da febbraio 2019 cominceranno le liquidazioni per i primi ammessi al beneficio cumulato per il periodo luglio-dicembre 2018 ed entro marzo, ci sarà il completamento delle valutazioni sanitarie e l'ammissione al beneficio fino al massimo consentito. "Ancora, aggiunge il Welfare, là dove fosse possibile, gli esclusi dal beneficio per difetto dei requisiti di accesso o per mancanza di fondi, saranno contattati per essere dirottati verso altre forme di sostegno, quali reddito di dignità o reddito di cittadinanza".

Ma, precisa Lamanna, "per quanto riguarda quest'ultima forma di sostegno, tuttavia, è bene rilevare che il reddito di cittadinanza viene corrisposto a patto che si accetti un lavoro a 100 km di distanza dalla propria residenza per il primo anno, 250 per il secondo e ovunque per il terzo. Se pensiamo ad una madre sola, con un ragazzo gravemente disabile, ci risulta difficile pensare che possa armarsi di bagagli e coraggio ed andare a lavorare ad almeno 100km di distanza"

Il presidente C16NO conclude: "Per tale motivo,continuiamo a chiedere risorse aggiuntive e rinnoviamo, ancora una volta, l'invito a destinare l'intera quota dell'FNA 2019 sugli assegni di cura per raggiungere quante più persone possibile. Continueremo a monitorare la situazione affinchè i tempi prospettati dal Welfare con la comunicazione ufficiale del 21 gennaio,  vengano rispettati"

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