Mi presento sono Massimo Curci, il “magnate” dell’editoria che vuole rilanciare le tv foggiane

Intervista al commercialista di Carapelle e nuovo patron di Teleradioerre. Da una scommessa al grande sogno di "un polo unico dell'emittenza privata locale". Parla anche Roberto Tarquinio

Massimo Curci

"Non ho alcuna velleità politica. Non ne capisco molto, per la verità, di politica. Al referendum costituzionale ho votato no. Ammiro le persone come Berlusconi. Ad ogni modo, il mio obiettivo non è politico. È esclusivamente sociale". A Foggiatoday Massimo Curci, presidente della Curci Communications srl e, da qualche giorno, nuovo patron di Teleradioerre, così mette a tacere le voci che lo vogliono in campo nel settore dell'editoria per interessi imminenti o futuri in politica.

48 anni, carapellese, di professione commercialista specializzato nel settore dei trasporti con studi anche a Milano e a Segrate, già impegnato nella scommessa Foggia Calcio (di cui ha acquistato il 50% delle quote), Curci sta facendo parlare di sé il territorio foggiano per l'imponenza delle operazioni chiuse negli ultimi mesi nel panorama dell'emittenza locale: ha acquistato il 50% di Teledauna ed il 100% di Teleradioerre; è sua Intv, nuovo progetto in quel di Carapelle che a breve potrebbe essere su lcn (e quindi sul telecomando di casa); eredita una intesa con Teleblu, rispetto alla quale auspica un "comune, lungo cammino", e sogna Telefoggia ("mai dire mai" si lascia andare).

Dinamico e intraprendente, Curci è un neofita del settore. Il che non sembrerebbe costituire un handicap, al contrario: le sue idee appaiono sin da subito molto ambiziose e mirano a fare le cose in grande. Supportato dall'esperienza di Roberto Tarquinio, suo amministratore di fiducia nelle aziende che man mano va acquistando, Curci sogna "un polo unico dell'emittenza privata locale", progetto più volte immaginato anche da altri e che potrebbe concretizzarsi proprio sotto la sua guida, candidandolo al titolo di tycoon dell'informazione televisiva locale. Il momento è importante, insomma. Lo abbiamo incontrato. E spiega i suoi "inizi" così.

Dottor Curci, non è un momento felice per l'editoria in Italia, men che meno a Foggia. Eppure lei decide di investire, mettendo sul tavolo anche bei soldini. Ci crede proprio tanto, evidentemente...

Ho fatto una scommessa con me stesso e con i miei amici. L'emittenza locale era spenta, priva di stimoli ormai. Incontravo spesso allo stadio un mio caro amico che lavora a Teledauna, Tonio Sepa. E lo vedevo perennemente preoccupato. Lavorava in condizioni precarie, soprattutto d'animo. Da lì all'incontro con la società di Gianni Di Carlo e Antonio  D'Antini il passo è stato breve.

Ci sta dicendo che tutto parte dalla volontà di soccorrere un amico?

Più o meno, sì. È chiaro che, successivamente, ho fatto una serie di mie personali valutazioni, si sono incastrate una serie di condizioni favorevoli ed ho verificato il potenziale economico del settore. Però sì, il mio interessamento parte da lì. Ho avviato una interlocuzione con la società nel 2015. A luglio scorso ne ho acquistato il 50% e l'ho affidata all'esperienza del mio socio in questa avventura, Roberto Tarquinio (oggi amministratore delle TV, ndr).

E poi?

E poi allargarsi è stata una scommessa. Tramite un altro amico, Lello Scarano, ho conosciuto Euclide della Vista e la sua realtà, Teleradioerre. Credo sia una delle più avanzate tecnologicamente sul territorio. Mi ha convinto, ho avanzato una proposta, abbiamo raggiunto l'accordo. Faremo cose belle con Teleradioerre. E sarà di supporto anche per le altre TV.

Quando parla di altre si riferisce anche alla neonata InTv in quel di Carapelle?

Quella è una sperimentazione che sto portando avanti con Enzo Croce e che presto trasferiremo negli studi di Teleradioerre. Avrà un suo lcn e trasmetterà le repliche di tutti i programmi che andremo a produrre sulle due televisioni principali, su modello dei canali nazionali.

Mi pare di capire che aumenterà la produzione di programmi televisivi. Ha già stilato un palinsesto?

Lo stiamo facendo. Non ci saranno solo informazione e sport. Penso a programmi di intrattenimento per varie fasce d'utenza e a format di approfondimento monotematici in collaborazione con il tessuto economico del nostro territorio. Col comune di Carapelle sto chiudendo un accordo per l'utilizzo dell'auditorium comunale, una bellissima struttura da 500 posti dove potremo allestire programmi di cabaret  e fare trasmissioni in diretta. Ragiono in grande, come vede. Il mio obiettivo è duplice: portare una ventata di novità nelle case dei telespettatori e offrire ossigeno e tranquillità economica ai miei dipendenti.

