Grano, in otto mesi il prezzo è sceso da 34 a 25 euro: "Rischi per il comparto"

In 8 mesi, il prezzo è sceso da 34 a 25 euro al quintale con un ribasso del 30 per cento. Ferrandino: "La strategia della svalutazione, nel medio periodo, può ritorcersi contro chi la sta attuando"

Immagine di repertorio

Il prezzo del grano è sceso ancora. Il rischio è un peggioramento strutturale del mercato, con conseguenze negative sulla qualità del prodotto e sulla sostenibilità degli investimenti da parte dei produttori”. E’ Michele Ferrandino, coordinatore di Agrinsieme Foggia (il coordinamento che mette insieme CIA-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare e Copagri), a tornare sulla corsa al ribasso che sta caratterizzando il prezzo del frumento duro.

L’ultima rilevazione della borsa del grano di Foggia – che verifica le contrattazioni del settore della settimana precedente - ha fissato la quotazione in 25 euro al quintale, con una ulteriore diminuzione di 50 centesimi. Dalla scorsa estate, il valore del grano duro è diminuito di oltre il 30 per cento, passando da 34 euro all’attuale quotazione, con un taglio di 9 euro. “Siamo arrivati a un livello per cui è impossibile coprire i costi di produzione”, ha aggiunto Ferrandino.

“La controparte deve spiegarci qual è la strategia che sta determinando questa corsa al ribasso. Se realmente ritiene possibile che il mercato e tutto il sistema produttivo del grano riesca a reggere a lungo una situazione simile. Noi di Agrinsieme pensiamo di no. Lo pensano gli agricoltori. Per avere una produzione di qualità sono necessari cura, lavoro e investimenti. Per fare gli investimenti, però, è fondamentale che i produttori vedano assicurata una redditività sufficiente a giustificare i loro sforzi”. Da molte settimane, le organizzazioni agricole stanno monitorando con preoccupazione crescente le dinamiche relative al prezzo del grano duro. Si tratta di una coltura importante per la Capitanata.

La provincia di Foggia riesce a esprimere numeri e qualità che poche altre zone in Italia e nel mondo possono vantare. In questo settore specifico, come in altri del comparto agroalimentare, la Daunia unisce tradizione, innovazione, condizioni micro-climatiche ideali, un’esperienza e una professionalità che hanno sempre garantito un livello qualitativo di assoluta eccellenza. “Tutto questo ha un valore inestimabile e non possiamo accettare che sia messo a rischio da una strategia dannosa, nel medio periodo, per tutti i soggetti del mercato, dunque anche per chi oggi si illude di acquisire vantaggi dal crollo dei prezzi”, ha concluso il coordinatore di Agrinsieme Foggia.   

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