Gargano luogo ideale per il cicloturismo: ci sono 361 milioni, "ma la Puglia non ha trasmesso ancora i progetti"

“Pur avendo ricevuto i primi finanziamenti da parte del Ministero per la redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica – spiega Emanuele Scagliusi (M5S) – la Regione, soggetto capofila per la progettazione e la realizzazione della ciclovia dell’Acquedotto pugliese, non ha ancora trasmesso i progetti"

Cicloturismo, foto di repertorio

La Puglia pare abbia perso interesse nel Sistema nazionale delle ciclovie. A lanciare l’allarme è il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) che segnala ritardi della Regione Puglia e mancanza di collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). “Non appena insediato al MIT, il Ministro Toninelli ha confermato lo stanziamento di 361,78 milioni di euro per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche – dichiara Scagliusi – La nostra maggioranza, infatti, la reputa una mossa strategica sia per il destino economico di tante aree del Paese che per lo sviluppo di queste infrastrutture e della mobilità dolce, così come sottolineato dal sottosegretario Dell’Orco”.

“Vedo però con incredulità che la Puglia latita. Pur avendo ricevuto i primi finanziamenti da parte del Ministero per la redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica – spiega Emanuele Scagliusi (M5S) – la Regione, soggetto capofila per la progettazione e la realizzazione della ciclovia dell’Acquedotto pugliese, non ha ancora trasmesso i progetti. Ciò, nonostante i numerosi solleciti inviatigli dalla competente Direzione generale del MIT. Mi dispiace dover constatare la scarsa collaborazione e il profondo disinteresse per opere utili allo sviluppo della mobilità sostenibile. Opere – prosegue il capogruppo 5 Stelle in Commissione Trasporti alla Camera – che, per altro, porteranno certamente posti di lavoro e opportunità economiche per i territori attraversati dalle ciclovie”.

I ritardi, imputabili unicamente alla Regione, potrebbero determinare importanti rilievi della Corte dei Conti, costringendo il Ministero a chiedere indietro i fondi già erogati, con il rischio di un importante danno economico per i territori interessati dalle ciclovie. Prima fra tutte la ciclovia dell’Acquedotto, unica nel suo genere, che attraversa tre regioni del Sud (Campania, Basilicata e Puglia) mettendo in collegamento alcuni dei luoghi più affascinanti e ancora poco valorizzati della penisola: Alta Irpina, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria, Arneo ed entroterra del Salento. L’importanza del cicloturismo in Puglia è stato sottolineato, solo pochi giorni fa alla BIT, dalla stessa assessore Loredana Capone che ha parlato di “tassi di crescita elevati sia nel numero di pernottamenti che nel valore aggiunto generato sul territorio”. Il target è in massima parte straniero (80%), over 55 d’età, con una capacità di spesa medio-alta ed un elevato livello culturale: coppie o piccoli gruppi di amici che scelgono di restare in Puglia per 5/7 giorni con la bicicletta che rappresenta il mezzo ideale di esplorazione del territorio del Gargano, Salento e Valle d’Itria. Secondo le rilevazioni dell’Enit nel 2015, il cicloturismo genera in Europa un indotto economico di 44 miliardi di euro, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di pernottamenti.

“Mi auguro che oltre il danno non ci sia anche la beffa per i cittadini pugliesi. Capisco che in Regione ci si lamenti non appena si paventa il rischio di perdere fondi, ma allo stesso tempo – conclude il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) – mi augurerei maggiore attenzione da parte di chi, una volta ricevuti i fondi, non permette ai pugliesi di giovarne”.

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