Grandi manovre al Consorzio Asi, Colecchia in pole per la presidenza: ma è scontro destra-sinistra, "Landella cosa stai facendo?"

Nessuno vuole il commissariamento. Landella, Gatta e Rotice si accordano sull'ex sindacalista Cisl ma il centrodestra è in fermento: il pallino dell'operazione rischia di spostarsi nelle mani del centrosinistra

Grandi manovre all’ombra del Consorzio Asi di Foggia. Troppo ghiotto e cruciale quell’ente per lasciarlo nelle mani di un commissario (Santi Giuffrè). L’idea di riportarlo nelle mani di un presidente dopo la destituzione di Angelo Riccardi, ex sindaco di Manfredonia, non è mai tramontata. E si rinvigorisce nelle ultime ore, non senza frizioni, in realtà. Archiviata l’ipotesi Pino Di Carlo e Michele D’Alba (lambita per un attimo l’idea di offrire la presidenza al figlio), che si incrociavano ambedue con la vicenda Foggia Calcio - e fallite contestualmente al passo indietro dei due imprenditori rispetto al progetto calcistico- , in pole torna un nome già in passato avanzato per la presidenza Asi (poi surclassato da Riccardi): l’ex sindacalista Cisl Giulio Colecchia. Figura trasversale e ultimamente avvicinatasi molto a Landella e al centrodestra (tanto da esser stato candidato ad un assessorato nel Landella bis), Colecchia starebbe riscontrando in queste ore il gradimento di diversi mondi gravitanti in orbita Asi: dal sindaco Landella, appunto, e quindi del Comune di Foggia, unitamente al secondo partito di maggioranza, la Lega (Sario Masi segnatamente), alla Provincia di Foggia con Nicola Gatta, a Confindustria con il presidente in uscita Gianni Rotice. Soci che, insieme, si avvicinerebbero quel 50% + 1 necessario per avere i numeri e votarsi il presidente in assemblea.

I tre (Landella, Gatta, Rotice) si sarebbero già incontrati. Ovviamente serve ulteriore allargamento ai Comuni soci, almeno ad uno dei più grandi (Manfredonia, Cerignola, Lucera, San Severo), sì da potersi recare da Michele Emiliano con le carte in regola per pretendere di ripristinare un consiglio di amministrazione. Il quale, messo di fronte ai numeri, dovrebbe accettare: eventuali no dovrebbe argomentarli e comunque c’è sempre l’opzione “lasciare il Consorzio” dichiara a Foggiatoday Bruno Longo, autore già di una mozione in questo senso. Lo stesso che in queste ore, però, mette in guardia Landella: “Le parole pronunciate da Rotice ieri, sulla necessità che il nome passi attraverso il confronto con l'assessore Piemontese e il PD, paventano un pallino che si sta spostando nelle mani del centrosinistra – affonda Longo-. Ed è quantomeno sorprendente che Landella consenta che dell’operazione si occupino e la battezzino coloro che lo hanno avversato in campagna elettorale. Comprendo che il tema è quello dell’allargamento al centrosinistra, per aumentare la condivisione della scelta. Ma si può raggiungere lo stesso obiettivo ancorando saldamente l’operazione al centrodestra, come logica vuole e come di fatto è" afferma Longo.

Le frizioni nel centrodestra riguardano non il nome ma chi e come sta conducendo la partita: Rotice appunto, rischiando - è il timore- di consegnarla al centrosinistra. Con il benestare di Landella. Uno scenario che inquieta quanti hanno sostenuto il sindaco in campagna elettorale: perchè la partita la conducono i Rotice, i Porreca e quanti hanno appoggiato Pippo Cavaliere, il candidato del centrosinistra? I numeri ce li ha il centrodestra ed è operazione del centrodestra, il ragionamento negli ambienti politici e imprenditoriali che hanno sostenuto il Landella bis. "Tanto io quanto la Lega con Sario Masi tanto quella parte di Confindustria facente capo a Eliseo Zanasi siamo assolutamente perplessi dalle parole pronunciate da Rotice, che il sindaco ha già incontrato" continua Longo, che sollecita: "Landella ci incontri e chiarisca come sia possibile questo scivolamento a sinistra”. Il tema dunque è politico e di metodo. Non sul nome, che pare condiviso. Il tema chi si battezza l'operazione. Certo, una condivisione col centrosinistra e con Emiliano è necessaria per il via libera, "ma - secondo Longo- si può raggiungere lo stesso obiettivo tenendo noi le redini della partita”.

Tra l’altro Rotice è in scadenza, altro motivo di malumore, perché deve gestire lui? Insomma, le frizioni sono su chi deve dare le carte. Il centrodestra vuole intestarsi l’operazione, e non è un tema di lana caprina, ma ricco di implicazioni ulteriori, immaginabili in un ente pesante e strategico come il Consorzio. E che dovrebbe tornare ad incrociarsi con la nomina del prossimo direttore generale: esautorato Marseglia (tra l'altro accusato nelle carte dei revisori dei conti e in una lettera di alcuni soci ad Emiliano di "regia occulta" per favorire il commissariamento), torna a circolare – non è chiaro quanto fondatamente- il nome della cognata di Landella, Michaela Di Donna, già in passato in pole per quel ruolo. Potrebbe essere questa la ragione della parziale "cessione di paternità" dell'operazione al centrosinistra da parte del sindaco di Foggia?

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