Servirà una squadra robusta per realizzare tutto questo.

Ci lavoreremo. Voglio continuare ad avvalermi della esperienza e della brillantezza di Euclide Della Vista che, da quando mi ha conosciuto, si è appassionato nuovamente al settore, ha ritrovato quella verve, quegli stimoli che forse molti editori avevano perso o stavano perdendo. Lui ha grandi qualità ed è per questo che gli affiderò il ruolo di direttore generale di tutte le TV. Accanto a me immagino anche Micky de Finis, che sto imparando a conoscere e che ritengo persona di qualità, ricca di esperienza e di stimoli.

Da Teleradioerre ha ereditato anche una intesa temporanea con Teleblu.

Si, ho conosciuto l'editore, Potito Salatto, mi sembra persona colta e disponibile. Con lui ho instaurato un buon rapporto. Oggi ha deciso di tornare a "casa sua", di restituire a Teleblu autonomia, di farla crescere. E noi lo aiuteremo.

Qui nessun progetto di acquisto, neanche parziale, dunque.

Stiamo gettando le basi per costruire progettualità comuni.

Mancherebbe, a questo punto, solo Telefoggia. Perdoni la battuta ma neanche tanto considerata la sua ambizione.

Mai dire mai nella vita.

Vuole dire che ha preso contatti anche con Gianni Mongiello?

Si, ma è presto per parlarne.

E ci dica, le due TV allo stato lavorano in luoghi differenti. Lascerà inalterato lo status quo o immagina di riunirle sotto lo stesso tetto?

Stiamo in trattativa con Gianni Di Carlo, ho intenzione di acquistare un suo locale e di portare tutto all'interno di un unico stabile. Sono certo che con l'amico Di Carlo troveremo un buon accordo.

Anche il nuovo stabile, quindi.

Guardi, so perfettamente che ci si chiede oggi come e perché Curci faccia tutto questo. Glielo dico io: sono una persona che nella sua vita ha sempre lavorato sempre duramente. Da mattina a sera, da Nord a Sud. Ed oggi, se posso permettermi di sognare in grande e di restituire vitalità ad un settore al quale mi appassiono sempre di più, devo dire grazie solo a due persone: a mio fratello Nicola, che collabora con me, e a mia moglie, Annarita, che mi è stata sempre vicino. Nessun altro. Sia chiaro.

Roberto Tarquinio, lei annuisce. Conosce il dottor Curci da molto tempo?

Per la verità non da moltissimo ma da un tempo sufficiente per fidarci professionalmente e umanamente l'uno dell'altro

Per lei è un ritorno, Curci l'ha scelta anche per il suo passato di editore, tra l'altro  roprio a Teleradioerre.

Si, ne sono stato il proprietario negli anni 1987-1988 e 1994-1995.  Il vantaggio, quando hai già fatto TV, è che non parti da zero.

Da nuovo amministratore, si è fatto già un'idea, una agenda di lavoro?

L'obiettivo per singola emittente è risanare, rimettere ordine, anche se qui a Teleradioerre non ce n'è un gran bisogno. Abbiamo trovato le cose in regola, ben fatte. E poi arricchire il palinsesto per incrementare gli introiti pubblicitari. La TV avrà un profilo "nazionalpopolare" ma con nicchie di qualità.

Comprende bene che il panorama in cui si inserisce l'informazione televisiva oggi è diverso da quello di trent'anni fa. Oggi c'è la concorrenza spietata del web. Anche questo avrebbe contribuito, secondo gli analisti, al crollo della fruizione delle TV. Non vi spaventa questo?

Fino a qualche tempo fa ne ero convinto anche io. Oggi non più. Credo che la televisione abbia ancora un ruolo fondamentale. Bisogna solo studiare le giuste formule, i giusti programmi, un nuovo modo di fare informazione. Ci stiamo lavorando. Altrimenti sarebbe un investimento inutile. E posso garantirle che non siamo così folli.

Altra contestazione che si muove alla informazione odierna è quella di essere per la gran parte schierata, non libera. Da Teleradioerre e Teledauna cosa dobbiamo aspettarci?

Curci glielo ha chiarito ad inizio intervista: non ha velleità politiche e non parteggia per alcun schieramento politico. È consapevole che per restare credibili dobbiamo essere obiettivi ed oggettivi, solo così diventeremo strumento valido di informazione. E con me ha sfondato una porta aperta, perché anche io ritengo che sia l'unica strada.

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