Sul Gargano 'Auf Wiedersehen' ai tedeschi. Balneari foggiani disperati: "No ai lidi come reparti ospedalieri"

Salta, per il momento, l'allestimento di villaggi, campeggi e spiagge. Morale degli imprenditori a terra. C'è ancora incertezza sulle manutenzioni e si attende l'interpretazione autentica del Dpcm. Sib: "Dal governo per noi zero"

"Gli stabilimenti sono, per antonomasia, luoghi di socializzazione, di incontro, di abbracci, di risate e di gioia. Non è immaginabile uno stabilimento balneare come un reparto ospedaliero. Ma è possibile andare in un lido e non giocare con il vicino di ombrellone, non scherzare, non farsi un tuffo, girare con le mascherine? Sembrerebbe veramente una cosa molto ridicola". È tranchant Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sindacato Balneari di Confcommercio che ricopre anche l'incarico di presidente Sib per la provincia di Foggia. Controcorrente, smonta come un castello di sabbia la pensata degli ingressi contingentati nei lidi, dei lettini distanziati e dei dj set annullati per evitare assembramenti, cartolina dell'estate anticovid19. È un'utopia. "Sono pure fantasie, anche interessanti, se vogliamo, per impegnare il proprio tempo. Senza prescrizioni precise da parte dell'autorità sanitaria sono esercitazioni di fantasia. Al momento è prematuro immaginare cosa sarà". Per ora vede da lontano gli ombrelloni. Il morale degli imprenditori balneari è a terra. E Auf Wiedersehen ai tedeschi.

Quali sono gli umori, cosa le riferiscono gli associati della provincia di Foggia?

Gli umori sono neri. C'è una grande paura per il futuro. Questo è il periodo in cui, già dagli inizi di marzo, gli stabilimenti balneari erano in attività per allestire le spiagge, preparare i campeggi e i villaggi turistici del Gargano. È tutto lavoro saltato. Saremmo stati già nella fase avanzata per essere pronti la settimana prima di Pasqua ad accogliere i turisti italiani e stranieri il lunedì di Pasquetta. Sul Gargano abbiamo un turismo estero dalla Germania che arriva sia per le vacanze pasquali che a maggio, nel periodo della Pentecoste. E poi naturalmente c'è la grande preoccupazione per l'estate. Gli associati sono tutti disperati, non poter andare neanche a pulire la spiaggia è un'amputazione non solo economica ma anche psicologica. Sono persone abituate da decenni ad andare in questo periodo a pulire, a dipingere le cabine, a montare i giochi, e adesso sono chiuse in casa, come tutti, agli arresti domiciliari.

Il Comune di Vieste ha autorizzato le manutenzioni. Nel resto della Puglia gli stabilimenti possono effettuare questi lavori?

Sembrerebbe di no. C'è un'incertezza sulle attività dell'allegato 1 del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 22 marzo. I lavori edili codice Ateco 42 sono ammessi. Per cui, anche altri Comuni come Chioggia hanno autorizzato questo tipo di interventi. Sabato mattina ho chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri un'interpretazione e stamattina ho presentato analoga richiesta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e ho sollecitato indicazioni chiare, perché in Romagna c'è stata un'autorizzazione generalizzata e in altre parti d'Italia no. In uno stabilimento balneare, a differenza di qualsiasi altra attività, non è che si alza la serranda e si apre o si gira un interruttore e si riparte, bisogna fare tutta una serie di lavori che durano anche mesi, di montaggio, di livellamento, di collocazione delle attrezzature. È un lavoro lungo e complesso. Per cui per essere pronti a giugno, bisogna partire due mesi prima.

Avremo un'estate al mare?

Gli stabilimenti balneari sono sorti all'inizio dell'Ottocento per ragioni sanitarie, perché con l'affermarsi della rivoluzione industriale si erano diffuse la tubercolosi e le altre malattie respiratorie. I medici di allora consigliavano di andare al mare. Gli stabilimenti balneari successivamente sono diventati dei luoghi dove ci si diverte, di rigenerazione psichica. Dopo un lungo inverno non si vede l'ora di andare al mare per incontrare gli amici di sempre, per giocare, scherzare, ridere, e tra l'altro il periodo più bello in assoluto, e l'ho sempre detto, è questo, aprile-maggio, perché le giornate sono lunghe, non fa molto caldo, non c'è molta gente. Questa pandemia sta togliendo al popolo italiano e al resto del mondo il periodo più bello che è la primavera. Speriamo, ci auguriamo, che non ci tolga pure l'estate, però le notizie che al momento abbiamo non sono positive. Assistiamo ad un contenimento ma non c'è ancora il superamento di questa epidemia.

Le perdite ci saranno comunque?

Sicuramente. Già il turismo straniero ha un peso notevole, si calcola rappresenti circa il 50% delle presenze. Il Gargano in modo particolare vive soprattutto grazie al turismo tedesco, pensiamo ai campeggi di Vieste, Peschici, Mattinata. L'assenza del turismo tedesco costituirà già un grande danno. E quando qualcuno ipotizza la sostituzione della domanda estera con quella interna, con l'impoverimento generale, mi chiedo come sia possibile ipotizzare vacanze di gente che magari avrà perso il lavoro e non avrà nessuna voglia, nessuna possibilità anche economica, non potrà permettersi la vacanza ad agosto. È un momento duro. Per quanto possiamo sforzarci di nutrire speranze, dobbiamo anche essere realisti.

Sono previsti interventi del governo e della Regione per gli imprenditori balneari?

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Per gli stabilimenti balneari ancora zero. È vergognoso che a livello nazionale non si sia aperto un tavolo specifico per quanto riguarda la balneazione considerata la rilevanza di questo settore. Su 430 milioni di presenze dell'anno scorso un terzo riguardano la costa. Il problema è che adesso siamo ancora agli annunci, ma non c'è nulla di concreto. La Regione Puglia tra l'altro ha una importante dotazione finanziaria per essere una delle regioni che rientrano nell'Obiettivo 1. Il problema è investire le risorse, superare gli ostacoli burocratici della spesa. Abbiamo bisogno di non essere vessati finanziariamente, non siamo nelle condizioni di poter pagare tasse. Su questo la Regione ha pochi margini. Per esempio, per quanto riguarda i canoni interviene solo per il 10%. Potrebbe anche eliminare quel 10% del canone ma il problema è soprattutto quello di immaginare delle risorse con destinazione specifica che possano essere utilizzate per la ripartenza. E la ripartenza non sarà immediata.

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