Da campo equestre a parco urbano e archeologico. “Perché distruggere l’istituto ippico?”

L’avvocato Alessandro Silvestri si esprime in merito alla cessione dei suoli regionali al Comune di Foggia per ‘Campi Diomedei’. A Emiliano: “Perché vuole gettar via tutto questo per un parco urbano?”

Istituto Ippico, foto di Franco Cuttano da Panoramio.com

Il presidente nazionale della federazione italiana ‘Turismo Equestre Trec’, in merito alla questione del parco urbano e archeologico ‘Campi Diomedei di Foggia, scrive al governatore della Regione Puglia per ribadire la personale contrarietà alla realizzazione del progetto sullo storico campo equestre dell’IRIIP e alla “cessione trentennale di un suolo regionale ad uso comunale che penalizza fortemente tutto il mondo dell'equitazione, soprattutto quello meridionale”

Per l’avv. Alessandro Silvestri si tratta di “un campo equestre utilissimo per le funzioni istituzionali dell'IRIIP che fornisce servizi vitali a tutti gli allevatori, non solo pugliesi. Un campo equestre sempre pronto, all'occorrenza, ad ospitare grandi eventi ippici nazionali come nel 2011 quando in quel campo si svolse la gara di Cross-Country Fitetrec-Unire che vide la partecipazione di 60 binomi-atleti giunti da tutt'Italia. Una gara seguita da circa 7mila spettatori e diffusa con sevizi su Rai e articoli su tutti i giornali nazionali. Nel 2012, invece, si svolse la gara nazionale di Attacchi - antiche carrozze con pari risultato d'interesse”

Il presidente di Fitetrec Ante prosegue: “Non voglio entrare nel merito della qualità e della bellezza dell'opera ‘Campi Diomedei’ ma su ciò che si va a mortificare e distruggere. Sono certo che non vivendo l'equitazione (altrimenti non si spiegherebbe), le sarà sfuggito che il Regio Deposito Cavalli Stalloni di Foggia (IRIIP) ha una storia di uomini e cavalli gloriosa ed una collocazione urbana invidiabile. Una esclusività tutta foggiana e pugliese se si pensa ai circa 90 pregiati stalloni presenti, al museo delle carrozze, alle scuderie di altissimo livello e all'intera struttura progettata dal grande architetto Marcello Piacentini”.

E poi ancora: “Tra le tante, l'istituto ippico ha avuto il merito di aver operato per il riconoscimento della pregiata razza cavallina Murgese (cavallo preferito da Federico II) e della razza asinina di Martina Franca. Razze che oggi vedo piacevolmente anche su filmati di promozione turistica per far conoscere le meraviglie della Puglia a utile spesa della Regione che Lei governa. Due razze autoctone protette che non a caso furono dichiarate nel 1990 dal Ministero dell'Agricoltura razze in via di estinzione sottoposte a particolare tutela”.

L’avv. Silvestri evidenzia che “il lavoro di selezione coordinato dalla Regione Puglia, attraverso l'Istituto Incremento Ippico di Foggia, interessa una popolazione di circa 1800 fattrici, per la stragrande maggioranza ubicate in Puglia, la parte rimanente sull'intero territorio nazionale. La Fitetrec Ante ha sempre auspicato una maggiore attenzione politica sull'IRIIP e soprattutto dalla proprietaria Regione Puglia. Un Istituto degno di attenzione perché con il suo esclusivo Campo Equestre sempre pronto per le gare ippiche regionali, nazionali e non solo, di sicuro potrebbe far appassionare ed avvicinare le nuove generazioni al mondo del cavallo, che porta a vivere l'equiturismo, ad amare la natura, a rispettare e difendere l'ambiente”.

E sottolinea come “oggi più di ieri dove passano e stazionano cavalli e cavalieri tutto si ravviva (Regi Tratturi, Aziende Agrituristiche, Turismo interno, Fiere, Feste patronali etc. senza pause tutto l'anno) producendo benessere, lavoro e ricchezza in tutti i settori. Pur con questa mordente crisi, il bisogno di vivere più intensamente la natura, allontanarsi dal caos e dallo smog è sempre più sentito e la passione verso l'equitazione continua ad aumentare (solo chi ignora può pensare che l'uso del cavallo sia anacronistico)”.

Dalla sede romana il presidente prosegue: “Strutture come il complesso IRIIP di Foggia sono essenziali per una Federazione come la nostra che deve preoccuparsi a programmare corsi formativi per soddisfare il mercato che chiede validi e preparati tecnici di equitazione, giudici di gara, guide equituristiche, qualificati domatori, addestratori, istruttori, esperti maniscalchi, bravi veterinari ed ippoterapeutici. Ancor di più se la struttura é nello spopolato meridione. E' grazie al meraviglioso e vasto campo equestre dell'IRIIP che si sono potute svolgere gare nazionali a Foggia.

Silvestri tira fuori i numeri: “La continua crescita esponenziale dell'Ippica é provata dai dati della 117/a Fieracavalli di Verona che incredibilmente, anche in tempi di crisi , riesce costantemente a superare il proprio precedente record: più di 3.000 cavalli di 25 razze diverse; 750 espositori da 25 paesi; 350.000 mq di aree espositive; oltre 160.000 visitatori provenienti da 80 nazioni; l'intero settore ippico (discipline sportive, turistiche, di servizio e terapeutiche) conta nel 2015 circa 1,5 milioni di cavalieri (in più si presume ci siano circa 300-400 mila non censiti che vivono l'equiturismo in solitudine o in piccoli gruppi ); un giro d'affari di circa 2 miliardi di euro l'anno”.

Il presidente della Fitretec Ante lancia l’appello a Michele Emiliano: “Nel Meridione d'Italia tanta cultura, tanta passione ma poche strutture all'altezza della grande equitazione. Perché vuole gettar via tutto questo per un parco urbano? Lo storico Istituto Regionale Incremento Ippico Pugliese può ancora dare tanto e si presta anche ad essere l'università meridionale delle discipline ippiche. Tutto svanirà se all’istituto verrà strappato l'anima, e l'anima dell'IRIIP è proprio lo storico Campo Equestre (Parco delle giumente "pila e croce" già sulle mappe del '700) a favore di un costosissimo parco foggiano che, come già avviene in tutti i parchi urbani d'Italia, lo ritroverà sporco, vandalizzato ed infine abbandonato tra qualche anno per le troppe spese di manutenzione che un così incontrollabile maxi-parco richiede. Sono sicuro che ancora una volta dimostrerà la sua sensibilità evitando la scomparsa di una eccellenza pugliese”

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