Con i versi di una poesia CONFuturo bacchetta la Fiera di Foggia

Ottobre Dauno, come cadono avvizzite le foglie sugli alberi di un buio autunno. Talvolta, si ha il dovere di osare per cambiare. Soprattutto quando, in ottobre, non sono solo le foglie a cadere avvizzite

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Se è vero che la poesia è l'arte di usare, per trasmettere un messaggio, il significato semantico delle parole insieme al suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi, CONFuturo ha pensato di dedicare alcuni versi alla Fiera di Foggia.

 

Ottobre Dauno, come cadono avvizzite le foglie sugli alberi di un buio autunno.

 

Un tempo, era l'artigianato il principe dorato di una manifestazione fieristica che non ha più il sapore antico del ferro battuto, ne quello moderno di una campionaria dei convegni delle parole a vanvera e delle intenzioni fallite.

 

Oggi, l'Ottobre Dauno, raccoglie malamente una eredità di un passato scomparso, scomponendosi senza trovare il filo giusto, quello che porta al futuro.

 

Certo, una città ormai allo sbando in senso culturale, sociale e produttivo, non è mordente e spinta sufficiente ad andare oltre, a cercare altro.

 

Certo, una economia a vocazione agricola che non si implementi con una ricerca universitaria che non sia testardamente innamorata del territorio che la accoglie, non coglie le interazioni giuste.

 

Eppure, forti segnali dalle “bollicine sanseveresi” andavano colti. Eppure, mono vitigni del valore vinicolo e storico come il il Nero di Troia andavano accompagnati, non estirpati. Eppure, olivi secolari non andavano immigrati. Eppure, arti storiche come quelle della pasta fresca fatta in casa e del pane e dei taralli fatti a mano, andavano ripercorse. Eppure, eventi come la Festa delle Baccanti, poi mutati dall'oscurantismo medioevale, andavano riscoperti. Eppure, una grande storia federiciana andava ricordata.

 

E se la grande celebrazione teutonica della birra cade giusto in ottobre e la vinificazione dei vini pugliesi anche, perché non creare un evento internazionale basato sul vino e sulla sua degustazione assimilabile alla magnifica Oktoberfest tedesca?

 

E se ottobre e dauno si coniugano benissimo con il periodo del mosto e del vino, perché non dare vita ad una manifestazione fieristica che ripercorra parallelamente alla degustazione dei vini, anche una loro allegorica rappresentazione teatrale, culinaria e storica?

 

E se agricoltura si coniuga con produttività, perché università no? E se Dio ci ha fatto dono della intelligenza, perché taluni si ostinano a farne a meno? In Vino Veritas? E' nel vino la Verità?

 

Sì, soprattutto in ottobre, quando la scena si apre e la verità di una decadenza pesante si offre al costo di una mera fiera commerciale, al posto di una vera e propria fiera campionaria.

 

Talvolta, si ha il dovere di osare per cambiare. Soprattutto quando, in ottobre, non sono solo le foglie a cadere avvizzite.

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