Assistenza domiciliare, l'Usppi denuncia: “49 lavoratori a casa”. Il Comune: “Nessuna interruzione”

Si tratta degli operatori socio-sanitari di due cooperative. Il Comune di Foggia replica alle dichiarazioni dei segretari provinciali dell’USPPI

Immagine d'archivio

49 operatori socio-sanitari sarebbero stati convocati alla rispettive cooperative ‘Sanità Più’ e ‘San Giovanni di Dio’ per ritirare le lettere di licenziamento o riduzione dell’orario di lavoro, a seguito - denuncia l’USPPI - della comunicazione dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Foggia, al termine della misura ministeriale ‘Pac Anziani-II Riparto’ che prevedeva l'erogazione di un numero di ore per l'Assistenza Domiciliare Sociale (SAD) ed un numero di ore per  l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Quindi il servizio non sarebbe stato revocato.

Nel frattempo però i segretari provinciali Massimiliano  Di Fonso e Massimo Nicastro comunicato lo stato di agitazione e la volontà di avviare sit-in di protesta davanti al comune di Foggia. “Si finisce di male in peggio in questa città martoriata dalla disoccupazione e devastata socialmente e che da un giorno all’altro ci si ritrova senza lavoro e senza conoscere le motivazioni”. Della vicenda informeranno anche il Prefetto.

Nella nota stampa pervenuta da Palazzo di Città si legge: “È bene precisare, inoltre, che non è l'assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia a decidere di quante e quali figure professionali le cooperative debbano avvalersi per espletare tali servizi. Se il sindacato USPPI avesse chiesto informazioni presso la struttura tecnica dell’assessorato al ramo, avrebbe potuto constatare che non c’è stata nessuna interruzione del Servizio di Assistenza Domiciliare”. 

L'assessorato alle Politiche Sociali, a tutela  dei soggetti fragili - anziani ultrasessantacinquenni - ha provveduto ad informare adeguatamente i fruitori del servizio e ad accompagnarli nelle procedure per l'ottenimento dei buoni servizio disabili ed anziani erogati dalla Regione Puglia, che andranno di fatto a garantire la prosecuzione del servizio reso agli anziani ed ai disabili dalle stesse cooperative che hanno espletato il servizio (SAD - ADI) in quanto iscritte al catalogo regionale dell'offerta.

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