Efficienza dei comuni, Foggia fanalino di coda. Per Landella "Regione e predissesto alla base delle criticità"

Il sindaco uscente commenta le ultime rilevazioni in tema di efficienza dei Comuni svolte dall'Osservatorio Conti pubblici dell'Università Sacro Cuore di Milano. "Difficoltà di sistema"

In merito all'indagine sull’efficienza dei Comuni realizzata dall’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Sacro Cuore di Milano, non si è fatta attendere la replica-difesa del sindaco di Foggia Franco Landella, che chiama in causa "responsabilità individuali e diffuse,  compresa quella della Regione Puglia".

“Lungi da me voler contestare la serietà ed il rigore dell’indagine sull’efficienza dei Comuni nelle Regioni a Statuto Ordinario, realizzata dall’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Sacro Cuore di Milano, che colloca Foggia all’ultima posizione della classifica italiana. Voglio fare questa premessa per sgombrare il campo da ogni tentativo di speculazione politica e provare a fare una riflessione obiettiva circa gli esiti di una indagine che vede nelle ultime 11 posizioni della graduatoria tutti i Comuni della Puglia e nelle ultime 5 posizioni ben 4 Comuni pugliesi, tra cui Bari. Questa prima considerazione sul posizionamento generale credo racconti che la difficoltà che il lavoro dell’Università Sacro Cuore di Milano fotografa riguarda nel complesso il sistema degli Enti locali – anche quelli che non sono alle prese con una situazione di predissesto finanziario – della nostra regione, a prescindere dal colore politico di chi amministra. 


È dunque evidente che ci troviamo di fronte ad una fatica di sistema, che chiama in causa responsabilità individuali e diffuse, compresa quella della Regione Puglia. Non è un caso che tra gli indicatori più negativi vi sia quello che riguarda la funzione di smaltimento rifiuti, con l’indice di quantità misura basato sulla percentuale di raccolta differenziata rispetto al totale dei rifiuti urbani. Da questo punto di vista è senza dubbio vero che Foggia sia ancora indietro su questo versante. Ma lo è altrettanto che al momento del nostro insediamento abbiamo ereditato una raccolta differenziata al 5,5% e che in cinque anni, tra mille difficoltà, l’abbiamo portata al 24,6%. Così come non può essere contestato che nel rapporto tra spesa ed efficienza del servizio pesi una grave carenza di impianti – la cui competenza è in capo alla Regione – che ci ha costretto a conferire la frazione differenziata fuori città, facendo così lievitare di moltissimo i costi. 


Allo stesso modo non può essere sottovalutata l’incidenza che nell’indicatore che riguarda l’efficienza della macchina amministrativa ha la nota e drammatica carenza di personale dell’Ente. Il divieto di assunzioni imposto dal Decreto Salva Enti ed i pensionamenti che progressivamente hanno assottigliato la pianta organica comunale sono un mix esplosivo, che incide molto negativamente sulla qualità ed anche sulla quantità dei servizi. Dal momento dell’adesione dell’Amministrazione comunale al Piano di Riequilibrio Pluriennale, e sino alla sua scadenza naturale, il Comune è destinato a passare da una platea nominale di 1100 dipendenti a sole 650 unità senza alcuna possibilità di procedere a nuove assunzione prima della cessazione degli effetti del Decreto Salva Enti. Stessa difficoltà incide nella valutazione dell’indicatore relativo alla Polizia Locale. Su 320 dipendenti della Polizia Locale previsti, infatti, sono in servizio solo 149 unità, di cui 26 con contratto part time. Dell’intera platea, inoltre, il 50% è ultrasessantenne e 7 unità alla fine dell’anno andranno in pensione. 


Ripeto, queste argomentazioni non vogliono essere in alcun modo una difesa d’ufficio, perché è evidente che occorre impegnarsi in misura maggiore affinché il livello dei servizi migliori. Ma non possono neppure essere ignorate le ragioni di sistema e di contesto che in buona parte concorrono a determinare il risultato negativo, comprese le ristrettezze imposte dal Piano di Riequilibrio Pluriennale che abbiamo ereditato. Il risanamento dei conti, d’altro canto, in questi cinque anni è stato positivo. Il fondo cassa dell’Ente, ad esempio, è passato da 1.488.959,36 euro del 1 gennaio 2014 ai 49.226.566,79 euro del 1 gennaio 2018; il disavanzo di amministrazione è passato dai 56.121.656,57 di euro del 2015 ai 29.399.987,98 euro del 2018; le riscossioni del 2018 sono state superiori di 7 milioni rispetto ai pagamenti effettuati; i tempi dei pagamenti dell’Ente sono stimati in 60-70 giorni, di gran lunga meno di quando ci siamo insediati.


Dati che ci inducono a pensare che sia ragionevole prevedere una tempistica più ristretta per il recupero del disavanzo, con una possibile chiusura anticipata del Piano di Riequilibrio Pluriennale. Circostanza che determinerà dunque in anticipo anche la possibilità di assumere personale, potenziando la dotazione organica, aumentando l’efficienza della macchina amministrativa ed anche la qualità e la quantità dei servizi”.

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