Il Tar respinge il ricorso di Riccardi: la presidenza del Consorzio Asi è inconferibile

Sentenza n. 7699. I giudici hanno respinto quanto esposto dai legali difensori del sindaco di Manfredonia, Guido Anastasio Pugliese e Marcello Anastasio Pugliese

Il TAR del Lazio ha bocciato il ricorso del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi contro l’inconferibilità della carica di presidente del Consorzio ASI, come da sentenza Anac n.453/2018.  "Tutte le descritte questioni di incostituzionalità prospettate dalla difesa del Consorzio sono manifestamente infondate e non rilevanti" scrivono i giudici, che compensano le spese di giudizio fra le parti.

Il pirmo cittadino di Manfredonia aveva annunciato che avrebbe lasciato la presidenza in caso di esito negativo del ricorso. Tutto ruota attorno al suo ruolo di sindaco di un ente aderente al Consorzio con popolazione superiore ai 15mila abitanti.

Si legge in conclusione di sentenza: "La asserita incostituzionalità delle stesse norme, nella parte in cui legittimerebbero poteri d’ordine dell’ANAC nei confronti di enti rispetto ai quali non sussiste una relazione interorganica, è manifestamente infondata e non è rilevante dal momento che i poteri riservati dalla legge all’ANAC sono stati compiutamente inquadrati dal Consiglio di Stato e ne è stata espressamente esclusa la valenza di potere “d’ordine”.

La lamentata incostituzionalità dell’art. 7, comma 2, D.Lgs. 39/13, nella parte in cui prevede che le fattispecie di inconferibilità riguardino anche chi ricopre funzioni di rappresentanza senza poteri gestori, oltre che infondata è questione non rilevante nel presente giudizio, essendo stato acclarato che il Presidente del Consorzio ASI Foggia è dotato di poteri di gestione.

Infine non è ravvisabile né è rilevante la dedotta questione di incostituzionalità degli artt. 15 e 16 D.Lgs. 39/13, nella parte in cui consentirebbero che l’ANAC accerti o dichiari la nullità degli incarichi conferiti dagli enti locali negli organi di rappresentanza dei consorzi ASI: invero, da una parte la nullità è comminata direttamente dalla legge, dall’altra il Consiglio di Stato, nella citata decisione n. 126/2018, ha chiarito expressis verbis, che al “… Responsabile per la prevenzione della corruzione, organo interno ai soggetti suddetti, [cui] spetta, invece, nella propria responsabilità di contestare all’interessato la situazione di inconferibilità e incandidabilità con conseguente adozione delle sanzioni dell’art. 18, comma 1, D.Lgs. 8 aprile 2013, n. 39: potere in cui è compreso il potere di dichiarare la nullità dell’incarico” (punto 11.5.3, 2°cpv.).

In conclusione, tutte le descritte questioni di incostituzionalità prospettate dalla difesa del Consorzio sono manifestamente infondate e non rilevanti".

"Avrò ragione" aveva detto Riccardi lo scorso settembre, quando i magistrati avevano fissato al 3 aprile 2019 l'udienza per discutere nel merito anche il provvedimento con cui la Regione Puglia paventava l'avvio della procedura di commissariamento del consorzio per lo sviluppo dell'area industriale. 

La vicenda, lo ricordiamo, creò non poche spaccature politiche, con tanto di frizioni fortissime in giunta regionale e dimissioni dal cda del consorzio del presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca.“

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