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Internalizzazione, Usb festeggia “un risultato atteso da 10 anni” e avverte: “Vigileremo su chi farà di tutto per bloccare l'iter”

Manifestazione dell'Unione Sindacale di Base davanti alla sede della Asl per supportare le istituzioni all'indomani della delibera che dispone l’avvio del procedimento di affidamento a Sanitaservice

 

118, dopo il via libera della Regione all’internalizzazione dei dipendenti delle postazioni della provincia di Foggia gestite da associazioni di volontariato, nella giornata di ieri la Asl Foggia ha firmato la delibera che dispone l’avvio del procedimento di affidamento a Sanitaservice delle residue postazioni del servizio di Emergenza Urgenza, 19 in tutto.

Una notizia accolta con estrema soddisfazione dall’Unione Sindacale di Base, che in mattinata ha manifestato davanti alla sede della Asl di Foggia. “Una manifestazione di supporto”, spiega a FoggiaToday Santo Mangia (Esecutivo Usb Foggia), e non di protesta, ma con un messaggio significativo alla Asl e alla Regione affinché velocizzino il percorso per risolvere una problematica in essere da oltre dieci anni: “Le istituzioni ci sono venute incontro e soprattutto sono venute incontro ai lavoratori che da decenni offrono un servizio utile alla cittadinanza, ma per anni sono stati vessati, intimiditi e pagati male”.

La presenza di Usb si fa sentire anche adesso, malgrado il timore che si ripeta quanto avvenuto dieci anni fa (“Quando tutto sembrava fatto”) è del tutto scongiurato, “ma ora ci troviamo a ribadire cose che si potevano risolvere dieci anni fa”, spiega Mangia.

Tuttavia, c’è chi potrebbe guardare alle internalizzazioni come l’inizio della fine, ovvero le associazioni convenzionate con la Asl, presso la quale lavoravano gli operatori in attesa di stabilizzazione: “Adesso la nostra presenza deve essere costante. Rimaniamo della convinzione che intorno alla storia dell’internalizzazione ci sia un mondo che gira al contrario - conclude Mangia -. Le aziende, le cooperative e le associazioni che perdono un servizio faranno di tutto affinché non cambi niente, questo non ce lo possiamo permettere”.

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