Regione in ritardo, impiantisti e manutentori in agitazione. Confartigianato Puglia: "Pronti a scendere in piazza"

Ritardi nella normativa da parte della Regione Puglia stanno sfiancando la categoria, che annuncia una mobilitazione di protesta

Confartigianato Foggia, impiantisti e manutentori pronti a scendere in piazza. Lo annuncia il presidente pugliiese, Luigi Ficelo. "È dal 2013 che l’Italia si è dotata di una norma, il DPR 74, in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e relative ispezioni degli impianti termici per il riscaldamento e il condizionamento degli edifici, affidando alle Regioni il compito di e la responsabilità di determinare tempistiche e modalità degli obblighi derivanti dalla norma nazionale" spiega Ficelo in una nota stampa. "Nel dicembre 2016 la regione Puglia approva, a recepimento del DPR n.74, la L.R. 36/2016 demandando tutti gli aspetti applicativi a successivi atti di Giunta che vedono la luce solo nel 2018, a ciò si aggiunga che la norma prevede “l’entrata in vigore delle disposizioni  di dettaglio sarà stabilita con determinazione del dirigente della competente struttura regionale”.

"Bene - continua-, a tre anni dalla legge regionale e un anno dai provvedimenti applicativi della stessa, ancora non si hanno notizie della determinazione dirigenziale. La non applicabilità di una norma regione rende variegato il contesto normativo in cui devono operare impiantisti e manutentori, province e comuni si sono dati quadri regolamentari differenti tanto sul piano ispettivo quanto sanzionatorio, applicando sovente la norma a loro più favorevole!.

Luigi Ficelo – presidente regionale di  categoria di Confartigianato Puglia – sottolinea come la piena attuazione della norma regionale consentirebbe di avere un quadro normativo omogeneo, gli artigiani della categoria potrebbero lavorare in serenità avendo ben chiaro il quadro di riferimento. "Più volte si è detto come incertezza normativa e burocrazia ingessino il lavoro, questo caso è emblematico; dopo un buon lavoro svolto in sinergia con gli uffici regionali sulla legge 36, che ha portato a disposizioni valide e all’avanguardia, ci troviamo ad attendere un ultimo atto, ad un centimetro dal traguardo. Senza questo atto e senza catasto energetico tutta la normativa regionale risulta evanescente e in Puglia ogni comune si comporta come gli pare".

"A farne le spese sono cittadini, manutentori e ambiente, non è più possibile perseguire sulla strada della confusone regolamentare dove alcuni territori non fanno da tempo campagne di controllo, altri irrogano sanzioni sulla base di regolamenti superati, altri ancora interpretano le norme in maniera fantasiosa o utilitaristica. Se dovessero continuare a mancare regia e coordinamento da parte della Regione l’unico strumento sarà la mobilitazione della categoria”.

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