Ataf, i lavoratori 'aspettano e sperano': che fine hanno fatto i soldi "sacrificati" per risanare l'azienda?

I sindacati: "Intollerabile che la sciatteria amministrativa che ha prodotto il mancato introito delle somme derivanti dalla gestione della sosta tariffata, si sia ricorso alla decurtazione dei salari per far quadrare i conti"

Immagine di repertorio

I dipendenti Ataf aspettano e sperano. Aspettano di rientrare in possesso delle somme decurtate dai loro salari per risanare le casse dell'azienda, e sperano che le promesse fatte in questi anni vengano mantenute. "Sono trascorsi, ormai, oltre due anni dalla decurtazione illegittima di parte del salario dei lavoratori Ataf sacrificato sull’altare del risanamento dell’azienda. Seppure in presenza di avvenute conciliazioni tra i dipendenti e la Società, in cui si stabilivano tempi certi per la restituzione e l’ammontare delle somme, i dipendenti ATAF sono ancora in attesa di ricevere quanto dovuto", puntualizzano le sigle sindacali che seguono le vicende dell'azienda del trasporto cittadino. 

"I lavoratori, anche al fine di venire incontro alle esigenze dell’azienda e della proprietà, hanno rinunciato a produrre ricorsi ed atti ingiuntivi, confidando nella favorevole soluzione della vicenda e nelle assicurazioni ricevute dal Sindaco di Foggia nel corso di ripetuti incontri. Ma adesso basta - alzano la voce i sindacati.- I termini della conciliazione sono abbondantemente scaduti, il Sindaco di Foggia nell'ultimo incontro avuto con i sindacati, dichiarò che la Delibera per lo stanziamento di queste somme sarebbe stata approntata a giugno e la successiva liquidazione sarebbe avvenuta il mese successivo (luglio 2018)".

"Nel frattempo, la delibera per la restituzione di queste somme in Consiglio Comunale è stata approvata, il sindaco, anche su alcuni siti di informazione locale, ha dichiarato che la situazione sarebbe stata risolta come promesso, ma a noi lavoratori con la busta paga di luglio non è giunta alcuna restituzione, e ad oggi, non sappiamo quando e se questa restituzione ci sarà. Siamo stanchi di promesse e dichiarazioni di facciata che non producono effetti sulla condizione dei dipendenti ATAF. Non è da dimenticare, inoltre, la vicenda Protect, ossia la gestione degli incassi dei parcometri (svelata da FoggiaToday). Per quanto ne sappiamo, è una storia denunciata da anni e concomitante con le decurtazioni dei nostri stipendi".

"E’ davvero intollerabile che a fronte ad un caso di sciatteria amministrativa che ha prodotto il mancato introito di somme rilevantissime derivanti dalla gestione della sosta tariffata, si sia dovuto ricorrere alla decurtazione dei salari dei lavoratori ATAF per far quadrare i conti aziendali. Una circostanza che, da sola, dimostra l’inadeguatezza dell’amministrazione Societaria e le responsabilità politiche della proprietà.  Alcuni mesi or sono, c’è stato un incontro in Prefettura tra sindacati, management aziendale e proprietà. In quella occasione, il sindacato ha chiesto esplicitamente chiarimenti sul futuro di ATAF e sulle strategie che proprietà e azienda intendevano mettere in atto. Anche in quella occasione, l'Assessore Amorese, presente in qualità di rappresentante della proprietà, ha garantito la restituzione dei soldi decurtati in busta paga".

Nel corso del medesimo incontro, inoltre l’Assessore Amorese assicurò le organizzazioni sindacali smentendo l’esistenza di  una Delibera di Giunta per l’affidamento a terzi di parte del servizio svolto da ATAF dichiarando altresì,  in accordo con il management, l’intenzione di i partecipare ad un secondo bando di gara per il rinnovo del parco rotabile e la disponibilità da parte della Proprietà di destinare somme di denaro per la rimessa in vigore dei mezzi fermi al deposito. "Ad oggi, soldi non ne abbiamo visti, c’è un atto già messo nero su bianco dal quale si evince la volontà della Giunta Comunale di affidare  a terzi il servizio suburbano di ATAF, inoltre nutriamo forti dubbi per  quel che concerne la partecipazione al  bando di gara per l’acquisto di nuovi mezzi, perché privi di innumerevoli requisiti, a questo punto ci chiediamo, a che gioco stanno giocando?"

"Dal 2016, l'azienda ha fortemente voluto la firma di un accordo, da loro definito “anti-assenteismo” , accordo fortemente penalizzante per il lavoratore, accordo nel quale si prevede anche la decurtazione delle indennità per chi subisce infortuni sul lavoro, eppure, i lavoratori ancora una volta hanno dato prova di maturità, sottoscrivendo questo accordo, che secondo le stime, solo aziendali, ci avrebbe permesso recuperare infinite risorse. Ci hanno chiamati bombaroli, ci  hanno bacchettato con i peggiori epiteti, eppure, ogni mattina le officine, rattoppano come meglio possono i mezzi, ormai da portate allo scasso, consegnandoli agli autisti, che effettuano il servizio di linea rischiando in proprio con mezzi pericolosi, pur di offrire all'utenza un minimo di servizio".

"Nonostante tutto questo, nonostante gli immensi sacrifici e restrizioni a cui è stato ed è sottoposto il personale ATAF , la luce in fondo al tunnel ancora non riesce a scorgerla, anzi, nessuno ha detto che al danno si è aggiunta la beffa perché, nel frattempo,  ai lavoratori ATAF,  vengono negati anche  i buoni pasto. Buoni pasto che sono parte integrante del fatidico accordo “anti assenteismo" fortemente voluto  dall'azienda, che, non fa scappare una sola decurtazione, ma allo stesso tempo, non si preoccupa di rimpinguare le scorte dei buoni pasto per tempo, privando i lavoratori di una importante fetta di salario, quantificabile fino a 120 euro pro capite al mese. Siamo in attesa che qualcuno ponga fine allo scempio che si sta perpetrando nella nostra azienda".

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