“Al Don Uva cambia l’orchestra ma la musica è la stessa”

I sindacalisti Capozzi e Di Gemma chiedono spiegazioni a Universo Salute circa le nomine, i fisioterapisti e il caso scabbia

Il Don Uva di Foggia

Ad Achille Capozzi e Antonio Di Gemma, rispettivamente segretario territoriale FSI-USAE e coordinatore provinciale USB, non convince il nuovo corso del Don Uva e quel cambio di rotto auspicato ma, a loro dire, mai avvenuto: “Aumentano i ricavi ma non si è visto un miglioramento nei servizi”

I dubbi sulle nomine

Scrivono Capozzi e Di Gemma: “I sindacati non hanno mai cercato di sostituirsi ai proprietari ma hanno cercato di avere chiarimenti circa alcuni comportamenti che hanno destato qualche perplessità. Non ci spieghiamo come si possa nominare direttore di area un medico generico quando sono presenti in struttura molti medici specialisti più qualificati, né tra l’altro, come si pretendano competenze organizzative, da medici che finora si sono occupati solo di clinica”

E ancora: “Quello che le organizzazioni sindacali hanno sempre richiesto è di conoscere i criteri utilizzati per le nomine dei direttori di area, per quelle dei coordinatori di area e dei coordinatori di attività. Un imprenditore di successo in un’opera di efficientamento dell’azienda non può che adottare un sistema meritocratico, basato su titoli di studio, di carriera ed anzianità di servizio.

La questione fisioterapisti

I due sindacalisti aggiungono: “Ad oggi sono stati effettuati spostamenti di personale, alcuni tra diverse aree, senza specificarne la motivazione che risulta essenziale a garanzia della liceità dello stesso. In una comunicazione del 9 gennaio Universo Salute sta valutando la possibilità di adottare per i fisioterapisti un orario lavorativo strutturato su sei giorni lavorativi dal lunedì al sabato con quattro rientri pomeridiani che porterebbe solo un peggioramento della qualità dei trattamenti riabilitativi. Un orario del genere non sarebbe sostenibile per nessuna famiglia e porterebbe in molti a ridursi l’orario da full-time a part-time non riuscendo a sostenere più economicamente il proprio nucleo familiare.  Quindi, Universo Salute, che ha sempre sostenuto di aver acquistato l’ente salvaguardando il personale non sarebbe coerente con quanto aveva promesso”

Il caso scabbia

“Inoltre – incalzano – né i parenti che ogni giorno fanno visita ai degenti, né il personale dell’Ente è stato messo a conoscenza dell’emergenza scabbia delle scorse settimane. Vorremo sapere che organizzazione è stata attuata per affrontarla, capire se nella circostanza il reparto sia stato opportunamente potenziato nell’organico, se ai lavoratori che hanno contratto la scabbia sia stato riconosciuto l’infortunio sul lavoro e se i farmaci acquistati dai lavoratori per la profilassi saranno rimborsati dall’azienda”

Capozzi e Di Gemma concludono: “Fiduciosi che con l’arrivo di Universo Salute siano finalmente finiti i tempi dei favori agli amici e ai politici, e si stia ripristinando un clima di trasparenza e correttezza dove la nuova proprietà darà a breve tutte le risposte alle nostre perplessità”

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