Coronavirus, l'ex Sofim ferma la produzione: blocco agli impianti e dipendenti in cassintegrazione

L'emergenza Coronavirus ha comportato un calo drastico della richiesta, causando la decisione di chiudere fino al 17 maggio. Tuttavia, gli impianti non resteranno fermi del tutto. C'è la possibilità di chiamate per lavori straordinari

Blocco della produzione, aziende che chiudono per settimane e lavoratori in cassintegrazione. Tra queste c'è la ex Sofim, che da domani fermerà la produzione fino a metà maggio. 

Gli effetti del Coronavirus non hanno risparmiato neppure la Fpt Industrial di Foggia, fabbrica di motori per veicoli commerciali. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, l'azienda aveva provato a proseguire l'attività anche nel pieno della bufera sulle misure di protezione dei lavoratori. Ma dopo l'intesa raggiunta con i sindacati, si è giunti alla decisione di fermare la produzione per un periodo di circa due mesi: i cancelli riapriranno il 17 maggio. 

L'ex Sofim ha continuato la produzione per completare gli ordini del Fuso, il motore venduto ai giapponesi, e con il primo decreto, si era proceduto per un primo stop tra il 13 e il 16 marzo scorsi. Martedì, la ripresa dei lavori, con il rispetto delle nuove prescrizioni in materia di sicurezza, scaturite da un accordo tra azienda e sindacati, che prevedevano spazi più ampi negli spogliatoi (per garantire la distanza di oltre un metro tra i lavoratori), pulizia dei servizi igienici ogni quattro ore, sanificazione dello stabilimento, e obbligo di permanenza all'interno dei tir per gli autotrasportatori durante le operazioni di carico e scarico. L'azienda si era anche fornita di termoscanner agli ingressi per tenere costantemente sotto controllo la salute dei dipendenti. 

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Ma a partire da domani ci sarà lo stop prolungato, dovuto a un considerevole calo delle richieste, conseguenza diretta dell'emergenza Coronavirus. Resteranno a casa, dunque, circa 1800 dipendenti, che andranno in cassintegrazione fino al 17 maggio. Eppure, si legge nell'articolo, gli impianti non resteranno completamente fermi: la direzione si riserva la possibilità di richiamare il personale necessario "in relazione alle esigenze tecniche, organizzative e di sicurezza degli impianti, nonché alle necessità produttive". 

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