Crisi settore bancario: a Foggia il segretario nazionale Calcagni, 35 famiglie ancora senza futuro

La Fisac CGIL ha organizzato un incontro con i lavoratori e il neoeletto segretario nazionale della federazione. Prima del dibattito Calcagni incontrerà i lavoratori di Apulia Prontoprestito

Il decennio di crisi economica globale ha avuto un pesante impatto anche nel mondo del credito, in termini di riduzione dei livelli occupazionali e di taglio del costo del lavoro.

Il dissesto di alcune banche a rilevanza nazionale e la situazione di difficoltà in cui versano ancora adesso altri istituti creditizi, anche della nostra regione, hanno interessato l’intera collettività.

Il settore, inoltre, è interessato da una profonda trasformazione, dovuta principalmente agli impatti della digitalizzazione e della multicanalità, che ha portato ad un ridimensionamento significativo delle reti, con la chiusura di numerosi sportelli.

La Fisac CGIL di Foggia, l’organizzazione sindacale che riunisce i dipendenti delle aziende del settore finanziario, ha organizzato un incontro – dibattito con i lavoratori, alla presenza di Giuliano Calcagni, neoeletto Segretario Generale Nazionale della federazione, per discutere sulle prospettive del settore finanziario alla vigilia della presentazione della piattaforma di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti delle aziende aderenti all’ABI.

L’assemblea si terrà il pomeriggio di venerdì 29 marzo, dalle ore 14.45, alla sala conferenze della Camera del Lavoro di via della Repubblica in Foggia.

Parteciperanno al dibattito anche Lia Lopez, Segretaria regionale della Fisac; Maurizio Carmeno, Segretario provinciale confederale della CGIL di Foggia; Gaetano Errico, Segretario di coordinamento della Fisac della Banca Popolare di Bari; Raffaella De Palma dell’Esecutivo Nazionale Donne della Fisac e Giovanni Di Monte, Segretario provinciale di Foggia dell’organizzazione sindacale.

Prima del dibattito il segretario generale incontrerà i lavoratori di Apulia Prontoprestito, la società di San Severo facente parte del fallito gruppo Veneto Banca che non è rientrata nell’operazione del c.d. “decreto salva banche”. A differenza dei colleghi della controllante Banca Apulia, ora confluita nel gruppo Intesa Sanpaolo, i 35 dipendenti di Apulia Prontoprestito, a distanza di quasi due anni da quella operazione, non hanno ancora certezze sul loro futuro lavorativo.

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