Gino Lisa, ora si fa sul serio: il 2020 potrebbe essere l'anno della svolta (e intanto procedono i lavori)

Step by step, lo stato dei lavori spiegato in maniera semplice ai nostri lettori. E' legittimo supporre che il 2020 possa essere l'anno buono per tornare a volare. Le elezioni regionali potrebbero dare il giusto impulso

"Le procedure amministrative riferite agli espropri sono state completate e Aeroporti di Puglia è entrata in possesso delle aree necessarie alla cantierizzazione delle opere”. Così ufficialmente Adp. Ed era questo un passaggio cruciale della datata questione Gino Lisa che si avvia, pare stavolta concretamente, a realizzare il tanto dibattuto e combattuto progetto di allungamento della pista, e quindi a volare. Presumibilmente entro la fine dell’anno prossimo. Ma andiamo con ordine, spiegato in maniera quanto più semplice possibile ai nostri lettori.

I prossimi step saranno la bonifica da ordigni bellici delle nuove aree acquisite e ricadenti nella zona di prolungamento della pista, operazione particolarmente delicata per la presenza, numerosa, di residui di guerra nel sottosuolo dauno; la realizzazione della bretella di collegamento tra via Castelluccio e via Camporeale (area già sottoposta a bonifica), per cui il Comune di Foggia ha già dato parere favorevole; quindi l’approvazione del progetto esecutivo da parte di Enac, i cui tempi – rassicurano da Bari- saranno abbastanza rapidi, per cui è legittimo ipotizzare che la stessa possa perfezionarsi entro la fine del mese di ottobre”.

Ottenuto il via libera Enac, il “cuore” dei lavori potrà partire. Il cronoprogramma dato all’impresa aggiudicataria dell’intervento prevede una durata di 294 giorni. Dieci mesi circa. Per dare impulso alle lavorazioni, fanno sapere sempre da Adp, si dovrà procedere con la chiusura totale dello scalo.

Se la tabella verrà rispettata senza intoppi di sorta, è fondato supporre che prima della fine del 2020 Foggia avrà il suo “nuovo” scalo. A quel punto, però, per evitare che resti una cattedrale fortemente voluta ma nel deserto, bisognerà aver dato concretezza al piano industriale e imbastito accordi con le compagnie aeree. Da questo punto di vista, Adp fa sapere che ci si sta già muovendo: “Si sta sondando il mercato – dicono-, anche se tale azione deve tener conto della tipologia di aeromobile che potrà essere utilizzato su Foggia e della valutazione della sostenibilità economica dei possibili collegamenti. Sul portale di Aeroporti di Puglia è pubblicato l’avviso  in materia di aiuti alle compagnie aeree – così come previsto dalle norme comunitarie – e rivolto a tutti i vettori e a tutti gli scali (Foggia e Grottaglie inclusi)”. Si vedrà. Una cosa è certa: il SIEG diventa una grande opportunità in termini di costi e pare che neanche Adp voglia farsela sfuggire.

Per ciò che concerne, invece, la creazione dell'hub di Protezione civile, come da indirizzo politico di Michele Emiliano, “sono stati già allocati sullo scalo alcuni uffici e spazi logistici e sono in corso ulteriori attività finalizzate allo sviluppo delle ulteriori infrastrutture necessarie al potenziamento delle attività dell’Istituto”. Che sia la volta buona? Tenuto conto che anche su questo terreno si giocheranno le imminenti elezioni regionali nel foggiano, pare di sì.

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